commercio estero

«Censura» all’Ice: Onida rompe con il presidente Ferro, si dimette il comitato editoriale

Il presidente dell’istituto avrebbe bocciato la sintesi della relazione perchè «inficiata da un’apologia della Commissione europea». Il comitato: decisione spiacevole e irrituale, dobbiamo poter operare in autonomia

di Al.Tr.


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Fabrizio Onida, ex presidente Ice, ha lasciato la guida del comitato editoriale

2' di lettura

Tutto era pronto per la presentazione del rapporto annuale dell’Ice su “L'Italia nell'economia internazionale” a Napoli, il prossimo 23 luglio, alla presenza, tra gli altri, del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Era pronta anche la sintesi del rapporto - che analizza le tendenze commerciali e il ruolo dell’Unione europea, con approfondimenti sulla posizione dell’economia italiana - ma all’ultimo momento l’executive summary è stato bocciato dal presidente Ice, Carlo Maria Ferro, nominato dall’attuale governo Lega-M5S. Il motivo? Contenuti che sottolineavano il pessimismo sullo stato della nostra economia ed esaltavano l’operato della commissione europea con toni da «apologia».

GUARDA IL VIDEO: Presidente Ice: servizio qualificato per aiutare imprese italiane

Una decisione che ha acceso lo scontro con il comitato editoriale autore del rapporto: il primo a dimettersi contro quella che viene definita una vera e propria “censura” è stato il direttore Fabrizio Onida, accademico di fama e già presidente dell’Istituto per il commercio con l’estero, e dopo di lui l’intero comitato, formato da esperti di numerose università, dalla Luiss, al Politecnico di Milano, alla Ca’ Foscari.

Analisi «inficiata da un’apologia della Commissione Ue»
La decisione del presidente Ferro, scrivono i membri del comitato, è stata comunicata con una mail nella quale «si sostiene, tra l’altro, che il testo preparato per la sintesi avrebbe elementi di pessimismo e di critica e sarebbe inficiato da una “apologia della Commissione Europea”».

«Onida: decisione irrituale e offensiva»
Per questi motivi, spiega ancora la lettera, Onida la lasciato la direzione del comitato con una nota in cui la decisione di Ferro viene definita «non solo spiacevolmente irrituale, ma soprattutto ingiustamente squalificante del lavoro di squadra che abbiamo sempre cercato di garantire, nonché gravemente offensiva della serietà professionale degli autori e della mia stessa dignità scientifica e onorabilità di Presidente del comitato editoriale».

Il comitato: «Dobbiamo poter operare in autonomia»
Motivazioni pienamente condivise dai membri del comitato, che nel comunicare le proprie dimissioni al presidente Ferro spiegano di esser stati «chiamati a garantire che il Rapporto sia strutturato e prodotto in base a elevati standard di qualità scientifici». E che se «la dirigenza e il Presidente del’Ice in primis hanno il potere di esprimere linee di indirizzo e suggerimenti, sempre ben graditi», però «il Comitato editoriale e il suo Presidente devono poter operare in autonomia nella definizione dei testi del rapporto, svolgendo il proprio ruolo di garanti della qualità scientifica delle analisi prodotte».

«No ad analisi piegate alle logiche di una parte politica»
Gli esperti ricordano che il rapporto annuale dell’istituto e la sua sintesi «sono infatti documenti di analisi economica e non strumenti di promozione del sistema produttivo italiano» e che «l’agenzia Ice utilizza i contenuti nelle sue attività di comunicazione e di servizio alle imprese, ma queste funzioni devono restare distinte dall'analisi economica». Per questo ribadiscono «la convinzione che un'Agenzia pubblica come l’Ice abbia l’obbligo di offrire alle imprese, ai policy-makers e ai contribuenti» , «una rappresentazione corretta delle tendenze e dei processi di internazionalizzazione dell'economia italiana e non un'immagine deformata da malintese finalità di comunicazione esterna, o, peggio ancora, piegata alle logiche di una parte politica».

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