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Catasto e cedolari, accordo nella maggioranza: si sblocca la delega

Il centrodestra: intesa con Palazzo Chigi, «non ci sarà aumento tasse»

di Nicola Barone e Marco Mobili

Riforma catasto, Letta: "Salvini racconta che vittoria è sua. Non è modo di stare in maggioranza"

3' di lettura

La maggioranza trova l’accordo, si sblocca la delega fiscale. In particolare sul catasto e il regime delle cedolari. Non sono trascorse neanche 24 ore dall’ultimo rinvio dell’approdo in Aula di Montecitorio che arriva la nota ufficiale con cui il centrodestra rillancia l’accordo su un nuovo testo dell’articolo 6 della legge delega, quello più discusso sulla casa, e quello sull’articolo con cui il governo rafforzando il sistema duale avrebbe messo a rischio, sempre secondo il centrodestra, la sopravvivenza delle cedolari come quella sugli affitti o ancora l’aliquota piatta su BTp e rendite finanziarie.

La nota del centrodestra

«Eliminato ogni riferimento al sistema duale, preservando i regimi cedolari esistenti e garantendo una armonizzazione del sistema fiscale: nessun incremento di tassazione potrà quindi colpire i risparmi o la casa degli italiani». Quanto al catasto via «ogni riferimento ai valori patrimoniali degli immobili, consentendo l’aggiornamento delle rendite secondo la normativa attualmente in vigore e senza alcuna innovazione di carattere patrimoniale». Il centrodestra di governo annuncia così, «con grande soddisfazione», l’intesa raggiunta «con Palazzo Chigi per rivedere gli articoli 2 e 6 della delega fiscale». Non solo. Il nuovo articolo 6 prevede espressamente che i proventi e il maggior gettito recuperato con l’emersione delle cosiddette “case fantama” dovrà essere destinato alla riduzione delle imposte sulla casa, a partire dall’Imu.

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Lo sblocca catasto, via alle rilevazioni

L’articolo 6 del disegno di legge delega per la riforma del fisco viene dunque riscritto prevedendo di fatto che il catasto italiano verrà quindi progressivamente aggiornato, ma senza cambiamenti rispetto ai criteri attuali. Il primo passo per il nuovo catasto resta comunque la mappatura degli immobili e dunque la rilevazione dei beni non censiti. L’obiettivo resta quello di dotare comuni e agenzia delle Entrate di strumenti in grado di facilitare e accelerare l’individuazione e, eventualmente, il corretto classamento degli immobili attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d’uso, ovvero la categoria catastale attribuita.

Si dovrà far chiarezza sui terreni edificabili accatastati come agricoli e accendere un faro sugli immobili abusivi, individuando anche specifici incentivi e forme di valorizzazione delle attività di accertamento attuate dai comuni. Attenzione, il principio della delega prevede che questa operazione di rilevazione debba tradursi nei fatti in un’operazione “trasparenza”.

La delega prevede anche che l’amministrazione finanziaria e i Comuni possano essere messi in grado di incrociare i dati e soprattutto condividere informazioni e documenti ai fini dell'accatastamento delle unità immobiliari. Ai Comuni che parteciperanno alle nuove rilevazioni potrà essere destinata una quota maggiore del gettito recuperato così da poter essere destinato alla riduzione delle tasse sul mattone.

Nuovi dati esclusi dalla base imponibile e in vigore dal 2026

L’accordo tra centrodestra e Governo sottolinea a chiare lettere che le informazioni rilevate secondo i nuovi criteri entreranno in vigore solo dal 1° gennaio 2026 e soprattutto non potranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi «la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali e, conseguentemente, per la determinazione delle agevolazioni e dei benefici sociali». Per ogni unità immobiliare il nuovo catasto dovrà indicare oltre alla rendita catastale già esistente e nelle disponibilità dell’agenzia delle Entrate, anche una rendita ulteriore che potrà essere aggiornata periodicamente, sempre secondo le attuali regole fissate dal Dpr 138 del ’98. E questo secondo tre criteri specifici: l’articolazione del territorio comunale in ambiti territoriali omogenei di riferimento, la rideterminazione delle destinazioni d’uso catastali, distinguendole in ordinarie e speciali, nonché l’adozione di unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario. Resta comunque sempre possibile, nella consultazione catastale, l’accesso alla banca dati Omi, che contiene i valori di mercato degli immobili.

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