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Cene aziendali di Natale, per il fisco non sono spese di rappresentanza

Agenzia delle Entrate e Cassazione spiegano che queste attività dedicate ai dipendenti non rispondono a una finalità promozionale

di Giuseppe Latour

Agenzia delle Entrate e Cassazione spiegano che queste attività dedicate ai dipendenti non rispondono a una finalità promozionale


2' di lettura

Le cene e i pranzi di Natale per i dipendenti non sono qualificabili come spese di rappresentanza. Le imprese che, come da tradizione, riuniscono i propri dipendenti attorno alla tavola durante le festività dovranno fare attenzione alla qualificazione fiscale dei soldi che spendono in questo modo. Sia per l’agenzia delle Entrate che per la Cassazione c’è, infatti, differenza tra il loro regime di deducibilità e quello dedicato alle attività di carattere promozionale.

Cosa dice l’agenzia
Per capire come vanno inquadrate le spese per le cene di auguri bisogna fare riferimento alla circolare 34/2009 dell’agenzia delle Entrate: le regole in materia ruotano attorno alla legge finanziaria 2008 e al decreto ministeriale 19 novembre 2008. La regola è che queste spese sono deducibili nel periodo di imposta nel quale sono state sostenute se rispondono ai requisiti di inerenza e di congruità.

L’inerenza
Per il decreto, «si considerano inerenti, sempre che effettivamente sostenute e documentate, le spese per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni e il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell’obiettivo di generare anche potenzialmente benefici economici per l’impresa ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore».

Promozione
È fondamentale, allora, che queste spese rispondano a una finalità promozionale legata agli affari dell’impresa. Se questo requisito è rispettato, è previsto un limite quantitativo di deducibilità, legato ai ricavi conseguiti dall’impresa: 1,5% dei ricavi fino a 10 milioni di euro; 0,6% dei ricavi da 10 a 50 milioni di euro; 0,4% dei ricavi per la parte eccedente i 50 milioni di euro. Tutto quello che eccede questi limiti, non è deducibile.

Contano i partecipanti
Tornando alla finalità promozionale, allora, sono fondamentali i partecipanti per qualificare il tipo di spesa. Nel caso delle cene di auguri tra dipendenti, infatti, questo requisito è sicuramente assente. Non c’è, quindi, nessun beneficio legato agli affari della società.

Quali regole si applicano
Il costo di queste spese, allora, è deducibile nella misura del 75% della spesa sostenuta e nel limite del 5 per mille previsto per le spese per prestazioni di lavoro dipendente risultanti dalla dichiarazione dei redditi. E anche la Cassazione (sentenza 36287/2018) ha spiegato che questi costi non possono essere considerati in nessun caso spese di rappresentanza.

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