Consiglio dei ministri

Recovery, arriva la Soprintendenza unica speciale per le grandi opere

Via libera anche alla legge di delegazione europea 2021 e all’istituzione della nuova professione dell’osteopata

di Nicoletta Cottone

Palazzo Chigi (Agf)

3' di lettura

Via libera da parte del Consiglio dei ministri alla legge di delegazione europea 2021, come ha annunciato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei Vincenzo Amendola, uscendo da Palazzo Chigi. «Si tratta - ha ricordato - delle direttive e dei regolamenti che poi il governo invia al Parlamento per il lavoro legislativo e poi le relazioni programmatiche, ovvero gli impegni scritto da tutti i ministri dell’Italia nell’Unione Europea».

Nasce la Soprintendenza nazionale per il Recovery

Dal Consiglio dei ministri è arrivato anche il semaforo verde alla nascita nel ministero della Cultura della Soprintendenza speciale per il Recovery, una struttura unica nazionale che si occuperà delle autorizzazioni per le grandi opere. La Soprintendenza speciale per il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà chiamata a svolgere «le funzioni di tutela dei beni culturali e paesaggistici interessati dagli interventi del Recovery plan sottoposti a Valutazione di impatto ambientale in sede statale o che rientrino nel territorio di almeno due uffici periferici del ministero», spiega una nota del ministero. Il direttore ad interim sarà il direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio del ministero.

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Franceschini: «Il ministero si ristruttura per vincere la sfida del Recovery»

«Un altro passo importante per la riforma del sistema museale nazionale e per l’organizzazione del ministero, che si ristruttura per poter vincere la sfida del recovery», ha commentato il ministro della cultura Dario Franceschini al termine del Cdm. L’amministrazione della Cultura, ha detto il ministro, «si prepara così alle sfide del futuro, dalla documentazione e promozione delle nuove espressioni artistiche all’impegno per assicurare la massima celerità alla realizzazione delle opere del Recovery plan, garantendo il pieno rispetto del dettato costituzionale riguardo la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale».

Arrivano quattro nuovi istituti autonomi, che salgono a 43

Nascono anche quattro nuovi istituti autonomi: il Museo dell'Arte digitale, il Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, il Parco archeologico di Sepino e la Pinacoteca Nazionale di Siena. Nati con la riforma avviata nel 2014 da Franceschini, i musei autonomi con i 4 nuovi arrivati, diventano ora 43 in tutto. Il Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia comprende la necropoli della Banditaccia, la più estesa dell’area mediterranea, iscritta nel 2004 dall’Unesco nella lista del patrimonio dell’umanità, il Museo archeologico nazionale di Tarquinia e la necropoli di Monterozzi, siti che complessivamente hanno registrato oltre 153mila visitatori nel 2019. Il Parco archeologico di Sepino comprenderà l’omonima area archeologica, con i resti dell’antica città romana sorta nella valle del Tammaro, e il museo della città e del territorio, siti che complessivamente nel 2019 hanno visto oltre 27mila visitatori. La Pinacoteca Nazionale di Siena, collocata nel signorile Palazzo Buonsignori e Brigidi, ospita la più importante collezione di dipinti su tavola a fondo oro del Trecento e Quattrocento senese, con capolavori di Duccio di Buoninsegna, Simone Martino, Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Nel 2019 il museo ha avuto quasi 10mila visitatori. Il Museo dell’Arte digitale sarà dedicato alla produzione e presentazione di contenuti digitali, svolgendo un ruolo strategico nelle scenario culturale contemporaneo, sempre più digitalizzato, connesso e globalizzato, in cui la stessa nozione di opera e di pubblico va inevitabilmente evolvendo.

Istituito l’osservatorio per la parità di genere del ministero

Il ministero, ha detto Franceschini, «si ristruttura per vincere la sfida del Recovery» e prepararsi al futuro.Viene istituito l'Osservatorio per la parità di genere, « che avrà il compito di promuovere questa importante istanza negli ambiti di competenza del ministero». Sarà composto da quindici membri e avrà compiti di consulenza e supporto nell’elaborazione e attuazione di politiche per la parità di genere nei settori di competenza del ministero.

Sì alla nuova professione dell’osteopata

Via libera anche alla nuova professione dell’osteopata. «Si completa, con il Cdm di oggi, il percorso del Governo per istituire la professione sanitaria dell’osteopata. È un momento importante per tanti professionisti e per quei cittadini che hanno bisogno delle loro prestazioni», ha commentato il ministro Speranza su Facebook.

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