DOPO IL CONGRESSO DI VERONA

Cei: «No a divisioni sulla famiglia, serve un sostegno pubblico alle coppie»

di Carlo Marroni


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Il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (foto Ansa)

2' di lettura

In assenza di un vero dialogo «riusciamo a dividerci su tutto, a contrapporre le piazze, persino su un tema prioritario come quello della famiglia, sul quale paghiamo un ritardo tanto incredibile quanto ingiusto». Nella sua introduzione al consiglio permanente, il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, affronta il tema della famiglia all’indomani delle forti polemiche – politiche e anche dentro il mondo cattolico - attorno al convegno di Verona, non riconosciuto dalla Cei (ma al quale hanno partecipato dei vescovi).

«Ma come si fa a dimenticare che, anche negli anni più pesanti della crisi, proprio la famiglia ha assicurato la tenuta sociale del Paese? E oggi non è forse ancora la famiglia a rappresentare per tutti la principale opportunità di riscatto?» ha aggiunto Bassetti.

«Ripartire da un’attenzione alla natalità, anche con sgravi fiscali»
Per il cardinale – nominato due anni fa alla guida della Conferenza – «le istituzioni pubbliche non possono fare finta che la famiglia sia solo un fatto privato: ciò che avviene tra i coniugi e con i figli è un fatto sociale; e ogni essere umano che viene ferito negli affetti familiari, in un modo o nell’altro, diventerà un problema per tutti. Non si resti, quindi, sordi alle domande di sostegno in campo educativo, formativo e relazionale, che salgono dalle famiglie». Quindi, per il presidente della Cei, «se non vogliamo rassegnarci al declino demografico, ripartiamo da un’attenzione reale alla natalità; prendiamoci cura delle mamme lavoratrici, imparando a riconoscere la loro funzione sociale; confrontiamoci con quanto già esiste negli altri paesi del continente per assumere in maniera convinta opportune misure economiche e fiscali per quei coniugi che accolgono la vita».

«La famiglia non è un menù da cui scegliere ciò che si vuole»
Per Bassetti «la famiglia è il termometro più sensibile dei cambiamenti sociali: senza venir meno ai principi – visto che la famiglia non è un menù da cui scegliere ciò che si vuole – aiutiamoci a mettere a punto un pensiero sulla famiglia per questo tempo. Chi fosse sinceramente disponibile a questo passo – che è condizione per una società migliore – ci troverà sempre al suo fianco, forti come siamo di una ricca tradizione di cultura della famiglia». Infine sui giovani, il cui tema si lega strettamente a quello del lavoro: «Per rendere le persone partecipi della cittadinanza, la via principale rimane quella che sa ricercare con coraggio misure capaci di offrire lavoro e di crearlo».

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