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Cda Generali, anche Del Vecchio pronto a prendere posizione

di L.G.


(Imagoeconomica)

1' di lettura

Il mancato ingresso dei Benetton nel consiglio di amministrazione delle Generali, azionisti con oltre il 4% del capitale, è qualcosa di «ingiusto» per Francesco Gaetano Caltagirone, a sua volta socio del Leone con poco più del 5%. «Un peccato», tanto più perchè, a suo parere, il cda che verrà votato dall’assemblea del gruppo assicurativo, convocata per il prossimo 7 maggio, sarà «espressione di un mondo di tre anni fa» che non tiene conto degli importanti movimenti avvenuti a livello di assetto azionario e che hanno registrato l’ascesa di Caltagirone, dei Benetton e di Leonardo Del Vecchio. Lo stesso Del Vecchio, si apprende, avrebbe maturato la medesima convinzione di Caltagirone. Al punto che nei prossimi giorni potrebbe intervenire pubblicamente sul tema. Con quale obiettivo? Mediobanca, come da tradizione, è la promotrice della lista per il rinnovo del cda che non può più essere modificata.

Nello stilare l’elenco dei nomi Piazzetta Cuccia ha peraltro tenuto conto di tutte le linee guida rispettando anche quelle che erano le indicazioni stesse del cda uscente, di cui Caltagirone e Del Vecchio, quest’ultimo indirettamente, fanno parte. Sul caso particolare dei Benetton si fa poi notare che non è stata avanzata alcuna richiesta specifica di rappresentanza nel board da parte di Ponzano Veneto. E ancora oggi questa sarebbe la posizione ufficiale della famiglia. Anche se appare plausibile che un azionista così rilevante in prospettiva ambisca ad avere maggiore visibilità sull’investimento. Non foss’altro perché in cda sono rappresentati soci di minor peso, tra i quali, per esempio, la famiglia De Agostini che ha l’1,7% di Trieste.

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