VESCOVI ITALIANI

Cei, Bassetti: su voto per il Quirinale prevalga il «desiderio comune di dialogo»

Il cardinale al Consiglio Permanente: «Mattarella esempio di uomo e di statista, punto di riferimento nelle scelte»

di Carlo Marroni

(ANSA)

2' di lettura

«L'ascolto della realtà non è disincanto o esercizio astratto, ma è un dovere che interpella direttamente anche le responsabilità della politica. È il presupposto di ogni decisione ed è esso stesso un elemento che qualifica l’azione pubblica. Proprio oggi iniziano le votazioni per eleggere il Presidente della Repubblica. Il Parlamento in seduta comune saprà cogliere il desiderio di unità espresso dal Paese? Non possiamo che auspicarlo nell'interesse generale». Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nell’introduzione al Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale, affronta il tema dell’elezione del Capo dello Stato.

«Mattarella esempio di uomo e statista»

«Lo spirito unitario che anima la stragrande maggioranza degli italiani ha trovato finora un interprete coerente e disinteressato nella persona di Sergio Mattarella, il cui esempio di uomo e di statista si pone ora come un limpido punto di riferimento nelle scelte che devono essere compiute alla luce della Costituzione».

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Raccogliere il lascito umane e ideale di Sassoli

A Mattarella, dice Bassetti, «rinnoviamo il nostro saluto rispettoso e grato. Il desiderio comune di dialogo e di solidarietà, peraltro, nei giorni scorsi si è manifestato con un'ampiezza e una spontaneità confortanti intorno alla figura di David Sassoli, la cui vicenda terrena si è consumata così prematuramente. Sarebbe un'imperdonabile superficialità non dare ascolto a questo sentimento collettivo che trova il suo fondamento nel lascito umano e ideale di Sassoli. Nel suo impegno professionale e come uomo delle istituzioni europee, egli si è sempre speso per una società più solidale e più attenta ai bisogni dei giovani e degli ultimi, sostenendo in ogni sede la necessità di abbattere muri e costruire ponti».

«Non dobbiamo cedere a illusione difesa chiudendo confini»

Di questo – aggiunge il cardinale presidente della Cei – «c'è urgente bisogno in un momento in cui le tensioni e i conflitti si sono fatti particolarmente acuti anche vicino a noi. Non cediamo all'illusione di poterci difendere chiudendoci nei nostri confini, né pensiamo che ciò che accade nel bacino del Mare Nostrum sia qualcosa di cui possiamo disinteressarci. La situazione geopolitica internazionale sta precipitando: pensiamo, in modo particolare, all'Ucraina. Il Papa ha proposto che il 26 gennaio sia una giornata di preghiera per la pace. Come Chiesa in Italia, accogliamo questa proposta che vivremo, in modo collegiale, durante questa sessione del nostro Consiglio».


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