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Castello di Canossa, al via il restauro grazie a fondi privati

Sicem Saga devolve oltre 100mila euro per la valorizzazione dell'antichissimo manufatto, inserito tra i monumenti nazionali. Tra gli obiettivi: sviluppo del territorio e occupazione

di Natascia Ronchetti


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2' di lettura

Quando fu fondata, nel 1960, era la più grossa azienda di Canossa e un punto di riferimento per tutta la comunità. «Passo dopo passo siamo cresciuti insieme al territorio, che ora vogliamo ringraziare».

Filippo Gazza è il contitolare insieme al fratello Savino di Sicem Saga SpA. Un'industria – produce pasta per carta – alla quale adesso si deve una parte degli interventi di consolidamento e restauro del leggendario Castello di Canossa, noto in tutto il mondo per aver fatto da sfondo alla famosa umiliazione dell'imperatore Enrico IV, arrivato fin qui per supplicare Papa Gregorio VII – era il gennaio del 1077 – di revocargli la scomunica.

L'azienda, grazie al meccanismo di agevolazioni fiscali Art Bonus messo a punto dal ministero ai Beni Culturali, ha infatti devoluto 105mila euro a favore dell'associazione culturale Matilde di Canossa per la valorizzazione dell'antichissimo manufatto, inserito tra i monumenti nazionali. Il finanziamento permetterà di sostenere diversi interventi per la conservazione e la riqualificazione del castello e dei percorsi destinati ai visitatori.

Operazione che non ha nulla a che vedere con il marketing. «Il nostro non è un prodotto di largo consumo – dice infatti Filippo Gazza -. Però crediamo fermamente che un’attività produttiva, se è gestita eticamente e ha tra i principali obiettivi il miglioramento della sostenibilità, possa contribuire in modo determinante all'occupazione, allo sviluppo del territorio, al benessere dei cittadini».

Tutto nato dalla volontà, come spiegano i due imprenditori, di “partecipare attivamente alla rinascita e alla fruibilità di un'opera di così rilevante importanza storica e culturale”.

La storia e il restauro
Il castello fu probabilmente costruito verso la metà del X secolo da Adalberto Atto. Da qui, la pronipote Matilde di Canossa arrivò a dominare i territori italici a Nord dello Stato Pontificio.

I primi interventi riguarderanno il consolidamento dell'arco di ingresso, la sistemazione delle barriere paraneve sul tetto, delle strutture per lo scarico delle acque piovane e la realizzazione di nuovi percorsi di visita.

Il compito di gestire, restaurare e valorizzare il castello – insieme al museo nazionale Naborre Campanini – è stato affidato dal ministero ai Beni culturali, tramite bando, all'associazione Matilde di Canossa.

«Il costo complessivo delle opere che abbiamo previsto ammonta a 450mila euro – spiega Angela Chiapponi, responsabile culturale e portavoce dell'associazione -. L'erogazione di Sicem Saga è il primo step: abbiamo dieci anni davanti per trovare altri finanziatori e per portare a compimento la valorizzazione».

Sicem Saga ha un fatturato di 50 milioni di euro ed esporta, principalmente in Europa e in Asia, il 45% della produzione. Tutti i progetti di restauro dovranno avere il via libera della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio.

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