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Cento imprese all’appello per il clima

L’esortazione alla politica in Italia e in Europa: occorre più decisione. I primi firmatari dell’appello

di Jacopo Giliberto

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L’esortazione alla politica in Italia e in Europa: occorre più decisione. I primi firmatari dell’appello


3' di lettura

La tutela del clima che cambia, e con esso anche gli scenari dell’economia, scuote il mondo delle imprese. L’appello delle Cento Imprese (ma il numero di cento firme è stato raggiunto e superato a passo di carica) è stato promosso da Edo Ronchi e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile; finora ha raccolto l’adesione entusiasta e al tempo stesso preoccupata di imprese grandi e piccole, di associazioni, di singoli cittadini. Le categorie rappresentate dai firmatari sono soprattutto quelle più legate ai fenomeni dell’ambiente, come il segmento energetico o come l’industria del riciclo.

L’«Appello per il clima» si rivolge ai politici italiani ed europei e chiede ai politici italiani ed europei un impegno: gli investimenti pubblici europei, i piani economici dell’Europa e dell’Italia, siano più ambiziosi e adeguati alla sfida di una transizione ecologica e climatica.

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Appelli simili si stanno organizzando anche in altri Paesi europei. Il manifesto è rivolto ai parlamentari Italiani, ai rappresentanti italiani in Parlamento Europeo e ai membri del Governo italiano per sostenere che le proposte europee per il clima e l’ambiente siano rese più incisive, in vista della negoziazione relativa alla versione finale del pacchetto di ripresa europeo post Covid, prevista per il mese di novembre.

Che cosa dicono gli scienziati

L’allarme della scienza dice che l’industria energetica potrà essere sconvolta dal cambiamento del clima. Per esempio: crescono le temperature globali, cresce la domanda di climatizzazione e nelle stagioni calde la domanda di energia per raffreddare e rinfrescare renderà inaffidabile l’approvvigionamento energetico, soprattutto in Asia meridionale e in America Latina. Una pubblicazione su Nature Energy, realizzata con la collaborazione degli scienziati italiani della Fondazione Cmcc, mostra come gli eventi climatici estremi stiano influenzando l’efficienza delle infrastrutture energetiche e possano ostacolare il buon funzionamento delle tecnologie rinnovabili, ponendo anche il settore energetico tra quelli minacciati dai cambiamenti climatici.

L’appello di Edo Ronchi

«Puntiamo ad avere un buon piano per la ripresa; quindi ad evitare che, da una parte, si spenda per tutelare il clima e l’ambiente — ha detto Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile — e dall’altra si finanzino con le risorse europee anche misure che danneggino il clima e l’ambiente. Gli investimenti nelle misure per il clima vanno aumentati perché hanno anche un grande potenziale di trascinamento economico e occupazionale in vari settori: della produzione di energia rinnovabile, del risparmio energetico negli edifici e nell’industria con l’economia circolare, nel cambiamento per una mobilità più sostenibile».

Tre obiettivi

L’«Appello per il clima» ha tre direttrici. La prima direttrice è per una maggiore “ambizione climatica”: per portare dal 37% al 50% la quota di investimenti del Recovery and Resilience Facility , realizzare il taglio delle emissioni del 55% entro il 2030 e la neutralità climatica al 2050. Seconda direttrice: criteri climatici per gli investimenti, ovvero adottare una metodologia chiara per riconoscere gli investimenti favorevoli al clima. Terzo obiettivo, una “lista di esclusione”, cioè le attività economiche che non possono accedere ai finanziamenti del Recovery and Resilience Fund perché incompatibili con il taglio delle emissioni.

Le prime firme di adesione

L’elenco delle adesioni all’appello è molto lungo; eccone alcune in un elenco puramente indicativo fra imprese e associazioni, tra le quali anche alcune aziende il cui impegno merita di essere valorizzato:

Alessandro Andreanelli (Lush), Alessandra Astolfi (Ieg), Marco Baresi (Turboden), Alessandra Barocci (Arvedi), Salvatore Barone (Castalia), Catia Bastioli (Novamont), Luca Bettonte (Erg), Chiara Bigioni (Acque Uliveto e Rocchetta), Renato Boero (Iren), Davide Bollati (Davines), Danilo Bonato (Erion), Filippo Brandolini (Utilitalia), Angelo Bruscino (Ambiente), Tommaso Campanile (Conoe), Ignazio Capuano (Burgo), Michaela Castelli (Acea), Roberto Cavallo (Erica), Massimo Centemero (Cic), Maria Paola Chiesi (Chiesi farmaceutica), Roberto Coizet (Edizioni Ambiente), Giovanni Corbetta (Ecopneus), Carlo Degano (Hill Knowlton),Matteo Del Fante (Poste), Dario Di Santo (Fire), Ezio Esposito (Assorem), Antonio Ferro (Extra), Andrea Fluttero (Unicircular), Marco Frey (Global Compact), Pierluigi Fusco Girard (Linificio e Canapificio Nazionale), Andrea Gibelli (Ferrovie Nord Milano), Isabella Goldmann (Goldmann & Partners), Andrea Illy (Illycaffé), Antonio Lazzarinetti (Itelyum), Sebastiano Marinaccio (Mercatino), Susanna Martucci Fortuna (Alisea), Antonella Mazzocchia (Fratelli Mazzocchia), Massimo Medugno (Assocarta), Carlo Montalbetti (Comieco), Nicola Monti (Edison), Oscar di Montigny (Mediolanum), Vincenzo Moramarco (Ecoplen),Giancarlo Morandi (Cobat), Francesco Mutti (Mutti), Massimo Pasquini (Lucart), Leo Pedone (BioMat Canapa Pedone Working), Marco Peruzzi (E2I energie speciali), Agostino Re Rebaudengo (Asja, Elettricità Futura), Bruno Rebolini (Centro coordinamento Raee), Walter Regis (Assorimap), Rossana Revello (Chiappe Revello), Camillo Ricci (Epr), Walter Righini (Fiper), Edo Ronchi (Fondazione per lo sviluppo sostenibile), Luca Ruini (Conai), Roberto Sancinelli (Montello), Ombretta Sarassi (Opem), Francesco Starace (Enel), Marco Steardo (Sersys), Marina Stella (Confindustria Nautica), Christof Stork (Dnv), Giovanni Teodorani Fabbri (FaterSmart), Chicco Testa (Fise Assoambiente), Simone Togni (Anev), Paolo Tomasi (Conou), Tomaso Tommasi di Vignano (Hera), Francesca Tramonto (Tramonto), Massimo Vaccari (La Filippa), Marco Versari (Assobioplastiche), Andrea Zaghi (Elettricità Futura).

Riproduzione riservata ©
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    Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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