i centri per l’impiego in europa

Centri per l’impiego, come funzionano in Gran Bretagna

di Nicol Degli Innocenti


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Lo stabilimento Nissan a Sunderland, Gran Bretagna

3' di lettura

LONDRA - Negli ultimi dieci anni di austerità in Gran Bretagna dopo la crisi finanziaria il Governo conservatore ha puntato a tagliare la spesa pubblica. All’obiettivo pratico di ridurre il costo dei sussidi sociali ha abbinato un obiettivo ideologico: massimizzare gli incentivi a trovare lavoro e minimizzare i benefici della dipendenza dai sussidi.

Come dichiarò l’allora premier David Cameron nel 2010, il messaggio deve essere chiaro: nessuno che vive di sussidi deve stare meglio di chi lavora. Per evitare abusi del sistema, il Governo ha introdotto nuovi e più rigorosi controlli per determinare chi ha diritto ai sussidi e ne ha progressivamente ridotto l’ammontare per rendere l'opzione disoccupazione meno attraente.

La stretta ha funzionato per il Tesoro: nell’ultimo anno fiscale la spesa per i sussidi di disoccupazione è stata di 2 miliardi di sterline, lo 0,9% del costo totale del welfare britannico. Il costo dei sussidi di disoccupazione, che era pari all’1,4% del Pil negli anni Ottanta, adesso è sceso allo 0,1% del Pil.

Il tasso di disoccupazione è al 4% in Gran Bretagna e i senza lavoro sono 1,36 milioni, il numero più basso da quarant'anni, secondo l'Ufficio nazionale di statistica. Oggi 918.800 persone ricevono un sussidio di disoccupazione.
La Jobseeker’s allowance (Jsa), il principale sussidio di disoccupazione, viene erogato solo a condizione che chi lo riceve si faccia parte attiva. Il modulo per richiedere la Jsa deve essere completato presso un Job Centre o ufficio di collocamento ma preferibilmente online e prevede un impegno scritto a cercare lavoro (“claimant commitment”) e, dopo un certo periodo, a prendere parte in un “labour market regime”, un programma studiato per i disoccupati di lungo termine.

Per avere diritto alla Jsa bisogna avere più di 18 anni, non essere studenti a tempo pieno, essere in grado di lavorare, essere disposti a lavorare e cercare attivamente lavoro. L’ammontare dei sussidi varia a seconda dell’età e dei fondi e risparmi disponibili, ma il tetto massimo è di 57,90 sterline alla settimana per chi ha meno di 24 anni, di 73,10 sterline alla settimana per gli over-25 e di 114,85 sterline a settimana per una coppia.

Sono previste sanzioni severe per chi non si presenta a colloqui di lavoro, non partecipa ai programmi, non frequenta il Job Centre o in generale non si dimostra abbastanza volenteroso e attivo nel cercare un impiego. I sussidi vengono decurtati per tre mesi alla prima infrazione, per sei mesi alla seconda e poi per tre anni.

L’altro tipo di sussidio di disoccupazione è l’Employment Support Allowance (Esa), che aiuta chi è stato costretto a smettere di lavorare a causa di una malattia o invalidità. La procedura per ottenerlo è complessa, prevede la compilazione di due dettagliati moduli e un esame medico oltre che una verifica dello stato delle finanze di chi lo richiede e dura circa tre mesi. Una volta concessa, l’Esa prevede pagamenti settimanali che vanno da un minimo di 73 sterline a un massimo di 188 sterline per i casi più gravi di invalidità.

L’intero sistema dei sussidi statali è stato rivoluzionato dall’introduzione dell'Universal Credit (UC), che unisce sei tipi di sussidi (non solo Esa e Jsa ma anche sussidi per la casa, figli a carico e crediti d’imposta) in un unico pagamento mensile con l'obiettivo di semplificare e velocizzare il sistema del welfare.

Il passaggio all’UC, annunciato nel 2010, è stato rallentato da problemi tecnici e ritardi nei pagamenti che hanno portato a proteste e interrogazioni parlamentari. Allo stato attuale il 40% dei disoccupati che ricevono i sussidi è passato all’UC e l’obiettivo è di arrivare al 100% nel 2022, anno in cui si prevede che il sistema sarà operativo e verserà 60 miliard di sterline all'anno a circa 7 milioni di aventi diritto.

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