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Cattolica, revocate le deleghe all’ad Minali. Titolo in netto calo

Sono state revocate le deleghe all’amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni, Alberto Minali. Il mercato boccia la scelta

di Luca Davi

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Alberto Minali (Ansa)

Sono state revocate le deleghe all’amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni, Alberto Minali. Il mercato boccia la scelta


3' di lettura

Un cda straordinario di Cattolica Assicurazioni ha revocato le deleghe all'amministratore delegato, Alberto Minali, e le ha assegnate al direttore generale Carlo Ferraresi. È quanto apprende Radiocor. Alberto Minali è amministratore delegato del gruppo Cattolica Assicurazioni dal 1° giugno 2017. Alla base della decisione del board ci sarebbero essenzialmente divergenze con Minali sulla visione strategica e sull'organizzazione societaria, mentre ci sarebbe soddisfazione sui risultati finanziari raggiunti dal manager.

La mossa nei confronti di Minali, che è stato così di fatto sfiduciato dal board (dove rimarrà in carica con il ruolo di consigliere), arriva a valle di una lungo braccio di ferro con il presidente Paolo Bedoni. Uno scontro che ha avuto come oggetto del contendere, tra le altre cose, in particolare la visione sulla forma societaria della società e su una sua trasformazione in Spa: di fatto, con questa operazione, il board di Cattolica ribadisce con forza la natura cooperativa del gruppo e spazza via in un colpo le ipotesi di un possibile passaggio alla Spa.

Il Cda della compagnia in una nota fa sapere di aver «constatato e preso atto che si è progressivamente verificata una divergenza di visione» con l’ad per quanto riguarda l’organizzazione societaria, gli scenari strategici e i rapporti con i soci e col mercato, con la conseguenza di una non fluida, distesa e positiva posizione dell’amministratore delegato verso il Cda e una non sufficiente sintonia e organicità nelle rispettive competenze».

In particolare da ambienti vicini ai soci si rileva come Cattolica abbia realizzato negli ultimi anni importanti progressi nell'organizzazione societaria, adottando peraltro la governance monistica e accogliendo tra i soci Warren Buffett, entrato con oltre il 9% del capitale nell’ottobre 2017 rilevando la quota residua della Banca Popolare di Vicenza in liquidazione). Una notizia che, nelle settimana successive, aveva messo le ali al titolo, protagonista di un vero e proprio rally in Borsa.

L'ingresso di Buffett si è quindi rivelato un affare anche per gli altri soci, a partire da Fondazione Cariverona che aveva in precedenza rafforzato la propria posizione nel capitale della compagnia, anche in questo caso rilevando parte della partecipazione in mano alla Popolare di Vicenza.

Nell'aprile del 2018, poi l'assemblea di Cattolica ha accantonato il progetto di trasformazione in società per azioni. «Ho la presunzione di dire - aveva notato Minali in quell'occasione - che Cattolica, se si trasformasse in spa, essendo una compagnia attrattiva potrebbe diventare preda di altre realtà. Prendersi questo rischio sarebbe stato stupido».

Dal punto di vista commerciale, d'altra parte, l'operazione più rilevante della gestione Minali è probabilmente l'accordo globale di partnership con Banco Bpm, mentre in questi giorni la compagnia è in corsa per il rinnovo della bancassurance di casa Ubi. Neanche due settimane fa il manager, parlando a margine di un evento, aveva invece confermato i target al 2020 della compagnia veronese.

La decisione del board di Cattolica di ritirare le deleghe all'amministratore delegato Alberto Minali è «inaspettata». Lo riferiscono in serata a Radiocor fonti vicine ai vertici della Fondazione socia del gruppo assicurativo con il 3,4%. L'ente scaligero «attende di conoscere tutti gli elementi e le motivazioni alla base della decisione».

La reazione del mercato
Cattolica Ass in netto calo a Piazza Affari all'indomani dell'annuncio a sorpresa della revoca delle deleghe all'ad Minali. I titoli cedono il 6%, portandosi più o meno gli stessi livelli ai quali si attestavano nell'autunno 2017, quando era entrato nel capitale Warren Buffet, con la sua Berkshire Hathaway che aveva acquistato una quota superiore al 9% messa in vendita dalla Banca Popolare di Vicenza, allora in liquidazione. A inizio 2018 le azioni di Cattolica avevano invece superato la soglia dei 10 euro, festeggiando l'ingresso nel capitale da parte del finanziere americano e beneficiando inoltre delle scommesse sulla trasformazione in spa dell'assicurazione. Poi il titolo nei mesi successivi si era mangiato tutti quei guadagni per poi brevemente risalire la china e infine tornare giù.

Per il mercato, a questo punto, è definitivamente tramontata l'ipotesi di trasformazione in spa della compagnia. Del resto, anche dalle ricostruzioni di stampa, la principale divergenza tra cda e manager sarebbe stata proprio tale operazione, che ad ogni modo era già stata rigettata anche dall'assemblea dei soci della primavera 2018. In più gli investitori preferiscono alleggerire le posizioni visto che si apre un periodo di incertezza sulla guida della compagnia, dopo che Minali stava registrando importanti risultati.

Nel 2018 il manager è riuscito a spingere l'utile di Cattolica ai massimi degli ultimi dieci anni: la compagnia ha infatti vantato un profitto più che raddoppiato sul 2017 a 107 milioni di euro. Dal punto di vista commerciale, Minali ha firmato l'importante accordo globale di partnership con Banco Bpm. Rimane invece sul tavolo il dossier per il rinnovo della bancassurance di casa Ubi.

(Articolo aggiornato alle ore 12,15 del 1 novembre)

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