ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCittà creative Unesco

Castelbuono, candidatura sostenuta dalle aziende

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di Nino Amadore

2' di lettura

L’ultima presentazione è stata qualche settimana fa a Milano. Ed è stata una tappa, giudicata importante, nel cammino di avvicinamento di Castelbuono alla candidatura al riconoscimento di città creativa Unesco e entrare a far parte delle Creative Cities Network, la rete di Comuni nata nel 2004 che rafforza la cooperazione con e tra le città che hanno riconosciuto nella creatività un fattore strategico di sviluppo sostenibile a livello economico, sociale, culturale e ambientale.

A Milano, nell’ambito di Golosaria, il “portabandiera” del sistema delle imprese è stato Nicola Fiasconaro, Cavaliere del lavoro, ambasciatore dell'alta pasticceria Made in Sicily, noto ormai in tutto il mondo per i suoi panettoni e non solo che produce proprio a Castelbuono nell’azienda di famiglia (sono presenti con altri ruoli i fratelli Fausto e Martino). Fiasconaro è stato il front men di un gruppo di imprenditori delle Madonie scesi in campo, per usare la metafora calcistica, a sostegno di una candidatura che è sì quella di Castelbuono ma che è nel contempo dell’intera area delle Madonie in provincia di Palermo. «Il borgo medioevale di Castelbuono vanta una creatività millenaria, con una forte vocazione alla sostenibilità e trova da sempre la sua migliore espressione nella capacità di trasformare le nostre risorse naturali in tratti identitari per la nostra cultura – dice Nicola Fiasconaro –. Il riconoscimento di una Città creativa siciliana porterebbe finalmente all'interno del network Unesco una meritata rappresentanza non solo delle Madonie ma della nostra regione». Per Fiasconaro, «questa è una occasione storica per la nostra terra e ciò non solo per l’autorevole riconoscimento che può derivare dall’inserimento tra le città creative Unesco. È una grande occasione perché può spingere le Madonie a ripensarsi, a fare sistema, a riorganizzarsi. Ed è un lavoro che va fatto a tutti i livelli: dal sistema delle imprese a quello della governance territoriale. Il tutto senza dimenticare che Cefalù resta la porta delle Madonie e che vi è un imprescindibile legame tra le montagne e il mare: un legame di cultura, di tradizioni e a questo punto di prospettiva». Una candidatura, quella di Castelbuono, che ha già ottenuto il sostegno tra gli altri di Carlo Petrini (fondatore di Slow Food), dell'Agenzia di Sviluppo Locale delle Madonie (So.svi.Ma), il Manifesto di sostegno dei Geoparchi europei, ma anche dello chef più stellato d'Italia, Enrico Bartolini, che riconosce ed evidenzia la creatività di Castelbuono.

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Tutti a sostegno di un «piccolo borgo caratterizzato da alcuni prodotti unici al mondo e dalla presenza di una forte rete votata alla promozione di un'alimentazione sostenibile e alla tutela della biodiversità. grande ricchezza ha alimentato nel tempo lo sviluppo di un patrimonio culturale gastronomico basato sulla lavorazione delle materie prime di qualità, sulla valorizzazione della diversità e sul rispetto dell'ambiente e della stagionalità».

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