RAPPORTO COVIP

Casse e fondi pensione investono meno nell’economia italiana

L’anno scorso solo 9,9 miliardi alle imprese nazionali (contro i 10,7 del 2017). Il risparmio previdenziale continua a puntare su titoli esteri(38,2 miliardi per le Casse dei professionisti e 83,1 miliardi per i fondi pensione)

di Davide Colombo


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Secondo il Rapporto della Covip, le cassaforti delle Casse nell'ultimo anno si sono arricchite di oltre un miliardo e 600 milioni (foto imagoeconomica)

3' di lettura

Il risparmio previdenziale degli italiani che hanno puntato sui fondi pensione e quello dei professionisti iscritti alle 20 Casse privatizzate (1,8 milioni di cui 425mila pensionati) continua ad essere investito soprattutto oltre confine. Nel 2018 gli investimenti domestici delle Casse ammontavano a 35 miliardi, il 40,2% delle attività, in calo dello 0,2% rispetto al 2017; gli investimenti non domestici si attestavano invece a 38,2 miliardi, corrispondenti al 43,9% del totale (+0,6% sul 2017).

Un patrimonio da 254 miliardi (14,4% del Pil)
Per i Fondi pensione l’esposizione sull’estero è stata ancora più forte, visto che gli investimenti domestici si sono fermati a 36,7 miliardi, mentre gli investimenti non domestici hanno raggiunto gli 83,1 miliardi. Rispetto al 2017 si osserva una riduzione della quota di investimenti domestici del 2,2%, per oltre la metà imputabile ai titoli di Stato (1,3%). Complessivamente, le risorse finanziarie destinate alle imprese italiane lo scorso anno non hanno superato i 9,9 miliardi (10,7 nel 2017), di cui 5,5 (5,6 nel 2017) investiti dalle Casse e 4,4 (5,1 nel 2017) impiegati dai Fondi pensione.Il risparmio previdenziale intermediato da Casse e Fondi pensione ha raggiunto dimensioni ragguardevoli: a fine 2018, le risorse totali sono pari a 254,2 miliardi, il 14,4% del Pil: 87 miliardi fanno capo alle Casse e 167,2 miliardi ai Fondi pensione.

CASSE. INVESTIMENTI DOMESTICI E NON DOMESTICI NEL PERIODO 2014-2018

Dati di fine anno. Valori in percentuale delle attività totali. (Fonte: Rapporto Covip)

CASSE. INVESTIMENTI DOMESTICI E NON DOMESTICI NEL PERIODO 2014-2018

Le Casse oltre quota 87 miliardi (+56% dal 2011)
La fotografia sugli investimenti delle Casse arriva dal consueto Rapporto della Covip e parte da un dato sorprendente: le cassaforti delle Casse nell’ultimo anno si sono arricchite di oltre un miliardo e 600 milioni e a fine 2018 hanno superato la soglia degli 87 miliardi (+56,2% dal 2011, nello stesso periodo il Pil pro capite degli italiani è cresciuto meno del 3%).

I dati presentati da Covip spiegano che circa il 73% delle risorse totali si riferisce alle prime cinque Casse (Enpam, Cassa Forense, Inarcassa, Cassa dottori commercialisti, Enasarco), le prime tre delle quali sommano il 54% del totale dell’attivo (era il 47% nel 2011). «Concorrono a spiegare le diverse dimensioni dell’attivo le differenze tra i saldi previdenziali che dipendono dai regimi contributivi e delle prestazioni, oltre che dalle caratteristiche economiche e socio-demografiche delle diverse platee di riferimento delle singole Casse» ha sottolineato il presidente dell’Authority di vigilanza, Mario Padula.

Le cassaforti delle Casse nell’ultimo anno si sono arricchite di oltre un miliardo e 600 milioni e a fine 2018 hanno superato la soglia degli 87 miliardi

Nelle prime quattro Casse, in particolare, si concentra l’80% del flusso netto tra contributi e prestazioni, che è pari a 2,7 mld di euro. Per due Casse (Cassa geometri e Inpgi) le prestazioni superano i contributi; in tutti gli altri casi la differenza è positiva e varia dall’1% (Enpaia) all’8,5% (Enpav).

SALDO PER CONTRIBUTI E PRESTAZIONI PER SINGOLA CASSA

Flussi annuali 2018. Importi in milioni di euro. (Fonte: Rapporto Covip)

Mattone e titoli di Stato
La forza del mattone e dei BtP continua a prevalere nelle scelte di investimento delle Casse. Gli investimenti immobiliari, pari a 19,7 miliardi di euro (19,4 nel 2017), hanno subito una quasi irrilevante riduzione in percentuale dell’attivo (22,7 contro 22,8%), mentre gli investimenti in titoli di debito, pari a 32,6 miliardi (31,2 nel 2017), costituiscono il 37,5% dell’attivo registrano un aumento dello 0,9% rispetto al 2017.

La forza del mattone e dei BTp continua a prevalere nelle scelte di investimento delle Casse

Serve un regolamento per le Casse
La presentazione dei dati sugli investimenti è stata l’occasione, per i vertici Covip, di tornare sul tema spinoso della mancata adozione di un regolamento specifico. «La persistente assenza del regolamento, atteso ormai da otto anni, rappresenta un grave vuoto normativo che va assolutamente colmato» ha detto Mario Padula. Le Casse sono infatti ancora gli unici investitori istituzionali privi di una regolamentazione unitaria in materia di investimenti, mentre i Fondi pensione devono rispettare una regolamentazione di livello primario e secondario.

Il regolamento in questione - una bozza avanzata è pronta al Mef - avrebbe l’obiettivo di garantire una gestione delle risorse sana e prudente nell’interesse degli iscritti, hanno sottolineato in Covip. Col risultato anche di «migliorare l’azione di vigilanza nell’ambito di un impianto di regole chiare e omogenee valido per tutto il settore. Lo schema del provvedimento - ha spiegato Padula - ha un approccio più di ordine qualitativo che quantitativo. E soltanto per alcune tipologie di strumenti finanziari e beni oggetto di investimento con particolari caratteristiche di liquidabilità e di livello di rischio, fissa soglie-limite in rapporto alle disponibilità complessive. Limiti quantitativi che, tra l’altro, significativamente, rappresentano un tratto comune non solo in Europa, come risulta dai dati Ocse». Lo schema di Regolamento pronto, è stato infine ricordato, garantisce alle Casse ragionevoli tempi di adeguamento, assicurando loro margini di flessibilità.

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