ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEffetto-emergenze

Cause civili in aumento e contratti da rinegoziare

di Valentina Maglione e Bianca Lucia Mazzei

2' di lettura

Il contenzioso civile è cresciuto l’anno scorso, dopo il calo registrato nel 2020 a causa del lockdown e dell’incertezza legata alla pandemia. Ed è probabile che le ricadute sul fronte economico e commerciale della guerra in Ucraina faranno nascere controversie anche nel prossimo futuro. È quanto rilevano gli avvocati degli studi legali che assistono le imprese, soprattutto quelle con vocazione internazionale.

Prima del contenzioso, però, ci sono le rinegoziazioni e le trattative. «Con le emergenze provocate prima dal Covid e poi dalla guerra molte aziende si sono rivolte a noi per chiedere consulenze sui contratti in corso», rileva Cristina Martinetti, socia fondatrice, insieme con Paolo Lombardi, dello studio Elexi di Torino, specializzato in diritto commerciale interno e internazionale e contratti internazionali. «Le aziende – prosegue Martinetti – puntano in primo luogo a rinegoziare i contratti e a raggiungere un accordo. Ma ora, con la difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, prevediamo un aumento del contenzioso». «Le ricadute del conflitto – conferma Lombardi – saranno importanti su tutta la filiera: i costi più elevati che le aziende devono affrontare per le materie prime si scontrano con gli impegni già presi con i committenti. Oltre alle spese, anche i tempi di consegna sono aumentati; sono situazioni da cui di certo nasce il contenzioso». Gli effetti si vedranno in tribunale, ma anche «nelle procedure arbitrali – rileva Martinetti – anche perché alcune imprese, durante la pandemia, hanno rivisto le condizioni contrattuali introducendo clausole arbitrali».

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Nota già un «contenzioso un po’ sopra ai livelli abituali, sia in tribunale, sia in sede arbitrale» Massimiliano Bovesi, che a Imola ha fondato Bovesi and partners, società tra avvocati per azioni specializzata in commercio internazionale: lo studio riunisce oltre 20 professionisti, la metà stranieri. «Le liti sono cresciute – spiega Bovesi – sia per la situazione contingente segnata dalle emergenze, sia perché molte imprese hanno deciso di fare ordine, riprendendo dossier incagliati da tempo. Ma va detto che gran parte del contenzioso lo preveniamo lavorando sui contratti. Ad esempio, già dall’anno scorso stiamo rafforzando le clausole che tutelano le aziende in caso di ritardi nelle consegne: un presidio utile oggi, visto la difficoltà di approvvigionamento dovuta alla guerra».

Una spinta al contenzioso l’aveva già data la pandemia. «Negli ultimi anni è cresciuto soprattutto il contenzioso relativo alla rinegoziazione dei contratti – dice Giuseppe Coniglione, titolare dello studio legale Coniglione a Catania (in cui lavorano altri tre legali) che segue in particolar modo il diritto societario e offre servizi di assistenza legale alle imprese – per adeguare le condizioni pattuite alle conseguenze della crisi economica. Ancor più del contenzioso è però aumentata la consulenza extragiudiziale e il supporto nelle trattative». «Fra i settori ancora in grossa difficoltà ci sono i cinema – continua Coniglione – e le aziende che si occupano dei servizi collaterali al settore aeroportuale».

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