PRONTA INCRIMINAZIONE al leader catalano

Catalogna, Rajoy: destituirò Puigdemont, elezioni entro 6 mesi


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Il premier Mariano Rajoy (Reuters)

3' di lettura

Il premier spagnolo Mariano Rajoy sta parlando in questo momento al Senato di Madrid per spiegare le «misure straordinarie» che si preparano ad essere attuate in Catalogna. Rajoy, accolto da un applauso in Senato, ha detto che la «attivazione dell'articolo 155 della Costituzione contro la Catalogna è una decisione eccezionale» presa davanti a una «situazione eccezionale». Il premier ha aggiunto che prevede di convocare elezioni in Catalogna entro sei mesi, «il più presto possibile», dopo il commissariamento della regione ribelle che sarà autorizzato oggi dalla camera alta. Il primo ministro ha quindi chiesto al Senato l'autorizzazione a destituire il presidente catalano Carles Puigdemont. «L’attivazione dell’articolo 155 non è contro la Catalogna - ha detto - ma per evitare che si commettano abusi in Catalogna». Sul fronte opposto, quello di Barcellona, sono già arrivate le prime reazioni. La Junts pel Sì, la coalizione trasversale che appoggia Puigdemont nel governo catalano, ha formulato una proposta per «costituire la repubblica catalana come Stato indipendente e sovrano di diritto democratico e sociale».

Puigdemont verso la destituzione
La destituzione del presidente Carles Puigdemont e del suo governo sarà la prima mossa del premier spagnolo Mariano Rajoy dopo il via libera previsto oggi
del Senato all'art.155 della Costituzione. È quanto scrive la stampa spagnola. Una riunione straordinaria del governo di Madrid potrebbe essere convocata questo pomeriggio o domani da Rajoy per annunciare le prime misure contro la Catalogna. Rajoy ha insistito sulle responsabilità del leader calatano, accusandolo di aver condotto il dialogo a un’inedita attivazione dell’articolo 155. «Non c'è alternativa», ha detto il premier, perché bisogna «ricorrere alla legge per fare rispettare la legge» ha detto davanti al Senato. «È lui e solo a lui» ha insistito Rajoy. «Quello della Catalogna è stato un processo continuo di decisioni antidemocratiche, contrarie alla legge e ai valori spagnoli e europei. Si sono calpestate le minoranze», ha detto il premier, precisando che il processo innescato porterebbe «all'uscita dall'Unione europea, con tutto quello che questo significherebbe».

Gli indipendentisti vogliono la Repubblica. La Procura pronta a incriminare Puigdemont
I partiti indipendentisti hanno presentato nel parlamento catalano una risoluzione che sarà votata dopo mezzogiorno nella quale si afferma: «costituiamo la Repubblica catalana come stato indipendente e sovrano di diritto democratico e sociale». Il documento è firmato da Junts pel sì, la coalizione di destra-sinistra che appoggia Puigdemont, insieme al Cup (Candidatura d'Unitat Popular, forza che si colloca a sinistra. Migliaia di manifestanti sono riuniti vicino al Parlament catalano, dove a mezzogiorno
dovrebbe essere votata una risoluzione sulla costituzione della Repubblica.
La manifestazione è stata convocata dalle organizzazioni della società civile indipendentista. La procura generale dello stato spagnolo è pronta a chiedere l'incriminazione per «ribellione» del presidente catalano Carles Puigdemont se oggi sarà dichiarata la indipendenza della Catalogna, riferisce la stampa spagnola. La incriminazione per «ribellione» - che comporta pene fino a 30 anni - preparata negli ultimi giorni in un vertice della procura potrebbe essere estesa al vicepresidente Oriol Junqueras.

Le ragioni della rottura
Ieri la crisi fra Madrid e Barcellona è arrivata all’ennesimo punto di rottura dopo il tira-e-molla di Puigdemont sulla convocazione di elezioni regionali. In un primo momento, secondo le indiscrezioni emerse sui media spagnoli, il leader catalano avrebbe dovuto cedere al pressing di Rajoy e indire elezioni regionali entro dicembre. Dopo vari rinvii della conferenza stampa, Puigdemont ha infine deciso di rinunciare al voto, facendo scattare il commissariamento della regione. La contesa è iniziata il primo di ottobre, quando la regione ha deciso di svolgere comunque un referendum per la secessione giudicato illegale dalla Corte costituzionale spagnola. La consultazione, repressa da Madrid con l’intervento della polizia, ha provocato una frattura ancora in corso: Puigdemont ha più volte dichiarato la sua intenzione di proclamare l’indipendenza, il governo di Rajoy ha reagito paventando la soluzione dell’articolo 155. Una misura straordinaria che porta al commissariamento della regione e, ora, sta per concretizzarsi davvero.

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