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Cellnex, su i ricavi (+15%) e porte aperte allo shopping di torri

Ricavi in crescita e superiori al miliardo per Cellnex nel 2019 che comunica un accordo con Bouygues Telecom e conferma la strategia di acquisizioni di quote di controllo, anche nel 2020

di Andrea Biondi

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(REUTERS)

Ricavi in crescita e superiori al miliardo per Cellnex nel 2019 che comunica un accordo con Bouygues Telecom e conferma la strategia di acquisizioni di quote di controllo, anche nel 2020


3' di lettura

Ricavi in crescita e perdite in forte calo (per entrambe le voci a doppia cifra); un accordo con Bouygues Telecom in Francia per l’implementazione e gestione di una rete di fibra ottica che collegherà torri, siti e centri di “edge computing” per promuovere il 5G; bussola rivolta agli investimenti che non si fermeranno, ma senza mai riguardare quote di minoranza di società target e ricorrendo anche ad altri aumenti di capitale, se necessario.

Cellnex mette agli atti un 2019 che, spiega il presidente Franco Bernabè nella nota di accompagnamento ai conti, «è stato un anno di trasformazioni che ha marcato un enorme progresso in termini di dimensione e un salto qualitativo per il consolidamento della posizione del Gruppo sui suoi mercati chiave».

Dal canto suo Tobias Martinez, ceo di quello che è il principale operatore europeo indipendente di infrastrutture di telecomunicazioni wireless, lo definisce un anno «eccezionale» mettendo in evidenza il raggiungimento di 1 miliardo di euro di ricavi, i due aumenti di capitale per un ammontare di 3,7 miliardi e la «rivalutazione del 95% in Borsa, senza per questo perdere il focus e l’attenzione sulla gestione quotidiana».

I numeri della società spagnola – che come azionista principale al 29,9% ha ConnecT (controllata da Sintonia della famiglia Benetton, socia al 60% e con il fondo Abu Dhabi Investment Authority e il fondo di Singapore Gic azionisti con il 20% ciascuno) – comunicati mercoledì 26 febbraio 2020 riportano ricavi in crescita del 15% a 1,035 miliardi di euro grazie soprattutto al contributo dei servizi di infrastrutture per operatori di Tlc mobili che pesano per il 67,5% sui ricavi totali.

L’Ebitda è salito del 16% a 686 milioni, con risultato finale in rosso per 9 milioni, migliorato dai -15 del 2018. Le previsioni per il 2020 prevedono intanto un Ebitda tra 1,065 e 1,085 miliardi e crescita del flusso di cassa di oltre il 50%. Tiepida l’accoglienza in Borsa, con il titolo che a Madrid ha chiuso a -2,04%, pur con un +21,29% da inizio anno per una capitalizzazione di 17,9 miliardi di euro.

«Siamo una società che investe e si espande. Non una società che cresce poco e punta sui dividendi. Lo abbiamo detto fin dal primo giorno agli investitori, ai nostri soci qual è il nostro progetto» ha spiegato Martinez nel corso della conferenza stampa di presentazione dei conti. «Gli investitori sanno che quando comprano un’azione della nostra società non acquistano un’azione da dividendo. Lo ripetiamo fin dal primo giorno in cui siamo entrati in Borsa. Noi reinvestiamo in opportunità di mercato, in progetti che ci permettano di costruire un gruppo europeo». In questo quadro «abbiamo l’appoggio dei soci, come si vede dagli aumenti di capitale che hanno sottoscritto per il 99% perché ritengono che siamo un buon investimento».

Nessuna preoccupazione per il risultato in rosso del gruppo, dunque, ma priorità alla crescita «negli 8 Paesi dove già siamo presenti: Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia, Francia, Svizzera, Olanda e Regno Unito», seppur «con l’ambizione di essere in tutti i Paesi europei». Dal punto di vista geografico, il 51% dei ricavi e il 60% dell’Ebitda della towerco che dispone di 36.471 siti operativi (che diventeranno 58mila con le implementazioni conseguenti all’accordo con Bouygues) sono generati fuori dal mercato spagnolo. L’Italia è il secondo mercato più importante, pesando per il 26% sui ricavi del gruppo. La nuova Inwit alla quale stanno lavorando Tim e Vodafone (compartecipata e con all’interno le torri delle due telco) potrebbe far gola? «Non siamo in posizione di valutare» risponde un portavoce della società al Sole 24 Ore.

Di certo la società, che ha investito 13 miliardi dalla sua quotazione in Borsa del 2015, ha visto crescere il debito a 3,938 miliardi. Dato che però, ha ribadito Martinez, non è motivo di preoccupazione, considerando anche il valore degli asset a disposizione. I quali aumenteranno in conseguenza del deal con Bouygues da cui nascerà una joint venture con Cellnex al 51% e i francesi al restante 49%. Questa società investirà un miliardo in in sette anni.

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