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Cena pubblica in tempi di Covid: a rischio il commissario Ue al commercio Hogan

È stato battezzato “Golfgate” ed è già costato le dimissioni al ministro irlandese dell’Agricoltura. Ma a rischio ora c’è addirittura il commissario Ue Phil Hogan

di Michele Pignatelli

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(AFP)

È stato battezzato “Golfgate” ed è già costato le dimissioni al ministro irlandese dell’Agricoltura. Ma a rischio ora c’è addirittura il commissario Ue Phil Hogan


2' di lettura

È stato battezzato “Golfgate” ed è già costato le dimissioni al ministro irlandese dell’Agricoltura. Ma a rischio ora c’è addirittura il commissario Ue al Commercio Phil Hogan, figura chiave nelle trattative commerciali tra Unione europea e Stati Uniti. “Big Phil”, come viene soprannominato per la sua corporatura, era uno degli 80 partecipanti a una cena organizzata mercoledì 19 agosto dal golf club del Parlamento irlandese a Galway, in apparente violazione alle nuove e più stringenti norme anti-Covid varate dal governo di Dublino, che vietano eventi formali o informali con più di sei persone presso bar o ristoranti.

Le polemiche in Irlanda, lascia un ministro

La vicenda ha sollevato un polverone di polemiche in Irlanda, dove lo storico governo di coalizione Fianna Fail-Fine Gael rischia divedere minata la propria credibilità. Da qui le dimissioni del ministro dell’Agricoltura, Dara Calleary, pure presente all’evento. Più complesso il caso di Hogan, le cui dimissioni rischierebbero anche di far perdere a Dublino un portafoglio importante nella Commissione guidata da Ursula von der Leyen; non a caso forse il governo irlandese, dopo un iniziale richiesta a Hogan a «considerare la sua posizione» (un eufemismo per indicare le dimissioni), sembra aver assunto una posizione più morbida, lasciando il dossier nelle mani della presidente della Commissione.

La difesa del commissario

Hogan si è scusato: domenica ha diffuso un comunicato in cui si è detto estremamente dispiaciuto per aver preso parte alla cena ma non ha parlato di possibili dimissioni, limitandosi a dire di aver fornito informazioni alla presidente della Commissione circa le sue azioni. Von der Leyen però riterrebbe necessari ulteriori chiarimenti.

Nel suo viaggio per andare alla cena dello scandalo, peraltro, Hogan si è anche fermato presso il suo appartamento nella contea di Kildare per raccogliere documenti di lavoro. Nella contea è in vigore il lockdown e dunque vi è il sospetto che il commissario abbia violato le misure del governo sebbene il suo portavoce assicuri che Hogan ha rispettato la legge in quanto la sua visita era dettata da ragioni di lavoro. Ad aggiungere ulteriore tensione alla vicenda è il fatto che Hogan è stato fermato dalla polizia locale per utilizzo del cellulare mentre era alla guida per andare alla cena.

Il dilemma della Commissione Ue

Reputazione a parte, tuttavia, il commissario irlandese potrebbe uscire indenne dalla vicenda. Può contare infatti su ragioni di realpolitik, che sembrano sconsigliare il suo accantonamento: la Commissione dovrebbe infatti cercare un nuovo negoziatore – e “Big Phil” ha fama di averne le qualità – in una fase particolarmente delicata delle trattative commerciali con gli Stati Uniti.

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