lavoro

Cento esuberi a La Perla, al via nuovi scioperi

di I.Ve.


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1' di lettura

Un altro tavolo di crisi si apre a Bologna e ha come protagonista il gruppo La Perla, rilevato dal tribunale fallimentare nel 2013 da Silvio Scaglia e passato 16 mesi fa nelle mani della holding olandese di investimenti Sapinda, dopo che l’ex patron di Fastweb aveva invano tentato il rilancio investendo una somma stimata in oltre 300 milioni di euro. Per lo storico brand di corsetteria di alta gamma si apre una nuova stagione di scioperi e di incertezza: la proprietà ha infatti annunciato un piano da oltre 100 esuberi (tra le 100 e le 120 persone tra produzione e filiali, precisa Filctem Cgil), circa un quarto degli organici occupati oggi nel quartier generale emiliano. L’assemblea dei lavoratori ha già approvato un pacchetto di 16 ore di sciopero, le prime due ore già attuate ieri pomeriggio. Tagli pesanti, quelli previsti dal finanziere Lars Windhorst, ceo di Sapinda, a dispetto degli impegni presi nella primavera scorsa di mantenere sotto le Due Torri competenze e know-how che affondano negli anni Cinquanta, quando la sarta bolognese Ada Masotti fondò un piccolo laboratorio artigianale di lingerie. Diventato brand internazionale fu venduto a fine 2007 al fondo americano di private equity Jh Partners.

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