chiusure domenicali

Centri commerciali: un cliente su tre ci va di domenica, con la famiglia o gli amici

di Mar.B.


Ddl negozi: 26 domeniche chiusi e pesanti sanzioni per chi bara

2' di lettura

Non solo per lo shopping che attiva un giro d’affari che vale 140 miliardi e 780mila posti di lavoro. Ma anche perché sono sempre più luoghi di aggregazione e socializzazione in cui trascorrere il tempo libero e fruire di servizi accessori, dalla presentazione di un libro a un concerto fino a un evento per i più piccoli. Luoghi da frequentare con la famiglia e gli amici soprattutto la domenica, giorno scelto da un cliente su tre (il 32%) . Questa l’ultima fotografia dei centri commerciali  in una ricerca appena pubblicata da Nomisma mentre il Ddl sulle chiusure domenicali procede al momento al ralenti in Parlamento.

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Tra outlet, centri e parchi i poli commerciali italiani attivano una filiera che vale 139 miliardi di euro ed ha un impatto di 780mila posti di lavoro. Nel 2018, le 1.254 strutture presenti in Italia (1.020 delle quali sono centri Commerciali, 181 parchi commerciali, 30 outlet center, 23 leisure center) hanno fatturato 71,6 miliardi (al netto di Iva) - pari al 4% del pil italiano, occupato 587.000 lavoratori e dato un contribuito al gettito fiscale per 27,8 miliardi di euro. Questi i principali risultati dell'analisi «Industry dei Poli Commerciali in Italia. Tra filiera e ruolo sociale» curata da Nomisma per conto del Consiglio nazionale dei centri commerciali che potrebbero finire nel mirino del Ddl giallo-verde all’esame del Parlamento che prevede 26 aperture domenicali su 52. «Sulle chiusure domenicali voglio essere ottimista, credo che il dialogo debba andare avanti», ha spiegato ieri il presidente del Cncc Massimo Moretti. Che sottolinea: «Se il tema per le chiusure domenicali è il trattamento dei lavoratori allora occupiamoci del contratto di lavoro e non di altro».

Dallo studio condotto da Nomisma emerge, come detto, che i poli commerciali si configurano sempre più come social hub, luoghi di aggregazione e socializzazione in cui trascorrere il tempo libero e fruire di servizi accessori. Per l'83% dei frequentatori abituali infatti, il centro commerciale diviene un luogo in cui trascorrere il tempo libero, il 38% usa anche ristoranti, pizzerie, fast-food, tavole calde presenti nel centro e 2 utilizzatori su 10 si recano al centro commerciale spinti da motivazioni di socializzazione (incontrare amici o partecipare ad eventi). Inoltre il 69% degli italiani ha frequentato un centro commerciale durante le sue vacanze e per il 42% la visita in un outlet lontano dal luogo di residenza è addirittura la motivazione principale per cui si organizza un viaggio o una gita in giornata. La scelta di frequentare il centro commerciale come luogo di socializzazione è più frequente al Sud, tra i millenials e per chi ha redditi più bassi.

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