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Cattolica la peggiore di Piazza Affari dopo il blitz del cda su Minali

Ieri il board ha revocato le deleghe al manager e le ha assegnate al direttore generale, Ferraresi. Le azioni sono tornate di nuovo sui livelli dell'autunno 2017, prima del rally innescato dall'ingresso di Warren Buffet, che detiene una quota attorno al 9%

di Eleonora Micheli

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(ANSA)

Ieri il board ha revocato le deleghe al manager e le ha assegnate al direttore generale, Ferraresi. Le azioni sono tornate di nuovo sui livelli dell'autunno 2017, prima del rally innescato dall'ingresso di Warren Buffet, che detiene una quota attorno al 9%


2' di lettura

Cattolica Ass in netto calo a Piazza Affari all’indomani dell’annuncio a sorpresa della revoca delle deleghe all'ad Minali. I titoli segnano la performance peggiore del listino milanese con un ribasso di oltre il 5%, portandosi di nuovo sugli stessi livelli ai quali si attestavano nell’autunno 2017, quando era entrato nel capitale Warren Buffet, con la sua Hathaway che aveva acquistato una quota superiore al 9% messa in vendita dalla Banca Popolare di Vicenza, allora in liquidazione. A inizio 2018 le azioni di Cattolica avevano invece superato la soglia dei 10 euro, festeggiando l'ingresso nel capitale da parte del finanziere americano e beneficiando inoltre delle scommesse sulla trasformazione in spa dell’assicurazione. Poi il titolo nei mesi successivi si era mangiato tutti quei guadagni per poi brevemente risalire la china e infine tornare giù.

A scatenare le vendite è stata la notizia, arrivata ieri sera come un fulmine a ciel sereno, che il board della compagnia ha revocato le deleghe all’amministratore delegato, Alberto Minali, dopo avere verificato divergenze con il manager sulla visione strategica e sull'organizzazione societaria. I poteri sono stati assegnati al direttore generale Carlo Ferraresi, in carica dal 2017. Per il mercato, a questo punto, è definitivamente tramontata l’ipotesi di trasformazione in spa della compagnia. Del resto, anche dalle ricostruzioni di stampa, la principale divergenza tra cda e manager sarebbe stata proprio tale operazione, che ad ogni modo era già stata rigettata anche dall’assemblea dei soci della primavera 2018. In più gli investitori preferiscono alleggerire le posizioni visto che si apre un periodo di incertezza sulla guida della compagnia, dopo che Minali stava registrando importanti risultati. Nel 2018 il manager è riuscito a spingere l’utile di Cattolica ai massimi degli ultimi dieci anni: la compagnia ha infatti vantato un profitto più che raddoppiato sul 2017 a 107 milioni di euro. Dal punto di vista commerciale, Minali ha firmato l'importante accordo globale di partnership con Banco Bpm. Rimane invece sul tavolo il dossier per il rinnovo della bancassurance di casa Ubi.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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