la partita sui vertici e le commissioni

Cdp, vigilanza Rai, Copasir: il Parlamento stringe sulle nomine

di V.N.


Nomine Governo, in settimana via alle danze

3' di lettura

È una settimana importante per la partita delle nomine pubbliche, che vede sul piatto un pacchetto di 350 posti da riassegnare entro il 2018. La prima tranche che potrebbe essere decisa nei prossimi giorni comprende in particolare pezzi forti delle partecipate pubbliche come la Cassa depositi e Prestiti e la Tv di Stato, vero banco di prova per la tenuta dell'alleanza M5S-Lega sul fronte spoil system che a sua volta riflette gli equilibri maggioranza-opposizione.

Assemblea Cdp, Giorgetti regista
Il nodo più grosso riguarda Cdp, corazzata delle Partecipate di Stato i cui vertici in scadenza devono essere rinnovati entro il mese sostituendo i manager nominati dal governo Renzi. Il confronto tra M5S e Lega per i papabili è ancora aperto, reso più difficile dal recente pressing di Salvini per le dimissioni di Boeri dall'Inps. Dopo vari slittamenti (l'ultimo il 13 luglio), che non hanno finora permesso al Tesoro, socio di maggioranza, di presentare i suoi candidati per la lista dei consiglieri, fra cui il nome dell'ad, l'assemblea dei soci Cdp tornerà a riunirsi mercoledì 18. A tirare le fila è da tempo il sottosegretario della Lega e braccio destro di Salvini Giancarlo Giorgetti. In pole position resta Dario Scannapieco, vicepresidente italiano della Bei, gradito a Giorgetti e del presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti. In pista anche Marcello Sala, già manager di Intesa e la nomina interna di Fabrizio Palermo.

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Occhi puntati sul 18 luglio
Certi invece gli appuntamenti per completare le ultime caselle aperte delle commissioni parlamentari, in particolare le cosiddette bicamerali di garanzia (parliamo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che tiene d'occhio i servizi segreti Aise e Aisi, e della commissione di Vigilanza Rai, che si occupa di viale Mazzini), a lungo in stallo per il rifiuto del Pd di indicare i propri componenti senza rassicurazioni sull'attribuzione di un ruolo di vertice quale primo partito di opposizione. Il Pd dovrebbe comunicare i suoi componenti entro oggi alle 18 (termine ultimo fissato dalla Capigruppo Senato) o comunque entro mercoledì, giorno decisivo in Parlamento, sul filo dei minuti. Alle 9 al Senato si riunirà infatti la Commissione di vigilanza Rai, alle 10 il Copasir e alle 15,30 la Giunta delle elezioni. Il dem Lorenzo Guerini dovrebbe guidare il Copasir, Maurizio Gasparri (FI) la Vigilanza, ma il suo nome non sarebbe blindato.

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Ultimo miglio per il Cda Rai
Mercoledì 18 le Camere eleggeranno poi quattro membri (su sette componenti: altri due sono indicati dal Mef, il settimo sarà eletto dai dipendenti 1l 19) del Consiglio di amministrazione della Rai. Le votazioni in Aula a scrutinio segreto sono previste alle 11 al Senato e alle 11.30 alla Camera. Si sceglie tra duecento curriculum: i M5s indicheranno due nomi (individuati domani tra quelli più votati online dai militanti sulla piattaforma Rousseau) e gli altri due dovrebbero andare uno alla Lega e uno al Pd (ma non si esclude un blitz del centrodestra per aggiudicarseli entrambi). Il nuovo presidente - che dovrà poi essere votato dai due terzi della commissione di Vigilanza - dovrebbe essere comunque uno dei due membri del Cda indicati dal ministero dell'Economia. Molti i nomi in ballo, tra cui quelli di Milena Gabanelli, Giovanni Minoli, e Ferruccio De Bortoli. Per il ruolo di Ad dell'azienda in pole ci sarebbero Fabrizio Salini, ex direttore di La7, e Andrea Castellari di Viacom. Nella stessa giornata di mercoledì ai voti anche la presidenza della Giunta delle elezioni e delle immunità sia al Senato che alla Camera, mentre il giorno successivo, il 19 luglio, il Parlamento si riunirà in seduta comune per l'elezione di otto componenti del Consiglio superiore della magistratura e di un giudice della Consulta, il cui collegio risulta incompleto dal 2016.

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