50mila in arretrato

Cassazione, allo studio taglio alle vecchie liti tributarie

Contro l’arretrato spunta l’estinzione per i processi senza istanza di trattazione

di Ivan Cimmarusti

La riforma della giustizia tributaria

2' di lettura

Un pacchetto di norme con più azioni a tenaglia per smaltire le oltre 50mila liti fiscali arretrate in Cassazione. Di fianco alla «definizione agevolata» delle cause, si ipotizza l’introduzione dell’«estinzione» dei processi datati: in mancanza di un’istanza di trattazione entro un termine stabilito, la causa viene rottamata. In entrambi i casi s’intende aggredire una mole di fascicoli che solo sulla carta vale 37 miliardi, considerato che alcuni riguardano contenziosi risalenti anche a dieci anni fa.

Ai ministeri dell’Economia (competente per i primi due gradi di giudizio) e della Giustizia (per la Cassazione) lavorano per trovare una soluzione alle tante e diverse problematiche che attanagliano il processo tributario.

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I FASCICOLI PENDENTI
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Il punto di partenza è il dossier della Commissione di riforma presieduta da Giacinto Della Cananea, ma ora si dovrà mettere mano a un articolato che assicuri l’attuazione dei principi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che vede nel taglio delle pendenze che oggi gravano sui 40 magistrati della sezione tributaria della Suprema corte la chiave per rimettere in moto la giustizia tributaria.

Le misure al vaglio

Al ministero della Giustizia stanno valutando un ventaglio di misure sia organizzative sia processuali per impattare il magazzino monstre di arretrati, che pesano per circa 1.330 procedimenti su ciascuno dei consiglieri della sezione. Per esempio, c’è l’aumento dell’organico di 10-15 unità, che potrebbe arrivare con il previsto bando ordinario per 58 nuovi consiglieri (48 magistrati e 10 per meriti insigni). Poi, come detto, una «definizione agevolata» (la precedente è stata disposta dall’articolo 6 del Dl 119/18). La nuova misura, già prospettata nella relazione conclusiva della Commissione di riforma, potrebbe essere in parte modificata così da individuare con precisione chirurgica tutti quei procedimenti per i quali è sostanzialmente inutile procedere. Non si esclude, per esempio, l’automatica definizione di quelle cause pendenti in Cassazione ma iscritte a ruolo nel primo grado da oltre dieci anni, per le quali le Agenzie fiscali siano state soccombenti in tutti i precedenti gradi di giudizio.

I possibili cambiamenti

Parallelamente si lavora a una possibile modifica al Dlgs 546 del 1992, sul processo tributario, solo nella parte relativa alle impugnazioni davanti alla Suprema corte.

L’ipotesi, al momento allo studio, è di introdurre l’estinzione dei processi più vecchi quando non sia presentata una istanza di trattazione. In particolare, se entro un termine (da determinare) dalla data del deposito dell’impugnazione in Corte la parte ricorrente non presenta la richiesta, la causa si estingue senza spese processuali. La misura sarebbe applicabile solo per procedimenti che valgono fino a 50mila euro.

Facciamo un esempio: per le controversie pendenti al 31 dicembre 2021 l’istanza di trattazione dovrebbe essere presentata entro l’estate del 2022. Se invece è già stata comunicata alla parte l’avviso di fissazione dell’udienza, la Corte dichiara l’estinzione se chi ha proposto ricorso non dichiari di avere interesse alla decisione.

Il futuro del giudice tributario

Capitolo a parte riguarda i primi due gradi del giudizio di merito. Il dossier, affidato al sottosegretario all’Economia, Maria Cecilia Guerra, è “blindato”. Perché in ballo c’è il futuro del giudice tributario: meglio uno “onorario”, com’è oggi, o uno “professionale” e assunto per concorso? La risposta arriverà in poche settimane, considerato che tra gli obiettivi del Governo c’è anche quello di presentare alle Camere la riforma della giustizia tributaria.

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