I ministri destituiti potranno fare politica

Catalogna, prima udienza per Puigdemont di venerdì 17


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Carles Puigdemont parla ai magistrati belgi (Afp)

3' di lettura

Si svolgerà il 17 novembre alle 14 la prima udienza davanti alla Camera di consiglio del tribunale di primo grado belga che deve decidere sull’esecuzione del mandato d’arresto europeo nei confronti del deposto presidente catalano Carles Puigdemont e di altri quattro suoi ministri in libertà vigilata nel Paese. Puigdemont e i suoi quattro ex ministri potranno comunque avere contatti con la stampa e svolgere attività politica. Lo ha precisato la procura di Bruxelles, secondo quanto riportato dai media belgi.

Dato che i politici catalani non sono detenuti, hanno spiegato dal Palazzo di giustizia, la procedura cui sono sottoposti potrebbe durare anche più di 90 giorni, se gli avvocati chiederanno una proroga per esaminare la richiesta dello Stato spagnolo. La Camera di consiglio del Tribunale di primo grado, precisa ancora la procura, si occuperà del caso la settimana prossima.

Soraya esprime fiducia
Intanto dalla Spagna la vicepremier spagnola Soraya Saenz de Santamaria, cui il primo ministro Mariano Rajoy ha delegato protempore la carica di governatore della Catalogna, ha affermato che il governo di Madrid rispetta le decisioni della giustizia belga sul caso.
Dal canto suo, il ministro della giustizia spagnolo Rafael Català si è detto convinto che la richiesta di consegna dei cinque trasmessa alla giustizia belga si concluderà con «un risultato favorevole».

L’Ue: «Spagna e Belgio sono democrazie»
Anche l’Unione europa getta acqua sul fuoco. «L’ultima volta che abbiamo controllato, Spagna e Belgio erano democrazie», ha detto il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas, interpellato sulle preoccupazioni espresse da più parti sullo stato di diritto nel Paese iberico. In precedenza Puigdemont aveva espresso dichiarazioni critiche via Twitter sullo stato della democrazia in Spagna. La Commissione europea, ha ribadito Schinas, «non ha alcun ruolo nella procedura giudiziaria in corso, la questione riguarda solo i giudici, è il principio della separazione dei poteri».

Terremoto in Podemos
La crisi della Catalogna sta avendo non poche ripercussioni politiche. Il segretario di Podem, l’ala catalana di Podemos, Albano Dante Fachin si è dimesso oggi dall’incarico per divergenze con il segretario nazionale Pablo Iglesias sul conflitto della Catalogna. Fachin, accusato da Iglesias di essere troppo vicino al movimento indipendentista, ha denunciato che Podemos «non è più uno strumento utile per combattere il regime corrotto» dei partiti spagnoli.

Puigdemont rilasciato domenica sera
Nella tarda serata di domenica, il giudice belga ha liberato Puigdemont e gli altri quattro suoi ex ministri. I cinque sono stati interrogati nella sede della procura a Bruxelles. Il portavoce della procura belga ha confermato che Puigdemont e suoi quattro ministri si sono presentati alle 9.17 in un commissariato, dove gli è stato notificato l’ordine di cattura emesso dalla Spagna. I cinque sono stati trasferiti nell’ufficio del Procuratore per dare inizio ai propri interrogatori. Il giudice ha 24 ore di tempo per esprimersi sul caso, con tre opzioni: respingere il mandato di cattura, trattenere Puigdemont e i ministri in carcere mentre il tribunale decide se eseguire l’arresto o liberarli a determinate condizioni, come l’impossibilità di viaggiare o il pagamento di una cauzione. «Queste cinque persone saranno ascoltate e il giudice prenderà una decisione entro le 9 di domani mattina», ha spiegato Gilles Dejemeppe alla stampa. La scelta di giocare d’anticipo e presentarsi al commissariato ha evitato l’arresto da parte della polizia belga, come si sarebbe verificato altrimenti. «Perché un giudice entri nel merito, le persone ricercate devono essere prima private della libertà» aveva spiegato a Europa Press il portavoce della magistratura Gilles Dejemeppe.

Una decisione in 24 ore
Sul leader catalano ed ex presidente della Generalitat pende un mandato di cattura emesso dalla Procura spagnola. Le accuse sono pesanti: ribellione, sedizione, malversazione, disobbedienza. Puigdemont ha giustificato il suo “esilio” in Belgio sostenendo di voler essere processato da un tribunale neutro,per evitare il confronto la «magistratura politicizzata» che lo attenderebbe in patria. Dopo gli interrogatori dei cinque politici catalani il giudice istruttore deciderà se rilasciarli o se trasformare lo stato di fermo attuale in detenzione. Se il giudice decide per l’arresto, il caso passa a una corte che deciderà entro 15 giorni se eseguire l’ordine. Ognuno sarà interrogato singolarmente alla presenza di un avvocato e di un interprete. Il portavoce della procura di Bruxelles ha detto che il termine ultimo per il giudice sono le 9 e 17 di domattina ma ha anche aggiunto che è possibile che la decisione venga comunicata tra le 20 e le 22.

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