CONSIGLIO PERMANENTE DEI VESCOVI

Cei, Bassetti: «La politica sia al servizio dei cittadini. Momento cruciale per la ricostruzione»

Il presidente dei vescovi parla al “parlamentino” della Conferenza episcopale. E sollecita la politica a farsi delle nuove povertà e del grave rischio dell’usura, in un logica strutturale e non solo di emergenza

di Carlo Marroni

(EPA)

3' di lettura

La Chiesa «non è di questa o di quell'altra parte. Quello che ci sta a cuore è il bene di ogni persona e di ognuno insieme agli altri, quello di cui c'importa è la vita delle persone, quello che sosteniamo è il nostro Paese». Nel giorno delle dimissioni del presidente del consiglio il presidente Cei cardinale, Gualtiero Bassetti, nel discorso al consiglio permanente, ribadisce che i vescovi guardano «con attenzione e preoccupazione alla verifica politica in corso in uno scenario già reso precario dalla situazione che stiamo vivendo. Auspichiamo che la classe politica collabori al servizio dei cittadini, uomini e donne, che ogni giorno in tutta Italia lavorano in operoso silenzio e che si giunga a una soluzione che tenga conto delle tante criticità».

«Un momento cruciale per la ricostruzione del sistema-paese»

Nella sua introduzione alla sessione invernale del Consiglio episcopale permanente, che si svolge in videoconferenza, il Bassetti sottolinea che «come pastori dobbiamo farci interpreti ed essere voce delle molteplici fragilità, perché nessuno sia lasciato solo». Inoltre «i prossimi mesi - non dimentichiamolo - saranno cruciali per la ricostruzione del sistema-Paese. Un tema su cui intendiamo dare il nostro contributo progettuale», aggiunge il presidente dei vescovi italiani, in riferimento al Recovery Plan.

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«La nostra azione per le riconciliazione nazionale»

«Il nostro compito di pastori oggi si configura anzitutto come opera di riconciliazione. In primo luogo fraterna, assumendo i panni della collaborazione e della solidarietà. Poi politica, ricucendo il tessuto sociale lacerato dalle fatiche economiche e sociali» aggiunge Bassetti. «E ancora con la scienza nel senso di un'acquisizione responsabile delle conquiste come reale contributo al benessere di tutti. Riconciliazione... È questa la strada che il Signore ci apre in questo tempo. È un dono da far fruttare con fraternità e solidarietà».

Cresciuta l'incidenza dei “nuovi poveri”

In questo contesto Bassetti ha detto che si fa pressante la frattura delle nuove povertà rispetto alle quali i dati sono deflagranti. «La situazione socio-economica in cui si trova il nostro Paese è fonte di preoccupazione crescente: è chiaro che una serie di problemi di carattere strutturale conosciuti da tempo, a lungo sottovalutati, sono da affrontare in modo indifferibile. Se non s'interviene efficacemente sul sovraindebitamento di famiglie e imprese, cadute per la prima volta a causa della pandemia nella condizione di debitori insolventi, si amplificheranno le già drammatiche condizioni per il ricorso all'usura». Dalle rilevazioni della Caritas emerge che l'incidenza dei “nuovi poveri” è passata dal 31% al 45%: quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. È aumentato in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa.

La generosità privata non basta, intervenga la politica

«È evidente che alla solidarietà generosa di molti, bisogna affiancare la volontà politica di andare oltre la logica delle misure d'urgenza e di sollievo temporaneo per elaborare una strategia che sia davvero di sistema, anche al fine di impiegare al meglio le risorse in arrivo. Occorre disegnare nuovi strumenti e soluzioni sostenibili e innovative dal punto di vista sociale e mettere in campo azioni di prossimità alle situazioni di fragilità economico-finanziaria, attraverso le quali intercettare i soggetti in difficoltà, ascoltarli e aiutarli a compiere le scelte giuste ai primi segnali di allarme senza attendere inerti l'aggravarsi della situazione» conclude Bassetti.

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