industria digitale

Centri 4.0, con i voucher servizi per 17 tecnologie

di Carmine Fotina

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(© Javier Larrea)


3' di lettura

L’operazione «competenze e trasferimento tecnologico» per Industria 4.0 avanza. All’inizio della prossima settimana sarà pubblicato il bando di gara del ministero dello Sviluppo economico per i «Competence center», intanto sono partiti i voucher che le imprese possono spendere presso i centri, i Digital innovation hub per il trasferimento tecnologico, i parchi scientifici e gli altri soggetti già accreditati. Ieri, ad esempio, è toccato alla Camera di commercio di Milano, Monza, Brianza, Lodi che ha aperto i termini per presentare la domanda di contributo per formazione e consulenza (2,5 milioni totali disponibili per singolo voucher fino a 5mila euro).

I formitori delle imprese
Il piano Industria 4.0 finora è stato fortemente sbilanciato, soprattutto in termini di risorse pubbliche, sul lato incentivi fiscali. Serve rimontare subito il ritardo accumulato in questi mesi sul fronte delle competenze e del trasferimento tecnologico, per scaricare a valle, sul mercato, la ricerca svolta sui temi dell’impresa digitale. Lo schema disegnato dal governo sembra una piramide.

I centri pubblico-privato ad alta specializzazione, che saranno oggetto del bando Mise, dovranno essere i superpoli per la ricerca applicata, alla stregua dei Fraunhofer tedeschi. Ma sotto di loro ci sono tanti soggetti già attivi nel trasferimento tecnologico che possono essere più vicini alle piccole imprese. In questo gruppo ci sono fornitori di servizi già accreditati o riconosciuti: Digital innovation hub, parchi scientifici e tecnologici, tecnopoli, cluster tecnologici, incubatori certificati, Fablab (centri fabbricazione digitale), agenzie di formazione regionale, Scuole di alta formazione. Ma ci sono anche centri di trasferimento tecnologico per i quali il ministero dello Sviluppo economico ha emanato un apposito decreto direttoriale, stabilendo 17 ambiti tecnologici di attività e requisiti tecnico-scientifici e specificando che devono essere certificati da Unioncamere in attesa di enti di certificazione ad hoc.

Le tecnologie
Presso tutti i vari soggetti citati sopra (e presso i grandi Competence center quando saranno costituiti) sono spendibili i voucher per formazione, consulenza e trasferimento tecnologico che contano su 48 milioni di risorse pubbliche in tre anni. Il campo d’azione è stato delimitato in 9 ambiti tecnologici di frontiera e altre 8 tecnologie abilitanti. Nel primo gruppo rientrano soluzioni per la manifattura avanzata, realtà aumentata e realtà virtuale, simulazione di prodotto o di sistemi logistici, manifattura additiva, integrazione automatizzata, internet of things, cloud, cybersicurezza e business community, big data e analytics. A queste si aggiungono sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile o via internet, sistemi Electronic data interchange, geolocalizzazione, sistemi informativi gestionali, tecnologie per l’in-store customer experience, Rfid e barcode, system integration applicata all’automazione dei processi.

Le Camere di commercio
A gestire la misura sono 77 Camere di commercio che hanno creato altrettanti Pid (Punto impresa digitale). Di queste, 33 hanno già emanato il loro personale bando per le domande di accesso ai voucher. Proprio ieri, come detto, sono partiti i termini di presentazione delle domande a Milano. L’importo massimo del contributo varia a seconda della Camera di commercio, si va da 1.000/1.500 euro a 10mila euro. Le attività agevolabili sono formazione e consulenza sull’utilizzo di tecnologie di Industria 4.0. Due le misure previste dai vari bandi: la prima è una classica domanda da parte di singole imprese per servizi di formazione e consulenza, la seconda si rivolge una platea più “avanzata” e prevede progetti che coinvolgono fino a 20 imprese volti a favorire il trasferimento di soluzioni tecnologiche o a realizzare innovazioni e implementare modelli di business derivanti dall’applicazione di tecnologie 4.0. Il contributo copre dal 50 al 75% delle spese ammissibili.

I primi riscontri, dove le Camere sono state più veloci a completare le procedure e i voucher sono già spendibili, dicono però che i contributi stanno funzionando a metà: bene quelli di grossa taglia, attorno ai 10mila euro, meno quelli di importo intorno ai 2mila euro.

Su conoscenza e formazione - secondo Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere - si può fare molto di più. «Da parte nostra - dice - abbiamo realizzato 240 eventi di formazione con le aziende e contemporaneamente stiamo formando il nostro personale: 2.500 persone nel 2017 e altre 2.500 nel 2018 su industria 4.0 e sulle altre priorità della riforma delle Camere, cioè cultura e turismo».

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