I consumi delle famiglie

Cenone di Capodanno, l’effetto Covid congela il mercato degli spumanti

di Giorgio dell'Orefice

(AdobeStock)

2' di lettura

Il brindisi di Capodanno alla prova della variante Omicron. L'escalation dei contagi degli ultimi giorni e la conseguente ondata di disdette rilevata dalla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) nei circa 70mila ristoranti associati per l'ultima serata del 2021, mettono a rischio anche i consumi di spumante. Consumi di bollicine made in Italy che appena qualche giorno fa Ismea e Unione italiana vini stimavano, per le sole festività di fine anno, a quota 88 milioni di bottiglie in Italia (+14% rispetto allo scorso anno) alle quali vanno aggiunti i 228 milioni di bottiglie esportate (+20%).

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Che la situazione stesse diventando pesante, come accennato, l'aveva segnalato la Fipe di recente. «Ci sono locali - fanno sapere dalla Fipe - che in tre giorni si sono visti annullare la maggior parte delle prenotazioni senza riuscire a rimpiazzarle. Il tutto in un mese, quello di dicembre, che per molti vale oltre il 10% del fatturato annuale».

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Una tendenza che non mancherà di lasciare il segno sui consumi di spumante a fine anno anche se - va sottolineato - a metà dicembre gli ordinativi sono stati tutti effettuati e consegnati. Ma la possibilità che almeno una fetta delle bottiglie non venga stappata c'è. «Nel canale horeca, ovvero ristoranti e bar - spiega il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti - è probabile che resterà un 20% di bottiglie in stock. Ma guardiamo con fiducia anche al forte riposizionamento della domanda che si sta spostando su grande distribuzione ed enoteche. Un effetto sostituzione dei consumi al ristorante con quelli tra le mura domestiche che già lo scorso anno ha evitato che si verificasse il temuto calo degli acquisti di vini sparkling«.

È per questo che dall'Osservatorio Ismea Uiv si sentono di confermare il dato diramato appena qualche giorno fa secondo cui si va verso un'annata record per le bollicine made in Italy. Record innanzitutto produttivo visto che è stata superata la soglia dei 900 milioni di bottiglie prodotte ma anche di vendita. «Certo restano sotto osservazione - conclude Castelletti - le criticità denunciate dal canale della ristorazione che rappresenta, è bene ricordarlo, quello a maggior valore aggiunto per le cantine italiane».

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