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Cattolica e Banco Bpm verso l’intesa e Bdo trova il punto di equilibrio

di Laura Galvagni

1' di lettura

Oggi il consiglio di amministrazione di Cattolica è chiamato a mettere il sigillo all’accordo con Banco Bpm sulla nuova partnership nella bancassurance. La compagnia è chiamata a rilevare tra il 51% e il 67%, potenzialmente una quota attorno al 60% della futura joint venture che si sostituirà ad Avipop e a Popolare Vita . Un accordo la cui valutazione dovrebbe essere leggermente al di sotto di 1,3 miliardi. In quest’ottica, per il gruppo assicurativo vorrebbe dire mettere sul piatto una cifra compresa tra i 750 e gli 800 milioni. Abbastanza, anche se non completamente capiente, per chiudere quasi in pari la partita per il divorzio di Banco Bpm da Aviva e da UnipolSai. Se la prima è stata liquidata con 258 milioni con la seconda non è ancora stato trovato un punto d’incontro e la faccenda è in mano all’arbitro Bdo. Quest’ultimo, nei giorni scorsi avrebbe fatto pervenire alle parti una prima informale perizia che fissa a 585,5 milioni, di cui 50 milioni di riserve già distribuite, il prezzo dell’addio. Più alto della stima di Banco Bpm ma leggermente inferiore alle ambizioni del gruppo assicurativo.

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