la giornata mondiale della lotta alla violenza contro le donne

Centri antiviolenza, servono risorse certe. Conte: "Fenomeno ancora sottovalutato"

I centri sul territorio svolgono un ruolo fondamentale ma hanno bisogno di fondi adeguatamente ripartiti. Per il 2019 stanziati 30 milioni di euro

di Barbara Nepitelli

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(Ansa)

I centri sul territorio svolgono un ruolo fondamentale ma hanno bisogno di fondi adeguatamente ripartiti. Per il 2019 stanziati 30 milioni di euro


5' di lettura

Nel contrasto alla violenza contro le donne è centrale il ruolo dei centri antiviolenza e delle case rifugio non solo come luoghi di assistenza e sostegno alle donne ma come presidi di cambiamento culturale. Per assicurare il sostegno adeguato a questi centri bisogna sciogliere anche il nodo delle risorse inteso non solo come incremento dei finanziamenti ma come effettiva capacità di erogazione e di programmazione pluriennale. E’ uno dei temi emersi nell’incontro organizzato dalla commissione Femminicidio del Senato ‘Dalla parte delle donne. Il ruolo fondamentale dei centri antiviolenza’ in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Servono fondi certi per i centriviolenza

Valeria Valente, presidente della Commissione, ha ricordato la relazione approvata all’unanimità sulla governance dei servizi antiviolenza e sul finanziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio e ha rilevato che “i finanziamenti in questi anni sono aumentati, il tema è che non riusciamo a spenderli in tempi utili a sostenere in maniera adeguata l’attività dei centri” ed ha citato recenti dati di Action Aid sui fondi della legge 119 secondo il quale solo il 72% dei soldi del periodo 2015-16 è arrivato “concretamente” a destinazione, il 67% per il 2017 e solo il 10% dei fondi 2019. Quindi, se resta l’impegno ad aumentare le risorse, servono però “fondi certi, trasferimenti in tempi più celeri, programmazioni più lunghe, almeno su base triennale, criteri di accreditamento diversi e più stringenti, modifiche all’intesa Stato-Regioni, sistemi di monitoraggio più attenti”.

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Per il 2019 stanziati 30 milioni di euro

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, intervenuti all’incontro cui hanno partecipato rappresentanti delle reti dei centri antiviolenza, hanno ricordato che il Governo ha stanziato i 30 milioni previsti per il 2019 ed è in attesa di registrazione alla Corte dei Conti il riparto dei 28 milioni per il 2020; fondi che passano attraverso le Regioni. Inoltre, risorse aggiuntive sono state stanziate per venire incontro alla situazione di emergenza dovuta alla pandemia di Covid, con un bando ulteriore di 5,5 milioni che, ha ricordato Bonetti, sono erogati direttamente ai centri antiviolenza e alle case rifugio. La ministra ha aggiunto che nel nuovo piano nazionale allo studio si intende prevedere uno “strumento di monitoraggio nazionale di coerenza nell’utilizzo dei fondi” e “un percorso nelle Regioni, a cui parteciperemo, di una convocazione semestrale di programmazione e monitoraggio di utilizzo delle risorse”.

Conte ha assicurato la disponibilità del Governo a valutare anche le “modalità di erogazione dei fondi”, pur ricordando che “occorre una interlocuzione con le Regioni”. Ha poi affermato l’impegno del Governo “ad accrescere anche il sostegno al finanziamento delle strutture, anche valutando la possibilità di una programmazione pluriennale dei fondi”. C’è inoltre la disponibilità a “considerare proposte emendative al Ddl di Bilancio” per rafforzare il sostegno alla Casa delle donne, compatibilmente con il quadro di finanza pubblica. Una legge di Bilancio comunque, ha rilevato, “che non considero poco decisa o timida” sul fronte delle azioni positive per le donne, in particolare per abbattere il “triste primato” italiano in Europa per quanto riguarda la disoccupazione femminile.

Valente, servono formazione e statistiche di genere

La giornata del 25 novembre è sempre “tempo di bilanci”, ha detto Valeria Valente, sottolineando che questi sono “giorni amari” anche per la violenza sulle donne. In Italia è stato “costruito un impianto normativo solido, robusto e soddisfacente” ma “nonostante questo impianto normativo, le donne continuano ad essere ammazzate per mano di uomini violenti e aggressivi”. L’impegno quindi deve essere quello di “capire e di non celebrare con retorica ma dirci che ancora non ci siamo: ce lo dobbiamo dire con chiarezza” ha affermato. Per Valente c’è bisogno di “maggiore formazione” degli operatori e questo riguarda sia il sistema della giustizia che il mondo dell’informazione, della scuola, dell’Università. Inoltre, c’è la necessità che i dati vengano letti correttamente e un passo avanti importante in questa direzione è il Ddl per le statistiche sulle violenze di genere che arriva oggi all’esame dell’Aula del Senato.

Conte, empowerment femminile centro presidenza italiana G20

Quello della violenza contro le donne è “un fenomeno ancora sottostimato nella sua portata” ha detto a sua volta il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, puntando l’attenzione sul fatto che l’emergenza Covid ha portato ad un “aumento preoccupante dei casi di femminicidio” con episodi che si sono “triplicati durante il lockdown, raggiungendo l’inquietante media di uno ogni due giorni”. “Il femminicidio e la violenza di genere – ha rilevato ancora il premier - sono fenomeni che purtroppo hanno radici culturali profonde e si innestano a ogni livello nelle dinamiche di genere”, prioritariamente in ambito familiare ma anche in contesti lavorativi: una “subcultura” che “genera ferite profonde”. Per contrastarli “la politica ha un ruolo importante”: una politica “adeguatamente formata e informata” per agire su un “terreno che è delicatissimo”.

Conte ha quindi ricordato le misure a favore della parità di genere intraprese dal Governo: dalla centralità del tema dell’empowerment femminile che sarà posta dalla presidenza italiana del G20 alle misure per l’occupazione femminile introdotte nel Ddl di Bilancio, così come la ‘missione’ del Recovery plan che riguarderà la parità di genere e che prevederà l’incentivazione allo studio delle discipline ‘stem’ da parte delle ragazze, il ‘bollino’ per le imprese che promuovono la parità di genere, il potenziamento di asili nido e contributi ai Comuni per strutture di sostegno alle donne che lavorano, il rafforzamento del rapporto tra Anpal e Regioni per promuovere l’occupazione femminile, la diffusione della cultura della parità attraverso strumenti come il bilancio di genere. Il presidente del Consiglio ha richiamato anche altri due obiettivi fondamentali: quello della educazione su cui “si gioca la sfida più decisiva” e quello della “valutazione dell’impatto di genere” dei provvedimenti legislativi.

Casellati, battersi perché la pandemia non segni arretramento

In un messaggio di saluto, il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha ricordato che “la violenza contro le donne ci riguarda tutti. Siamo tutti insieme vittime di una degenerazione che offende i diritti umani e mortifica una crescita sociale costruita faticosamente in decenni di lotta contro le diseguaglianze e le discriminazioni. Ma di questa degenerazione – ha avvertito Casellati - siamo tutti involontari complici nella misura in cui non sappiamo offrire alle donne, alle donne violate, maltrattate, offese, abbandonate, dimenticate, reali opportunità di tutela e di affermazione personale”. Per il presidente del Senato, “il contrasto alla violenza sulle donne parte da qui. Da quelle prospettive di autonomia morale ed indipendenza materiale che sono l’arma più potente contro ogni forma di martirio al femminile”. Casellati ha sottolineato la necessità di lottare “contro stereotipi e penalizzazioni, battendosi affinché nessuna emergenza, neanche una pandemia di portata globale, possa segnare un arretramento di fronte al cammino di emancipazione femminile. Questo è l’impegno comune che oggi dobbiamo insieme rinnovare”.

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