La strategia

Cdp: piano da 128 miliardi di investimenti al 2024 per contribuire alla crescita dell’Italia

Gli assi principali del nuovo piano strategico di Cassa depositi e prestiti presentato dal presidente Giovanni Gorno Tempini e dall'ad Dario Scannapieco

di Celestina Dominelli

L’ad di Cdp Dario Scannapieco(foto Imagoeconomica)

2' di lettura

Quattro assi per spingerne ulteriormente l'azione (cambiamento climatico, crescita sostenibile, ripensamento delle filiere produttive e digitalizzazione) e 65 miliardi di risorse mobilitate da qui al 2024 (+5% sul periodo precedente) in modo da mobilitare 128 miliardi di investimenti a sostegno del sistema Paese, anche grazie all'assist di altri investitori privati o istituzioni territoriali pari a 63 miliardi. Sono questi gli assi principali del nuovo piano strategico di Cassa depositi e prestiti presentato giovedì 25 novembre dal presidente Giovanni Gorno Tempini e dall'ad Dario Scannapieco.

La Cassa dunque è pronta a fornire il consueto e robusto contributo al Paese, anche alla luce delle nuove sfide fissate dal Pnrr (su cui, va ricordato, il gruppo ha all'attivo 3,3 miliardi di euro di progetti di cui è soggetto attuatore), e lo farà partendo da un puntuale affinamento degli strumenti che storicamente Cdp ha messo in pista e della nuova cassetta degli attrezzi emersa più di recente. Tradotto: radar puntato innanzitutto sui ritardi da colmare e best practice internazionali per adottare politiche di finanziamento e investimento ancora più performanti, tenendo però sempre dritta, come ha ribadito di recente anche l'ad Scannapieco, la barra della selettività nell'approccio.

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Poi il rafforzamento del ruolo di advisory e della gestione dei fondi pubblici, nazionali ed europei, che, c'è da scommetterci, si rivelerà senz'altro di grande aiuto nella messa a terra a livello territoriale dei fondi del Recovery Plan. E ancora, come detto, offerta di prodotti finanziari per imprese e Pa, nell'ottica del ruolo di Cdp come Istituto di promozione e sviluppo e sempre guardando alla necessaria addizionalità rispetto agli strumenti già in circolazione. Il tutto, ribadisce il gruppo, con un occhio sempre attento ai criteri di sostenibilità Esg, ma anche a inclusione e parità di genere.Quanto alle altre due tessere del complesso universo di Cassa, partecipazioni strategiche e real estate, l'orientamento è quello di mantenere un ruolo stabile e di investitore di lungo periodo sul primo fronte, mettendo in pista però interventi di scopo dove l'impegno è finalizzato alla crescita o alla stabilizzazione di imprese in settori chiave. Non sono quindi da escludere strategie di uscita o di rotazione di capitale. Insomma, la Cdp sembra decisa a serrare i ranghi sugli asset più strategici e a valutare un'eventuale politica di alleggerimento sulle partecipazioni meno significative o comunque non funzionali alla mission della stessa.

Infine, il real estate. Qui la direzione messa nero su bianco nel piano guarda soprattutto al social, senior e student housing in asse con le fondazioni bancarie, sue azioniste, e con una particolare attenzione al Mezzogiorno.


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