i vescovi italiani

Cei: «Sul nuovo governo saremo la coscienza critica». I dubbi sulla flat tax

di Carlo Marroni

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2' di lettura

I vescovi italiani saranno «molto vigilanti nei confronti di coloro che vanno al governo, come abbiamo sempre fatto. Saremo coscienza critica. Tutto quello che è buono lo apprezzeremo, ma quello che va contro la famiglia, la persona, il migrante o chiunque egli sia, noi saremo voce critica». Il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, al termine dell'assemblea annuale della Conferenza, lancia un messaggio al nuovo governo un messaggio di attenzione: «Questo non vuol dire che non collaboriamo: siamo disposti a collaborare, ma non con forme di collateralismo. Abbiamo dei paletti fermi e irrinunciabili: la centralità della persona, il lavoro come fondamento della personalità umana, l'attuazione della Costituzione, la scelta chiara per la democrazia e per l'Europa».

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Bassetti poi fa chiosa sul tema della fiscalità, che sembra voler bocciate il principio-base della flat tax, uno dei cardini del programma della Lega: i vescovi considerano infatti tra i «principi irrinunciabili» quello della «progressività fiscale», il che vuol dire «non tagli per tutti genericamente ma per le fasce per le quali è necessario». Insomma «Quello che dico al governo lo dico per chiunque fosse andato al governo. Noi non abbiamo paura. Diremo "bravi" se fanno bene e "non bravi" se non fanno bene. Non ho fatto né apprezzamenti né critiche. Non ho fatto alcuna critica. Ho detto, alla luce del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa, quali sono per noi i punti irrinuciabili, senza deleghe».

Card. Bassetti: «Mi auguro che Conte assorba l'umanesimo dei fiorentini come La Pira»
Su Giuseppe Conte – che ha un background cattolico – Bassetti, fiorentino e allievo don Milani (anche se arcivescovo di Perugia) auspica che il presidente del Consiglio incaricato «assorba l'umanesimo» di fiorentini illustri come Giorgio La Pira, ma anche di Piero Bargellini, sindaco dell'alluvione, e Ettore Bernabei. Nella sua introduzione all'assemblea, martedi' scorso, aveva detto: «Ricordiamo a tutti come non basti nemmeno avere un governo per poter guidare il Paese. Occorre – questo Paese – conoscerlo davvero, conoscerne e rispettarne la storia e l'identità; bisogna conoscere il mondo di cui siamo parte e nel quale la nostra Repubblica – cofondatrice dell'Europa unita – è desiderosa di ritornare a svolgere la sua responsabilità di Paese libero, democratico e solidale».

«Serve un rinnovato impegno dei cattolici in politica»
«La stella polare - ha detto Bassetti - è un rinnovato impegno dei cattolici, alla base del quale sta la giustizia sociale secondo i principi della dottrina sociale della Chiesa. Come attuare questi principi? Lavoro, da garantire attraverso la piena occupazione, giusto salario, previdenza, assistenza sociale e sanitaria, istruzione, progressività fiscale, non tagliando così in generale ma le fasce che devono essere tagliate, la progressività fiscale con una maggior tassazione delle attività speculative, che producono una marea di quattrini, la lotta contro ogni forma di illegalità, l'inclusione di quanti vivono ai margini della società, la partecipazione alla cittadinanza della vita politica e sociale, favorire l'impegno politico nei cristiani». Questi, per il cardinale, «sono i principi irrinunciabili, non li ha inventati stamattina la Cei ma sono tutti nel contesto della Dottrina Sociale della Chiesa».

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