Dopo il Cdm

Draghi: «Frodi sul superbonus per i pochi controlli. Escludo impegno in politica»

I correttivi in un emendamento allo studio. Franco: «Gli operatori tornino ad accettare i crediti». La sfida immediata è il calo dei prezzi dell’energia

di Nicoletta Cottone

Draghi: "Lavoro per un'Italia affidabile, tutti dobbiamo batterci"

6' di lettura

«Rischi da prezzi energia, inflazione e tensioni geopolitiche». Lo ha detto il premier Mario Draghi nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm che ha varato una riforma storica, quella dell’ordinamento giudiziario e del Consiglio superiore della magistratura. «Per quest’anno la Commissione Ue prevede per l’Italia una crescita del 4,1%, superiore a Francia e Germania. I rischi sono dati dal prezzo dell’energia, dall’inflazione e da tensioni geopolitiche che possono nascere. Abbiamo presente queste tre categorie di rischio: il Governo sta riflettendo su interventi in queste aree, l’importante è mantenere la crescita, il che ci permette di affrontare l'elevato rapporto debito-pil, di affrontare con tranquillità e fiducia i mercati. Questa è la cosa più importante e il Governo è pienamente impegnato», ha spiegato Draghi nel corso di una conferenza stampa ad ampio raggio, nella quale ha escluso più volte un suo impegno in politica.

Superbonus, frodi per pochi controlli: sequestrati 2.3 miliardi

«Quelli che oggi più tuonano sul superbonus, che dicono che queste frodi non contano, che bisogna andare avanti lo stesso... beh, questi sono alcuni di quelli che hanno scritto la legge e hanno permesso di fare lavori senza controlli. Se siamo in questa situazione - ha detto Draghi - è perchè si è costruito un sistema che prevedeva pochissimi controlli. E se il superbonus oggi rallenta è per i sequestri deliberati dalla magistratura per questioni fraudolente per 2.3 miliardi. Ma naturalmente le somme oggetto di indagine sono molto, molto più alte». Draghi ha escluso che senza superbonus l’edilizia non vada avanti.

Loading...

I correttivi in un emendamento

«Il governo vuole che il meccanismo funzioni - ha detto Draghi parlando del superbonus - e i correttivi dovrebbero trovare posto in un emendamento a cui sta lavorando il ministero e il Parlamento». Sui bonus edilizi, ha sottolineato il ministro Franco, «si possono pensare ulteriori affinamenti, stiamo pensando di tracciare meglio» le operazioni, «potremmo avere dentro il sistema bancario una possibilità più ampia, con due o tre cessioni» del credito. «Tutto si può fare, ma resta fondamentale evitare ulteriori truffe che sono tra le più grandi che questa Repubblica abbia visto», ha detto il ministro Franco. Nell’attuale situazione «l’importante è che si riprenda l’attività, che tutti gli intermediari tornino ad accettare le richieste e che il mercato riparta in modo più sicuro di prima però», ha detto Franco. «Asseverazione, controllo ex ante dell’Agenzia delle entrate, limiti al numero di cessioni dei crediti, vanno tutti nella direzione di assicurare certezza agli operatori. Quindi - ha detto Franco - massima priorità a far funzionare questo meccanismo ma deve funzionare in condizioni di certezza che aiuteranno il sistema a funzionare meglio».

La sfida immediata è il calo dei prezzi dell’energia

«Fondamentale è che la crescita non sia strozzata dal caro energia», ha detto il premier. «La sfida immediata - ha sottolineato Draghi - è il calo energia. Poi l’inflazione che sta aggredendo il potere d’acquisto dei consumatori e la competitività delle imprese. La terza grande sfida è la realizzazione del Pnrr». Per fronteggiare il caro energia sono già state «stanziate imponenti cifre, circa 9,5 miliardi, ma evidentemente non sufficienti. Il governo dovrà fare un altro intervento che sarà presentato la prossima settimana. Le linee fondamentali» di questo nuovo intervento sono «una parte di sostegno, per contenere l’emergenza; poi una parte più strutturale, con il potenziamento della produzione di energia; poi una parte legato alla fornitura, cioè assicurare la fornitura all’industria a un prezzo basso e calmierato, dunque” intervenire, ad esempio “sullo stoccaggio”». La priorità del governo è su questi interventi: «La priorità è assicurare la crescita, una crescita equa e sostenibile, ed è fondamentale che la crescita non sia strozzata dal caro energia. La crescita è fondamentale per tutti gli altri aspetti, per la tenuta dei conti e la credibilità internazionale» dell’Italia, ha rimarcato il presidente del Consiglio.

Il Recovery sta andando bene

«Il ministro Giovannini mi ha dato poco fa una tabella, che uscirà tra qualche giorno, sulla realizzazione delle opere pubbliche e sugli investimenti nelle infrastrutture e le aggiudicazioni dei bandi sono le più alte degli ultimi 20 anni e sono circa 3 volte di quelle dello scorso anno . L’impegno degli attuatori è molto forte e il governo intende proseguire così», ha sottolineato il premier Mario Draghi.

Pnrr, colmare il divario nelle capacità amministrative

«Il punto cruciale è attuare tutto il Pnrr. Un problema che si è riscontrato nel passato e che stiamo riscontrando è che ci sono divari nelle capacità amministrative, nella capacità di formulare nuovi progetti, divari che tendono a trovare amministrazioni del Centro-Nord in posizione più efficace rispetto quelle del Meridione. Ma il Pnrr nasce proprio per colmare questo divario anche nelle capacità amministrative. Questa è la sfida», ha sottolineato il ministro dell’Economia Daniele Franco, visto che il 40% delle risorse del Pnrr è rivolto alle regioni meridionali. «Da circa 40 anni - ha spiegato il ministro - il Pil pro capite delle regioni meridionali non recupera più rispetto al centro nord, è inferiore del 40%. Il Pnrr è uno strumento con cui riavviare questo recupero che è fondamentale per tutto il paese. Questo non implica che il piano debba trascurare il centro nord che dovrebbe ricevere intorno al 60% delle risorse. Abbiamo cercato di venire incontro alle amministrazioni del Nord».

Visco al Forex annuncerà dati molto buoni sul debito pubblico

«Domani il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nel suo intervento annuale al Forex annuncerà dei numeri veramente molto buoni sulla crescita del debito pubblico, bisognerà continuare a tenere questi numeri», ha annunciato Draghi. «Contiamo anche anche quest’anno - ha sottolineato il ministro Franco - di registrare una riduzione significativa del debito pubblico italiano rispetto al Pil. L’anno scorso pensiamo che il risultato sia stato buono, molto migliore rispetto alle attese. Quest’anno il rapporto debito/Pil dell’Italia continuerà a scendere. Guardando in avanti crescita, crescita, crescita». «Dobbiamo continuare - ha sottolineato Franco - a ridurre il nostro indebitamento netto. Pensiamo che il risultato, che verrà reso pubblico dall’Istat il primo marzo (dato 2021) sia positivo, migliore delle attese, dobbiamo continuare su quella strada».

Mps si consolidi e mantenga il brand, nel futuro una partnership

Sulle banche «è interesse del Governo e della collettività avere un sistema solido ed efficiente» e «non sta a noi interferire nella scelta delle banche private», ha osservato il ministro dell’Economia Daniele Franco, rispondendo sul dossier Mps. «Ovviamente abbiamo un interesse più rilevante per Mps di cui il Tesoro detiene i due terzi. Negli scorsi giorni il cda ha deciso all’unanimità un cambiamento nella gestione. É importante che Mps diventi più solida e continui a svilupparsi avendo a mente un futuro che potrebbe essere di una partnership. É assolutamente importante che si consolidi e mantenga le radici e un brand che e’ quello della più antica banca europea».

Ita: il Mef manterrà quota minoritaria in prima fase

Su Ita «prevediamo che in una prima fase il governo, cioè il Mef, mantenga una quota minoritaria, quota che potrà essere in una fase successiva essere venduta», ha spiegato il ministro dell’Economia Daniele Franco in conferenza stampa.

Discussione ricchissima sulla riforma della giustizia

Parlando della riforma della giustizia il premier ha detto che «è stata una discussione ricchissima e anche condivisa grazie anche alle numerose interazioni con i partiti del ministro Cartabia e del sottosegretario Garofoli», ha spiegato il premier. Una discussione animata che ha fatto slittare più volte il Consiglio dei ministri per i dubbi dei partiti sulla riforma che li ha indotti a chiedere più tempo anche in preconsiglio. Una discussione che ha consentito di raggiungere «alcuni obiettivi importanti: la condivisione dell’impianto della riforma, la delimitazione delle aree in cui permangono diversità visione, l’impegno con i capigruppo per l’approvazione, in tempo utile, per l’elezione del prossimo Csm. Ci sarà il coinvolgimento dei forze politiche nel rispetto dei tempi: niente tentativi di porre la fiducia, ci vuole condivisione e rispetto del Parlamento per una riforma di tale portata». Il premier ha voluto porre l’obiettivo anche sul fatto che «tempi certi della giustizia favoriscono investimenti stranieri, ma è un lungo percorso».

Cartabia: «Riforma ineludibile nel percorso di rinnovamento»

«Una riforma ineludibile nel percorso di rinnovamento», ha sottolineato la ministra della Giustizia Marta Cartabia. «La riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm era ineludibile per la scadenza a luglio del Consiglio ora in carica, ma anche per accompagnare la magistratura in un percorso di recupero della piena fiducia e credibilità», ha sottolineato Cartabia. Mai più incarichi politici senza abbandonare la toga. Lo stop alle porte girevoli fra politica e magistratura senza eccezioni. Il Cdm si è occupato anche della privatizzazione di Ita Airways, la compagnia aerea nata dalle ceneri di Alitalia e del decreto per arginare la diffusione della peste suina.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti