DOPO GLI ARRESTI

Catalogna, scontri e incidenti a Barcellona. Mezzo milione in piazza

Oltre 500mila persone in piazza, strade bloccate e voli cancellati. Il centro di Barcellona è completamente paralizzato fra disordini e cariche della polizia. Rinviato il match fra Barcellona e Real Madrid del 26 ottobre


Catalogna, proteste a aeroporto Barcellona: scontri con polizia

2' di lettura

Oltre mezzo milione di persone in piazza, strade bloccate e voli cancellati. Il centro di Barcellona è completamente paralizzato e travolto da disordini, cariche della polizia e arresti. Le proteste contro la condanna al carcere per i leader separatisti catalani sono arrivate al quinto giorno di fila, con quella che finora è stata la manifestazione più imponente, convocata insieme a uno sciopero generale indetto da alcune sigle sindacali indipendentiste. La temperatura dello scontro continua ad alzarsi.

La polizia nazionale spagnola ha sparato fumogeni e proiettili di gomma mentre sono ancora in corso i disordini nella via Laietana, davanti al quartier generale della polizia. Lo riferisce El Mundo. I Mossos
d'Esquadra hanno segnalato su Twitter che si stanno verificando «atti di vandalismo molto gravi» con «diversi incendi ancora attivi» e hanno chiesto, per sicurezza, di non avvicinarsi all'area.

Catalogna, scontri e incidenti a Barcellona

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Le manifestazioni sono esplose dopo la decisione-choc della Corte suprema spagnola:  condanne dai 9 ai 13 anni per i 12 leader separatisti accusati di aver tentato di «sovvertire lo Stato» con il referendum per la secessione indetto nel 2017. La Corte ha fatto cadere il reato di ribellione ma confermato quello di sedizione.

Nel mirino c’è anche l’ex presidente della regione Carles Puigdemont, scappato a Bruxelles nel 2017 e ora oggetto di un mandato di cattura. Puigdemont si è consegnato volontariamente alla giustizia belga ma è stato rilasciato senza cauzione. «Sono stato rilasciato senza cauzione, resto a disposizione della giustizia belga. Non lascerò il Paese», ha detto Puigdemont.

Le proteste di piazza a Barcellona non risparmiano neppure la sfida calcistica più attesa dai blaugrana: il Clasico, la gara tra il Barcelona e gli odiatissimi rivali «unionisti» del Real Madrid. Il match era previsto per il 26 ottobre, ma sarà rinviato a data da destinarsi (si parla di dicembre) per evitare nuove ondate di violenze nelle strade di Barcellona.

Barcellona paralizzata dalle proteste
Le autorità spagnole hanno comunicato la cancellazione di 57 voli a causa dello sciopero indetto da sindacati vicini ai movimenti indipendentisti. Il traffico verso il confine settentrionale con la Francia è stato bloccato, con roghi di pneumatici e picchetti sulle strade. Anche la Sagrada Familia, punta di diamante dell’architettura a Barcellona, è stata chiusa ai turisti dopo che il suo accesso è stato bloccato da gruppi di manifestanti. Cinque colonne di manifestanti sono arrivate da tutta la regione autonoma spagnola per partecipare alla manifestazione indetta dai sindacati indipendentisti.

Secondo gli ultimi dati disponibili, nella sola notte del 17 ottobre si sono contati 42 feriti e 16 arresti. Dall’inizio della mobilitazione, le manette sono scattate per oltre 200 pers0ne. Il primo ministro Pedro Sanchez ha tentato più volte di aprire un dialogo con i manifestanti, anche in vista delle elezioni del 10 novembre: le quarte in quattro anni, dopo il flop dello stesso Sanchez nel costruire una maggioranza governativa fra i socialisti e il partito di sinistra radicale Podemos. I deputati del Partito popolare,la forza di centrodestra più distante dalle rivendicazioni catalane, hanno liquidato le proteste di Barcellone come un «inutile golpe» e invitato le forze moderate a compattarsi per il voto contro lo stesso Sanchez.

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