Musei pubblici

Cento dei 4,5 milioni di opere celate nei deposti ritrovano il pubblico

Solo 480mila lavori esposti. I lavori custoditi da 14 musei pubblici prestati per dieci anni a diversi musei italiani o siti culturali nei territori dov’erano stati concepiti. Costo 1 milione

di Marilena Pirrelli

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5' di lettura

Se a Rotterdam il 6 novembre ha aperto il più grande museo-deposito di arte aperto al pubblico al mondo con il Museum Depot Boijmans Van Beuningen, in Italia sono le opere d’arte che si spostano per incontrare i visitatori. A fronte di circa 480mila opere esposte nei musei italiani, ce ne sono 4,5 milioni che sono custodite nei depositi, senza contare le circa 187mila cassette di materiale archeologico, opere visibili, se va bene, solo agli addetti ai lavori e agli studiosi. Da questi numeri forniti dal ministro della Cultura Dario Franceschini è nato il progetto “100 opere tornano a casa” che riporterà in diversi musei italiani o siti culturali opere attualmente custodite da 14 dei più importanti musei pubblici, da Brera agli Uffizi, dalle Gallerie Nazionali di arte antica Barberini - Corsini ai Musei Reali di Torino. Subito 100 opere verranno concesse in prestito decennale, continuamente rinnovabile, nelle sale dei musei e ritrovano visibilità nei territori di provenienza per le quali erano state concepite. “Partiamo da queste e vediamo come va - ha detto il ministro -, il mio auspicio è che l’arrivo di queste opere nei musei e piccoli centri venga accolto come un evento, che sia sentito e valorizzato. Poi da 100 si potrà arrivare a mille e anche a 10mila, la grande quantità di opere custodite e tutelate nei depositi lo consente”. In pratica si ridà nuova vita a opere d'arte di fatto poco visibili, di artisti più o meno conosciuti, e promuove i musei più piccoli, periferici e meno frequentati. Infatti, i numeri lo dimostrano solo una piccolissima parte delle opere dei musei statali è attualmente esposta: il resto è custodito nei depositi, da cui proviene la totalità dei dipinti e dei reperti coinvolti nell’iniziativa.

Nuovo progetto lanciato dal Ministero della Cultura "100 opere tornano a casa", voluto dal Ministro della cultura Dario Franceschini per promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e archeologico italiano conservato nei depositi e nei luoghi d'arte statali..(ANSA / Ufficio Stampa Beni Culturali)

Per questa prima fase del progetto, che è stata anche occasione per avviare operazioni di restauro, ha precisato Franceschini, la spesa è stata di “1 milione di euro”. Un’operazione “virtuosa”, ha detto che “ben rientra nella strategia di decongestionare le grandi città d’arte, anche in vista della ripresa post pandemia del turismo di massa, per far riscoprire ai visitatori nazionali e internazionali le meraviglie diffuse del territorio italiano”. Tutto questo, ha precisato, “senza intaccare l’autonomia scientifica dei musei e con una scelta che è stata condivisa dai direttori. Le cento opere sono le prime di un progetto a lungo termine che mira a valorizzare l'immenso patrimonio culturale di proprietà dello Stato. Obiettivo raggiunto anche attraverso un forte investimento nella digitalizzazione e nella definizione di nuove modalità di fruizione prevedendo nuove collaborazioni come la realizzazione di una serie di documentari insieme alla RAI, che ha anche il merito di rafforzare il legame tra il territorio e l'opera d'arte”.

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Madonne e gladiatori, 100 opere tornano a casa nei musei. Nuovo progetto lanciato dal Ministero della Cultura "100 opere tornano a casa", voluto dal Ministro della cultura Dario Franceschini per promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e archeologico italiano conservato nei depositi e nei luoghi d'arte statali. (ANSA / Ufficio Stampa Beni Culturali)

La catalogazione

Il punto di partenza del progetto è stata la banca dati, elaborata fin dal 2015 dalla Direzione Generale Musei, composta da 3.652 opere provenienti dai depositi di oltre 90 musei statali. La selezione delle opere e dei luoghi della cultura, curata dalla DG Musei insieme alle direttrici e ai direttori dei musei, ha tenuto conto di valutazioni e richieste provenienti dalle realtà periferiche. La scelta è avvenuta in base a tre criteri: opere provenienti da chiese o palazzi situati in altri territori e nel tempo confluite nei principali musei italiani, dipinti o sculture che in questo modo compiono un “ritorno a casa” nei luoghi per i quali sono stati realizzati; opere che integrano le collezioni del museo destinatario; opere che, inserite nelle collezioni di destinazione, danno vita ad accostamenti interessanti e favoriscono l'apertura dei musei verso nuovi pubblici. Grazie al progetto, numerose opere sono state restaurate e alcuni spazi museali sono stati ripensati per accoglierle.

Da dove partono e dove arrivano

Solo per fare qualche esempio, grazie a questa iniziativa, torneranno subito visibili al pubblico due dipinti del XVII sec. di Salvator Rosa che dal deposito delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini troveranno casa al Museo Nazionale di Matera; la “Madonna con il Bambino in gloria e i santi Giovanni Battista” e “Ecce Homo” di Federico Barocci; la “Madonna con il Bambino e i santi Agostino e Maddalena e angeli” di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio; la “Madonna con il Bambino in gloria e i santi Barbara e Terenzio” e “Gesù Bambino appare a sant'Antonio da Padova” di Simone Canterini detto il Pesarese della Pinacoteca di Brera andranno ad arricchire la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, mentre la tela di Giovanni Baglione, dal titolo “Immacolata concezione tra i santi Pietro e Paolo” da Brera il 14 dicembre andrà a Palazzo Altieri a Oriolo Romano (Viterbo); “Allegoria di Trieste e dell'Istria” di Annibale Strata (1822-1894), lascerà i Musei Reali di Torino per tornare al Castello di Miramare a Trieste; il gruppo scultoreo “Gladiatore che uccide un leone” che decorava la peschiera di Villa Giustiniani e il torso restituito dal Getty Museum nel 1999, dal Parco Archeologico di Ostia Antica torneranno a impreziosire la Villa di Vincenzo Giustiniani a Bassano Romano (Viterbo); La “Testata di trave bronzea” degli arredi delle navi di Caligola 37-41 d.C. dal Museo Nazionale Romano andrà il 17 dicembre al Museo delle Navi Romane di Nemi; la “Cista Prenestina” dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli tornerà al Museo Archeologico di Palestrina.

La divulgazione

La valorizzazione del progetto prevede, come detto, la collaborazione con la Rai che, attraverso Rai Doc, realizzerà un nuovo format, composto da un documentario breve e una serie di 13 episodi in presa diretta che saranno trasmessi dalle reti generaliste. Verranno raccontati la restituzione e il restauro delle opere d'arte partendo dai musei delle grandi città italiane, dai depositi dove l'opera è stata custodita e dai laboratori dove le sapienti mani dei restauratori l'hanno riportata a nuova vita. I direttori dei musei di provenienza e di quelli riceventi, i restauratori, gli storici dell'arte e gli esperti spiegheranno agli spettatori la storia dell’opera e le ragioni per cui è finita lontano dai luoghi che l'hanno vista nascere.

La squadra

“Sono davvero orgoglioso per questo grande lavoro di squadra, durato almeno un anno fra ideazione, censimento e realizzazione operativa - sottolinea il ministro Franceschini, che ha presentato il progetto con Massimo Osanna, direttore generale Musei; Caterina Bon Valsassina, già direttrice dell'Istituto Centrale per il restauro e direttrice generale Archeologia belle arti e paesaggio del MiC; Flaminia Gennari Santori, direttrice della Gallerie Nazionali Barberini Corsini e Duilio Giammaria, direttore Rai Documentari -. Periodicamente torna fuori il tema delle opere custodite nei depositi, che comunque non sono abbandonate o sepolte ma fanno parte della vita museale in termini di studio o di restauro e talora anche di visita: i depositi non vanno demonizzati, esistono in ogni grande museo del mondo; ma certamente le proporzioni tra opere esposte e opere custodite nel buio di un deposito vanno corrette e riequilibrate” ha concluso. Un patrimonio da riportare sotto lo sguardo del pubblico.

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