La strategia sulla scuola

Cattedre vacanti, incentivi per i prof che restano in regione

La Giunta prepara un piano in linea con la sentenza della Consulta del 2004

di Sara Monaci


2' di lettura

La prima mossa che la Regione Lombardia farà, in attesa dell’autonomia regionale, sarà una legge sulla scuola in salsa lombarda.

L’obiettivo è risolvere il problema delle cattedre vacanti, visto che, a detta dello stesso governatore Attilio Fontana, il completamento dell’intesa tra Stato e Regioni si sta inceppando. Il nuovo ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia non ha manifestato grande interesse per la proposta federalista avanzata nel 2017 da Lombardia e Veneto (più possibilista di fronte alle richieste dell’Emilia Romagna) e ad oggi i vertici del Pirellone si aspettano che non si vada più avanti.

Rimane in Lombardia il nodo delle 14mila cattedre senza insegnanti, perloppiù di matematica. A inizio anno scolastico moltissimi alunni si sono ritrovati senza professori di ruolo, ma solo con supplenti momentanei. Anche per questo la Regione Lombardia ha avanzato la richiesta di gestire autonomamente la scuola, oltre alla formazione. Non si tratterebbe di entrare nel merito dei programmi scolastici, ma di dare certezza agli studenti sulla presenza degli insegnanti.

La questione di una legge varata dalla Regione Lombardia è scivolosa, perché ad oggi la scuola rientra tra le materie concorrenti tra Stato e Regioni. Il Pirellone sta studiando un sistema per sfruttare quanto concesso dalla sentenza del 2004 della Corte costituzionale, che permetterebbe alle amministrazioni regionali di organizzare la materia in modo autonomo, senza modificare i contenuti dell’insegnamento.

La Lombardia dovrà inoltre trovare un modo per “fidelizzare” gli insegnanti, per evitare che una volta entrati in graduatoria chiedano subito di essere trasferiti altrove, motivo per cui 14mila cattedre risultano ancora scoperte.

Mentre il ministro per gli Affari regionali parla dell’ipotesi di impedire ai professori il trasferimento nei primi 5 anni, il governatore Fontana propone incentivi per evitare l’esodo. Tra le varie idee ci sarebbero aumenti di stipendi e concorsi per le scuole lombarde aperti a tutti i cittadini italiani. La proposta di legge è allo studio.

Non viene presa comunque in considerazione l’idea di “bloccare” gli insegnanti sul territorio, come sembra proporre invece il ministero: «forzare non serve, si trova sempre un modo per raggirare l’ostacolo - dice Fontana - Meglio usare una politica di incentivi».

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