IL RAPPORTO 

Censis: ceto medio compresso tra burocrazia, debiti Pa e giustizia lumaca

L’indagine mette in evidenza che «la sindrome da stress post-traumatico porta il 75% dei cittadini a non fidarsi più degli altri. E a pulsioni antidemocratiche: ora il 48% è favorevole all’uomo forte al potere»

di Andrea Carli


Censis, lo tsunami demografico e il grande esodo dal Sud

4' di lettura

Un ceto medio compresso tra burocrazia e giustizia lumaca. È l’immagine che viene fuori dalla lettura del 53esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale dell’Italia, presentato al Cnel. Un caleidoscopio a 360 gradi del Paese di oggi.

Calvario quotidiano
È un calvario quotidiano - rileva il Censis - quello che si trovano ad affrontare cittadini e imprese, in altre parole il cosiddetto “ceto medio produttivo”. «La cifra emotiva che caratterizza le relazioni di cittadini e imprese con lo Stato e le sue emanazioni - si legge nel report - è il malcontento».

Appena il 29% della popolazione si fida della Pa
Della Pubblica Amministrazione italiana si fida solo il 29% della popolazione. L’indagine mette in evidenza che all’interno dell’Unione europea un tasso di fiducia minore si ritrova soltanto in Grecia e in Croazia, rispettivamente penultima e ultima nella graduatoria europea. Il dato rimarca una evidente distanza del nostro Paese dalla media Ue, con il 51% di cittadini europei che si fidano delle loro amministrazioni pubbliche, e ancora di più da Paesi come Lussemburgo (80%), Danimarca (75%) e Finlandia (74%), che si collocano ai primi tre posti della classifica.

La sindrome da stress post-traumatico porta il 75% dei cittadini a non fidarsi più degli altri. E a pulsioni antidemocratiche: ora il 48% è favorevole all’uomo forte al potere

La giustizia lumaca
Ma la Pa non è l’unico fattore a travolgere il ceto medio. C’è anche la giustizia, e soprattutto i suoi tempi non proprio stretti. Erano 3.443.105 i procedimenti civili pendenti nel 2018, secondo quanto riportato dal ministero della Giustizia. Di questi, il 16,1% era costituito da procedimenti a rischio, ovvero non risolti entro i termini di legge e per i quali i soggetti interessati possono richiedere un risarcimento allo Stato per irragionevole durata.

Italiani "incattiviti", lo dice il Censis

Il fardello dei debiti delle amministrazioni pubbliche
Burocrazia, giustizia lenta. Ma c’è un altro elemento che pesa. Il ministero dell’Economia e delle Finanze quantifica in 26,9 miliardi di euro lo stock di debiti commerciali residui delle amministrazioni pubbliche scaduti e non pagati alla fine del 2018, con riferimento alle fatture emesse dal gennaio dello stesso anno. Per il 60% dei commercialisti italiani, le aziende clienti hanno avuto ritardi nella riscossione dei crediti verso la Pubblica amministrazione: una situazione che non sembra destinata a migliorare, dal momento che, se per il 53,5% dei commercialisti i ritardi verificatisi sono rimasti uguali negli ultimi dodici mesi, per il 30,6% sono invece aumentati.

Della Pa si fida il 29% della popolazione italiana
Cittadini Europei che si fidano della Pubblica Amministrazione del loro Paese, 2019,

Fonte: elaborazione Censis su dati Eurobarometro

Italiani ansiosi, 48% per uomo forte al potere
La fotografia mette in evidenza che «la sindrome da stress post-traumatico porta il 75% dei cittadini a non fidarsi più degli altri. E a pulsioni antidemocratiche: ora il 48% è favorevole all’uomo forte al potere».

Per 73% degli italiani la violenza su donne è problema reale
Il 73,2% degli italiani è convinto che la violenza sulle donne sia un problema reale della nostra società. Nel periodo tra il 1° agosto 2018 e il 31 luglio 2019 in Italia ci sono stati 92 omicidi di donne maturati in ambito familiare e affettivo. Nello stesso periodo le denunce di stalking sono state 12.733 e nel 76% dei casi la vittima era una donna.

Domina l’incertezza
Sfuggiti a fatica al mulinello della crisi, adesso l’incertezza è lo stato d'animo con cui il 69% degli italiani guarda al futuro, mentre il 17% è pessimista e solo il 14% si dice ottimista. Il 69% degli italiani è convinto che la mobilità sociale è bloccata. Il 63% degli operai crede che in futuro resterà fermo nella condizione socio-economica attuale, perché è difficile salire nella scala sociale. Il 64% degli imprenditori e dei liberi professionisti teme invece la scivolata in basso.

Dal 2011 la ricchezza immobiliare delle famiglie ha subito una decurtazione del 12,6% in termini reali. E il 61% degli italiani non comprerebbe più i Bot, visti i rendimenti microscopici. Secondo il 74% degli italiani nei prossimi anni l'economia continuerà a oscillare tra mini-crescita e stagnazione, e il 26% è sicuro che è in arrivo una nuova recessione. Non si è fermata la corsa alla liquidità: +33,6% di contante e depositi bancari nel decennio 2008-2018 (contro il -0,4% delle attività finanziarie complessive delle famiglie).

Sei italiani su 10 contrari a Italexit
Il 62% degli italiani è convinto che non si debba uscire dall'Unione europea, ma il 25%, uno su quattro, è invece favorevole all'Italexit.

Occhio a smartphone, primo-ultimo gesto giornata
È una società ansiosa di massa macerata dalla sfiducia. Ma è allo stesso tempo una società “connessa” 24 ore su 24. Il 25,8% di chi possiede uno smartphone non esce di casa senza il caricabatteria al seguito. Oltre la metà (il 50,9%) controlla il telefono come primo gesto al mattino o l’ultima attività della sera prima di andare a dormire. «Nella società ansiosa di massa si ricorre a stratagemmi individuali per difendersi dalla scomparsa del futuro», osserva il report. È questa la chiave di lettura. Uno sguardo sugli italiani di oggi che fa riflettere.

I ritardi nei pagamenti della Pa

Le opinioni dei commercialisti sui rapporti tra imprese, Pa e banche rispetto all'anno precedente,valutazione %

Fonte: indagine Censis, 2019

Per approfondire:

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