FONDI EUROPEI

Catalfo: «Detassazione dei rinnovi contrattuali legata al salario minimo»

Le priorità della ministra del Lavoro nell’utilizzo del Recovery fund anche il temporaneo taglio sul costo del lavoro con sgravi contributivi

Recovery fund: ecco il piano del Governo

Le priorità della ministra del Lavoro nell’utilizzo del Recovery fund anche il temporaneo taglio sul costo del lavoro con sgravi contributivi


2' di lettura

La detassazione dei rinnovi contrattuali dei contratti collettivi nazionali legata all’introduzione di un salario minimo orario: è una delle undici priorità nell’utilizzo delle risorse Recovery Fund illustrate dalla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo.

Detassazione e salario minimo

Parlando in audizione davanti alle commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera, l’esponente del governo ha spiegato: «Abbiamo pensato a misure che garantiscano una maggiore adeguatezza dei livelli di reddito attraverso l’ancoraggio della detassazione dei rinnovi contrattuali dei Ccnl all'introduzione di un salario minimo orario modulato dalla contrattazione collettiva, nonché mediante il sostegno della contrattazione di secondo livello quale strumento per accrescere la produttività a livello aziendale e riconoscere ai lavoratori benefici contrattuali ed economici come premio per i risultati raggiunti».

Sgravi contributivi per rilancio occupazione

Tra le misure che puntano all’«aumento del tasso di occupazione» e alla «ripresa economica» ci sarà «una temporanea riduzione del costo del lavoro che si sostanzierà nella concessione di sgravi contributivi». «Ci prefiggiamo in tal modo - ha detto la ministra -di creare nuovi posti di lavoro, tenendo conto anche del diverso impatto prodotto dalla crisi sul piano territoriale, di genere e in particolare sui giovani».

Nuovi ammortizzatori

Tra gli undici progetti del Recovery plan, ha detto la ministra, c’è «la completa rivisitazione della disciplina degli ammortizzatori sociali sulla quale è già al lavoro una commissione di cinque esperti». La riforma che «mira a snellire l’impianto normativo e procedurale e a superare la frammentarietà e la disorganicità» attuale. Il nuovo sistema, sottolinea Catalfo, si caratterizzerà «per la sua vocazione all'universalismo coinvolgendo nel meccanismo assicurativo le imprese di tutti i settori produttivi e tutti i lavoratori» tuttavia senza trascurare «le necessarie differenziazioni legate alla dimensione aziendale e alle specificità dei diversi settori produttivi».

Sgravi per il lavoro femminile

Catalfo ha spiegato anche che, sfrutando il Recovery fund, il Governo vuole «favorire l’occupazione femminile attraverso l’introduzione di un incentivo in termini di sgravi contributivi per l’ingresso delle donne al lavoro e misure per incentivare la prosecuzione del lavoro femminile al rientro dalla maternità». E «per garantire una reale parità di trattamento anche sul piano retributivo - prosegue - abbiamo in progetto di introdurre incentivi sul salario di produttività che inducano le imprese ad utilizzare indici di produttività del lavoro gender oriented».

Quota 100 fino a fine 2021, poi altra flessibilità

Rispondendo a una domanda sulle pensioni a ministra ha detto che nuove misure di flessibilità in uscita ci saranno «dal 2022 quando scadrà la sperimentazione di Quota 100, che avrà il suo corso fino a tutto il 2021». Catalfo ha ricordato che è in corso il confronto con le parti sociali e che nella prossima legge di Bilancio andranno inserite l’Ape sociale e Opzione donna e «sicuramente ci sarà un intervento su part-time ciclico. Allo studio ci sono delle misure di staffetta generazionale o di contratto di solidarietà espansiva, che aiutano i giovani all’inserimento lavorativo e accompagnano in uscita il lavoratore anziano». Quanto invece alla riforma previdenziale, «a seguire avremo altri incontri che riguarderanno interventi più strutturali che potranno essere fatti nel corso del prossimo anno».

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