fast fashion

Centergross monitora i buyer con la mappa digitale degli afflussi

Al Centergross di Funo di Argelato (Bologna), importante polo italiano del fast fashion, gli afflussi vengono registrati per sesso, età e provenienza: e con i dati delle reti cellulari si conoscono anche i brand e i prodotti sui quali si indirizzano le scelte dei clienti

di Natascia Ronchetti

Showroom al Centergross

2' di lettura

Sarà la prima smart city della moda in Europa. Partendo da un sistema di sicurezza basato sulla videosorveglianza potrà analizzare i flussi della domanda per capire chi sono i buyer, individuare da dove provengono – se dalla regione, da altre parti d’Italia o dall’estero - a quale classe di età appartengono, se sono maschi o femmine.

Le informazioni raccolte, integrate con i dati delle reti cellulari e in collaborazione con le aziende, permetteranno inoltre di verificare la web reputation, di capire quali sono i brand e i prodotti verso i quali si indirizzano maggiormente le scelte dei clienti, di orientare le politiche di marketing e comunicazione.

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Il Centergross di Funo di Argelato (Bologna), il più importante polo italiano del fast fashion, brucia le tappe e si prepara a realizzare una piattaforma digitale per dare anche nuovi servizi alla clientela, compresa una mappa della struttura che indica non solo dove sono le aziende ma anche dove cercare determinati prodotti. Una svolta, in partnership con Tim, che ricalca il modello dell’Expo di Milano, che permetteva di monitorare in tempo reale gli afflussi negli stand. «Tutto nato da una esigenza di maggiore sicurezza - spiega la presidente del Centergross Lucia Gazzotti -. Esigenza che ci consente di creare un sistema innovativo di mappatura dei flussi, installando anche la fibra ottica per dialogare velocemente con il mondo: il nostro obiettivo è quello di crescere sempre di più all’estero, da dove oggi proviene circa il 60% dei nostri buyer».

Il distretto, a pochi chilometri dal capoluogo emiliano, occupa una superficie di un milione di metri quadrati, con 600 aziende (delle quali i due terzi operano nel settore del fashion) e un fatturato aggregato di 5 miliardi all’anno. La nuova piattaforma, che sarà realizzata a partire dal mese di gennaio con l’installazione della prima rete di sensori (le telecamere), è stata presentata giovedì al convegno “Centergross e l’evoluzione del mercato immobiliare. Quali prospettive”.

E farà del polo emiliano, che conta circa seimila addetti, il pioniere europeo del digitale nel campo della moda. Oggi i buyer stranieri che lo visitano provengono soprattutto dall’Europa (Germania in prima fila), dalla Cina e dal Giappone. L’obiettivo, in collaborazione con l’Ice, la Regione Emilia Romagna e l’Unione regionale delle Camere di commercio, è di agganciare nuovi mercati, da quelli mediorientali - partendo dagli Emirati Arabi - per arrivare all’Azerbaigian e alla lontana Indonesia.

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