Basket Usa e calcio inglese

Cede anche Wimbledon, ma Nba e Premier vogliono concludere i tornei

Nba e Premier League vogliono realizzare 2 maxi-concentramenti (Las Vegas e Birmingham) dove radunare le squadre e giocare a porte chiuse fino all’assegnazione dei rispettivi titoli

di Dario Ricci

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Nba e Premier League vogliono realizzare 2 maxi-concentramenti (Las Vegas e Birmingham) dove radunare le squadre e giocare a porte chiuse fino all’assegnazione dei rispettivi titoli


3' di lettura

C'è il calcio, il basket, la pallavolo, il nuoto, la ginnastica, l'atletica, le Olimpiadi di Tokyo e, da ultimo, il torneo di tennis di Wimbledon . E poi, con le radici che affondano nello stesso terreno, ma con rami e fiori che si sviluppano in tutt'altro senso, ci sono l'Nba e la Premier League. In una sorta di santissima trinità sportiva completata dal Tour de France (che non a caso non ha ancora ammainato la sua bandiera…gialla di fronte all'avanzante pandemia ), questi 3 eventi sportivi rappresentano di più e di diverso dal resto dello sport globale, per il loro mix di business, globalità, popolarità.

Proposte ardite
Non stupisca allora che come la carovana gialla s'immagina ancora avvinghiata a tutte le cime e le vallate transalpine a luglio, ancor più di ogni altro evento proprio il festival dei canestri a stelle e strisce e il carnevale del calcio british stiano ipotizzando i più immaginifici scenari, pur di portare a compimento una stagione martoriata dalla pandemia: cioè realizzare 2 maxi-concentramenti, dove radunare tutte le squadre e giocare a porte chiuse fino al completamento del calendario e assegnazione dei rispettivi titoli.
Senza dimenticare poi che, intrecciato agli evidenti interessi economici, c'è in questi “folli” (ma poi, perché?) progetti quel pragmatismo anglosassone che, unito alla cultura delle public schools inglesi in cui nacque lo sport moderno a fine Ottocento, a una regola primaria e incontrovertibile: il merito sportivo.
Per coloro che costruirono un Impero mondiale (che poi furono anche gli stessi che, con altri abiti e altra bandiera, conquistarono il West) è inimmaginabile che null'altro che il campo possa designare il trionfatore di una competizione sportiva.

Valore assoluto
Dalla loro parte, Nba e Premier League, hanno ovvio la forza dei numeri. Basti pensare che – stando a un recente studio di Forbes – la Nba è la lega sportiva che nell'ultimo decennio ha più aumentato il proprio valore economico: +413% (nessun errore di stampa: più-quattrocento-tredici-percento) dal 2009 a oggi, con i Los Angeles Lakers che valgono poco più di 3 miliardi di euro, i New York Knicks giusto una manciata di milioni meno (e non vincono un titolo dal 1973) e via a seguire.
Ebbene, la stessa indagine premia, tra i club calcistici, il Manchester City, cresciuto nello stesso periodo a quota 2,14 miliardi (+767%), in una Lega che solo con le rose calciatori sviluppa un valore stimato in 9,71 miliardi di euro, per un valore complessivo del campionato valutato (da uno studio dell'Università di Liverpool del maggio 2019) in 17,13 miliardi di euro. E, tornando sotto canestro, solo la pandemia ha fermato lo sbarco di LeBron e degli altri assi del parquet in Africa, dove la Lega aveva già annunciato per quest'anno la creazione di un campionato targato Nba e capace di coinvolgere 12 Paesi del Continente.

Strategie
Partendo da questo contesto e questi numeri, ecco quindi perché si cercherà di giocare, sempre e comunque, molto probabilmente a porte chiuse, per la soddisfazione (almeno) delle tv e dei fan relegati sul divano di casa. La Premier avrebbe allo studio un progetto (svelato dal The Sun nei giorni scorsi) che prevede di giocare tutte le 92 partite ancora in programma a porte chiuse in campo neutro, con tanto di diretta tv.
L'idea è quella di concentrare tutte le gare in 2-3 stadi: l'area prescelta sarebbero le Midlands, vicino a Birmingham, in modo da ridurre al minimo l'impiego di forze dell'ordine e medici. I turni rimanenti verrebbero disputati ogni 3 giorni, con partite una dietro l'altra nell'arco della stessa giornata.
Idea che (guarda caso sviluppata pressoché in contemporanea) viene ipotizzata anche dall'Nba: chiudere la stagione a giugno concentrando le squadre a Las Vegas, nel cuore del deserto del Nevada, città che ha strutture per giocare e abbastanza alberghi per ospitare il Circus della Nba e disputare partite a ritmo continuo, dal momento che non ci sarebbero viaggi e trasferte da sostenere.
Insomma, idee “folli” che solo colossi come Nba e Premier League possono oggi avere la forza di immaginare e realizzare, provando così a salvare introiti e bilanci, ma anche (e perché no?) a mitigare almeno in parte, tornando in campo, la frustrazione di un mondo dello sport prostrato dalla pandemia.

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