Casse previdenza: ecco dove investono i vostri soldi

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Casse di previdenza, investimenti e il decreto che non c’è

di Vitaliano D'Angerio


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3' di lettura

Il regolamento che non c’è. Come l’isola di Eduardo Bennato. È dal luglio 2011, Governo Berlusconi IV, che le Casse di previdenza attendono un sistema di regole per gli investimenti. Otto anni. Nel decreto 98 del 2011 veniva affidato a Covip, authority di vigilanza dei fondi pensione, il compito di monitoraggio e di ispezione (non di sanzione) degli enti di previdenza dei professionisti. Una platea, oggi, di 2 milioni di iscritti e 85 miliardi di euro di attivi. Quel decreto arrivava dopo una serie di scandali sugli investimenti delle Casse, fatti emergere anche dal lavoro della Commissione bicamerale di vigilanza presieduta da Giorgio Jannone.

Il caso degli infermieri

Il regolamento sugli investimenti doveva essere emanato dopo sei mesi. Invece ancora niente. Le Casse, riunite nell’associazione Adepp, non hanno però atteso e si sono date un codice di autoregolamentazione che ha recepito gran parte dei paletti previsti dalla normativa sugli investimenti dei fondi pensione (previdenza complementare). Nell’articolo 9 del codice Adepp sui “Limiti agli investimenti”, viene indicato in 40% il livello massimo di asset illiquidi da detenere in portafoglio; per i fondi pensione il “paletto” del decreto 166/2014 è posto al 30 per cento. Gli investimenti illiquidi sono relativi agli strumenti finanziari non negoziati su mercati regolamentati, più remunerativi di questi tempi ma più rischiosi e difficili da liquidare se si ha necessità. Giusto averne una quota in portafoglio, soprattutto per gli investitori di lungo corso, ma senza esagerare.

Chi ha esagerato sono invece i vertici della Cassa di previdenza degli infermieri (Enpapi) che hanno investito quasi il 100% in asset illiquidi delle proprie risorse patrimoniali, oltre il 90% solo in fondi immobiliari. C’è anche un’indagine giudiziaria in corso su Enpapi, commissariata dal 22 marzo scorso, e il cui ex presidente Mario Schiavon nel 2015 era stato confermato nella carica di vicepresidente Adepp. Interrogato dai magistrati sugli investimenti illiquidi, Schiavon ha candidamente risposto che «garantivano ottimi rendimenti generalmente attorno al 3%. È vero che si trattava di fondi illiquidi ma il rendimento era buono». Dall’inchiesta dei magistrati romani è emerso molto altro con episodi anche molto recenti.

Regolamento improcastinabile

«Il completamento del percorso di emanazione del regolamento volto a disciplinare gli investimenti delle Casse non è più procrastinabile»: le parole del presidente Covip, Mario Padula, nel corso della sua relazione annuale, non lasciano spazi a dubbi o fraintendimenti. Il messaggio è per il ministero dell’Economia (Mef) anche se il regolamento è interministeriale ed è coinvolto pure il ministero del Lavoro. «Ma la questione è all’attenzione del Mef che è amministrazione capofila», fanno sapere dal ministero guidato da Luigi Di Maio. In attesa che il ministero dell’Economia batta un colpo, fonti di Governo fanno sapere che si sta accelerando per trovare una soluzione in tempi brevi.

Commenti e critiche

Sul regolamento si sono intanto espressi politici e rappresentanti delle Casse di previdenza. Ci sono una serie di distinguo ma la sintesi è: quel provvedimento risale a un’epoca diversa, è anacronistico e non potrà essere adottato cosi com’è. Contrario in particolare il presidente della Cassa commercialisti, Walter Anedda: «Non è pensabile richiamare un provvedimento già anacronistico nei contenuti». E ha aggiunto: «Siamo pronti a sederci intorno a un tavolo con il Ministero vigilante» per definire un sistema di regole «in linea con i tempi e che preservi l’autonomia delle Casse». Un no ai paletti rigidi è stato dichiarato anche da Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp.

Gli immobili pubblici

Già in passato le Casse di previdenza furono convocate dai precedenti Governi per sottoscrivere degli investimenti. È il caso del fondo Atlante 2 che aveva in pancia i non performing loan (crediti deteriorati). Gli enti di previdenza hanno però sempre difeso con forza la propria autonomia riconosciuta dalla legge. Di recente un gruppo di Casse e fondi pensione è stato invitato alla presentazione del fondo immobiliare i3-Dante, il primo veicolo di Invimit (Sgr del Mef) che punta alla dismissione del mattone di Stato. Il Governo Conte stima di incassare circa 950 milioni di euro dalla vendita degli immobili pubblici. Non è ancora chiaro chi parteciperà a questa operazione a cui, secondo indiscrezioni, sono interessanti anche investitori istituzionali di Oltre Manica. Vedremo nei prossimi giorni. Nella speranza che gli enti previdenziali italiani abbiano finalmente un proprio schema di investimento.

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