L’INTERPELLO

Casse di previdenza, bonus 600 euro per i professionisti esclusi a marzo

La Direzione generale per le politiche previdenziali del ministero del Lavoro, ha risposto a un interpello presentato dalla Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti dando un’interpretazione estensiva che riguarda tutti i professionisti

di Federica Micardi

default onloading pic

La Direzione generale per le politiche previdenziali del ministero del Lavoro, ha risposto a un interpello presentato dalla Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti dando un’interpretazione estensiva che riguarda tutti i professionisti


2' di lettura

Buone notizie per i professionisti esclusi dal bonus di 600 euro di marzo perché mancavano del requisito dell'iscrizione esclusiva ad un solo ente.
La Direzione generale per le politiche previdenziali del ministero del Lavoro, nel rispondere a un interpello presentato dalla Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti li ammette al beneficio concesso attraverso il Fondo per il reddito di ultima istanza.
Il ministero nel comunicare la decisione agli enti di previdenza dei professionisti – il parere arriva dall'ufficio legislativo con la nota 29/7330 – ha sottolineato come la richiesta di chiarimenti in seguito all'abrogazione del requisito dell'esclusività, contenuta nell'articolo 34 del Dl 23 del 2020 avvenuta con il Dl 34/2020 in vigore dal 19 maggio, sia arrivata da diverse Casse previdenziali.
La Cnpadc ha chiesto il parere ministeriale perché delle 28.450 domande arrivate entro il 28 aprile relative ai 600 euro di marzo, 908 non sono state evase perché mancava loro il requisito di esclusività di iscrizione introdotto il 9 aprile con l'entrata in vigore del Dl 23/2020, dopo che gli enti di previdenza avevano già iniziato a raccogliere le istanze dai propri iscritti. Questo cambio in corsa dei requisiti ha costretto le Casse a chiedere l'integrazione di migliaia di richieste già arrivate.
Soddisfatto il presidente della Cnpadc Walter Anedda che sottolinea «la linea interpretativa proposta dalla Cassa è stata fatta propria dal ministero e va non solo a vantaggio dei 908 colleghi che erano rimasti esclusi ma anche degli iscritti delle altre Casse che si trovano nella medesima situazione».
Il ministero parla esplicitamente delle richieste rimaste “pendenti” questo, secondo l'interpretazione prevalente, esclude dai giochi coloro che hanno revocato l'iniziale richiesta, anche perché le Casse non conoscono le motivazioni che sono alla base della richiesta di revoca.
I principi alla base della posizione del Lavoro sono due: il principio del tempus regit actum e il principio del tempus regit actionem. Applicando il primo rileva il provvedimento di erogazione dell'indennità, che è successivo all'abrogazione della norma che ha introdotto il requisito dell'iscrizione esclusiva; applicando il secondo si guarda alla data di presentazione della domanda, che risulta precedente all'introduzione del requisito “incriminato”.
Il ministero del Lavoro aggiunge un'importante precisazione,potranno ottenere i 600 euro di marzo non solo i soggetti che hanno presentato la domanda quando ancora il requisito dell'iscrizione esclusiva non era stato introdotto, ma anche coloro che hanno presentato la domanda tra il 9 aprile e il 19 maggio, cioè dalla data di introduzione del requisito di esclusività fino alla data della sua abrogazione.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti