con Fondazione modena e Unicredit

Cdp per la Motor Valley: a Modena l’acceleratore con dote da 20 milioni

Progetto per favorire start-up innovative nel settore automotive e mobility

di Ilaria Vesentini

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Emilia Romagna. Il Museo Enzo Ferrari

Progetto per favorire start-up innovative nel settore automotive e mobility


3' di lettura

Dopo aver nutrito campioni delle due e quattro ruote come Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati, Pagani, la motor valley emiliana si prepara ad allevare nuovi talenti tecnologici per la filiera automotive e mobility. E lo fa con un acceleratore d’impresa insediato nell’area riqualificata delle ex Fonderie modenesi, lanciato a inizio mese in occasione dell’apertura del nuovo “Spazio Cdp” a Modena, un ufficio della Cassa depositi e prestiti dedicato allo sviluppo sostenibile di tutta l'area che dalla Ghirlandina arriva a Parma e a Forlì.

Motor Valley Accelerator mette sul piatto 20 milioni di euro, sarà gestito da Cassa depositi e prestiti Venture Capital Sgr all'interno del nuovo fondo “Mobility & Digital Acceleration” del braccio operativo del Mef, con il supporto del broker tecnologico modenese Crit e della piattaforma internazionale di open innovation Plug and Play, ed è il risultato di un lavoro avviato due anni fa sul territorio dalla Fondazione di Modena assieme a Unicredit.

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«Questo è un percorso che parte addirittura da Muner, la Motorvehicle University of Emilia-Romagna inaugurata tre anni fa, un unicum nel panorama internazionale perché per la prima volta ha messo insieme in logica collaborativa le quattro università del territorio, enti di ricerca e industria per la preparazione di profili tecnici ad altissima specializzazione. È un progetto che abbiamo fortemente sostenuto – spiega Paolo Cavicchioli, presidente della Fondazione di Modena – e dopo la didattica ora vogliamo supportare l’innovazione, non come concetto astratto e general purpose, ma puntando su una specializzazione del territorio, avendo come metro il mercato (non la tecnologia) e come approccio la logica di sistema».

Cdp contribuisce al progetto con 10 milioni – sui 120 milioni allocati per gli acceleratori verticali, una ventina in programma sempre attraverso alleanze con operatori locali e player internazionali – la Fondazione di Modena con altri 4 e Unicredit con 6 milioni. L’unicità del progetto è aver messo a fattor comune partner che eccellono nelle rispettive competenze – Cdp nella gestione di fondi, Crit nell'innovazione hi-tech legata al territorio, Plug and Play nell'accelerazione di imprese su scala globale - al fine di attrarre start-up italiane e internazionali da sviluppare in fase seed ed early stage, insediandole nella motor valley. Per arricchire il know-how storico della filiera meccanica non solo emiliana (dove prevale l’alta specializzazione sartoriale nella nicchia del lusso) ma italiana, piemontese in particolare. All’inaugurazione del “Motor Valley Accelerator” c'erano infatti anche gli industriali del distretto di Torino, area sinergica dell'automotive perché vocata a grandi numeri e diversificata nell’aerospaziale e nella robotica.

«Il nostro obiettivo è far crescere in Italia uno dei più importanti ecosistemi di innovazione al mondo nell’ambito motoristico, facendo leva sulle aziende già presenti, per favorire investimenti nel capitale umano e lo sviluppo delle migliori start-up», sono le parole del presidente di Cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini, al taglio del nastro dello spazio Cdp a Modena. «Stiamo mettendo a punto lo strumento, contiamo di partire con l’acceleratore nel primo trimestre 2021 e raccogliere in primavera una ventina di candidature; ne selezioneremo una decina ogni anno, ovvero trenta nell’orizzonte triennale che ci siamo dati» precisa Stefano Molino, responsabile del Fondo Acceleratori di Cdp Venture Capital Sgr. Il ruolo di Crit (società di scouting tecnologico basata a Vignola partecipata da 27 industrie leader nei loro settori nata nel 2000 in logica open innovation e cross fertilization) sarà quello di «selezionare le migliori start-up per competenze e soluzioni di frontiera per spingere l'innovazione disruptive, perché siamo rimasti indietro rispetto al resto del mondo», nota Marco Baracchi, general manager di Crit. Mentre il coinvolgimento della più grande piattaforma al mondo di accelerazione - conclude Andrea Zorzetto, managing partner per l'Italia di Plug and Play, nata una ventina di anni fa in Silicon Valley e oggi crocevia di oltre 10mila startup e 300 partner aziendali - permette alla motor valley emiliana di attingere a competenze business impareggiabili, di fare propria l’esperienza già accumulata da Plug and Play nel polo motoristico di Stoccarda e di acquisire grande visibilità su scala internazionale.

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