#OrgoglioItaliano

Centrodestra unito in piazza. Salvini: «Vinciamo nelle regioni e li mandiamo via»

Berlusconi: via l’esecutivo delle tasse. Meloni: se serve costruire i muri per fermare i migranti. Gli organizzatori parlano di 200mila partecipanti, in gran parte giunti nella Capitale con treni speciali e pullman


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ANSA/MICHELA SUGLIA

3' di lettura

Centrodestra compatto in piazza San Giovanni oggi a Roma per contrastare contro il governo Pd-M5S-Iv-Leu. Nonostante qualche dissidio, la manifestazione #OrgoglioItaliano promossa da Matteo Salvini ha visto schierate sul palco tutte le anime dell’opposizione a trazione leghista con il centrodestra al completo: oltre al Carroccio, Forza Italia e Fratelli d’Italia. «Qua oggi c’è l’Italia vera. Vedervi da qua è una cosa emozionante, sapere che c’è gente che continua ad arrivare, sarà un pomeriggio non di rabbia, di cattiveria, di estremismo di violenza, ma dell’Italia che lavora, che sogna che spera» ha detto il leader della Lega aprendo la manifestazione. Massiccia la partecipazione: l’organizzazione della Lega parla di oltre 200mila presenze. L’obiettivo è vincere in tutte le prossime elezioni regionali (la prima è in Umbria domenica prossima):
«Li mandiamo a casa e al governo ci torna chi ha dimostrato di sapere governare» ha detto Salvini chiudendo il suo intervento.

L’attacco alla toghe del Cavaliere
Dei tre leader a prendere la parola per primo è stato Silvio Berlusconi: «Siamo qui - ha detto l’ex presidente del Consiglio - per dire no al governo delle tasse, delle manette, della burocrazia, del giustizialismo fuori controllo. Siamo qui per mandare a casa un governo non eletto dagli italiani». Il Cavaliere si è detto poi convinto che «molto presto saremo di nuovo al governo» ma «solo se siamo tutti assieme potremo cambiare la nostra Italia. Berlusconi ha poi attaccato la magistratura: «Oltre alle 4 sinistre al governo c’è una quinta sinistra formata da quella magistratura che non ha mai smesso di fare politica».

I muri della Meloni
È stata poi la volta di Giorgia Meloni, presentata da Salvini come «combattente per la libertà»: «Piazza San Giovanni - ha detto la leader di Fratelli d’Italia - una volta era simbolo della sinistra, dove prima c’erano le bandiere rosse adesso sventolano quelle tricolori, è un segnale cari compagni che siete stati sconfitti dalla storia». Poi sul tema migranti: «Costruiremo un governo che dice che l’immigrazione illegale non si può fare in Italia, non ci sono scuse: su questo non si torna indietro. Se servono i muri si costruiscono i muri, se servono i blocchi navali, si fanno i blocchi».

Roma, centro-destra in piazza contro il governo M5S-Pd

Roma, centro-destra in piazza contro il governo M5S-Pd

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Il leader della Lega: qui nessun estremista
Salvini
ha invece aperto il suo intervento facendo ascoltare le parole di Oriana Fallaci (recitate da una voce narrante) sul valore dell’italianità
e dell’inno di Mameli. «Questa - ha candito - non è una piazza di estremisti ma di italiani orgogliosi di essere italiani». E ancora:
«Altro che estremismo, uomini normali, popolo contro élite, piazza contro Palazzo». Quindi il richiamo ai suoi temi tradizionali: sicurezza («Voltaire diceva che il grado di civiltà di un Paese si giudica dalle condizioni delle sue carcere, per carità di Dio, ma io sogno un Paese in cui il pedofilo e lo stupratore per tutta la vita non possano mettere le mani addosso a donne e bambini») e migranti («c’è chi dice che chi vota Lega non è un cristiano. Io invece credo che chi crede nella fede vuole che non ci siano più partenze. Chi permette le partenze si genuflette ma ha le mani sporche di sangue»).

La riscossa nelle regioni per tornare al governo
Quindi l’appello al voto regionale tra una settimana in Umbria: «Un abbraccio al popolo umbro che domenica prossima potrà liberare la terra di San Francesco dall’occupazione della sinistra. Forza Umbria, l’Italia conta su di voi». Sarà poi la volta di altri appuntamenti regionali (Calabria, Emilia Romagna, Campania, Liguria, Veneto). «Le vinciamo tutte» ha detto l’ex ministro dell’Interno «e li mandiamo a casa e al governo ci torna chi ha dimostrato di sapere governare».

Dopo le perplessità espresse nei giorni scorsi dall’ala più centrista di Fi e la partecipazione annunciata dei militanti dell’estrema destra di Casapound, sdoganati di fatto dal leader della Lega, la presenza sul palco di S. Giovanni di Silvio Berlusconi ha solo apparentemente ricompattato il fronte del centrodestra. I distinguo infatti restano. A Perugia per un evento elettorale unitario alla vigilia del raduno nella Capitale, Berlusconi da un lato ha chiarito che nel centrodestra «il leader è chi prende più voti», quindi «è evidente che se Salvini è oltre il 30% sia lui il leader». Dall'altro ha ribadito Forza Italia «non è la Lega, siamo i continuatori della tradizione liberale, occidentale, cristiana, garantista».

GUARDA IL VIDEO: Perugia, arriva Berlusconi ma Salvini e Meloni lo ignorano

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