ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’ASSEMBLEA ANNUALE DEI VESCOVI

Bassetti (Cei): «Non si vive di richiami a tradizioni e simboli religiosi»

di Carlo Marroni


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(REUTERS/Remo Casilli)

3' di lettura

Sull’Europa soffiano venti di «populismi e sovranismi». Un fenomeno innescato dalla percezione di una Ue «sentita come distante e autoreferenziale, fino al punto da far parlare di una decomposizione della famiglia comunitaria». Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella sua introduzione all’assemblea annuale dei vescovi, evita le polemiche innescate da Matteo Salvini in piazza sabato (con il bacio del rosario dal palco in piazza Duomo) e parla di Europa alla vigilia delle elezioni: «Chiediamo a tutti di superare riserve e sfiducia e di partecipare al voto. Siamo consapevoli che questo rimane solo il primo passo, ma è un passo che non ci è dato di disertare».

Guardando da italiani al futuro dell’Unione Europea, ha aggiunto Basetti, «non si vive di ricordi, di richiami a tradizioni e simboli religiosi o di forme di comportamento esteriori! Come italiani dovremmo essere il volto migliore dell’Europa per dare più fierezza ai nostri giovani, ai nostri emigrati e a quanti sbarcano sulle nostre coste, perché siamo il loro primo approdo».

«Dare fierezza i nostri migranti, siamo il loro primo approdo»
Bassetti riprende i temi affrontati ieri dal papa nel colloquio con i presuli, e riparte dal nodo-chiave: «Come italiani dovremmo essere il volto migliore dell’Europa per dare più fierezza ai nostri giovani, ai nostri emigrati e a quanti sbarcano sulle nostre coste, perché siamo il loro primo approdo». In sostanza, per Bassetti «il problema non è innanzitutto l’Europa, bensì l’Italia, nella nostra fatica a vivere la nazione come comunità politica. Oggi, noi italiani, cosa abbiamo ancora da offrire? Penso alle nostre virtù, prima fra tutte l’accoglienza; penso a una tradizione educativa straordinaria, a uno spirito di umanità che non ha eguali; penso alla densità storica, culturale e religiosa di cui siamo eredi. Attenzione, però: non si vive di ricordi, di richiami a tradizioni e simboli religiosi o di forme di comportamento esteriori!».

Critiche al governo per la penalizzazione del terzo settore
Poi una critica forte alla politica, e al governo, per gli attacchi (segnalati di continuo da Avvenire) al terzo settore. «Al fondo restano ancora antichi pregiudizi per le attività sociali svolte dal mondo cattolico; pregiudizi che non consentono di avere ancora una normativa adeguata a rispondere alle esigenze di centinaia di migliaia di persone, dedite al prossimo e alle persone bisognose. Si tratta di un mondo di valori e progetti realizzati, di assistenza sociale, di servizi socio-sanitari, di spazi educativi e formativi, di volontariato e impegno civile». Al Governo la Cei chiede «non sconti fiscali o privilegi, ma regole idonee e certe, nel rispetto di quella società organizzata e di quei corpi intermedi che sono espressione di sussidiarietà; riposta di prossimità offerta al bene di ciascuno e di tutti; risposta qualificata dall'esperienza e dalla creatività, dalla professionalità e dalle buone azioni».

Il summit di Bari con i vescovi del Mediterraneo
Bassetti nella sua introduzione non fa cenno all’idea di un Sinodo sull’Italia, di cui ha parlato ieri il Papa (e sulla quale aveva espresso in passato delle riserve). E rilancia l’Incontro di riflessione e spiritualità per la pace, che si svolgerà a Bari dal 19 al 23 febbraio del prossimo anno. «Sarà un’assise unica nel suo genere tra i Vescovi cattolici di tutti i Paesi lambiti dal Mare Nostrum; un incontro che si prefigge di contribuire alla promozione di una cultura del dialogo e della pace per il futuro dell'intero bacino mediterraneo. Papa Francesco non soltanto ha benedetto l’iniziativa, ma vi ha posto il suo sigillo, assicurandoci la sua partecipazione nella giornata conclusiva».

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