reddito di cittadinanza

Centri per l’impiego, tempi più lunghi per le 5.600 assunzioni delle regioni

di Giorgio Pogliotti


Ricerca del lavoro solo per un quarto dei percettori del reddito di cittadinanza

2' di lettura

Rischiano di allungarsi i tempi per effettuare le 5.600 assunzioni da parte delle regioni che servono a potenziare gli organici dei centri per l’impiego che dovranno gestire l’inserimento lavorativo dei percettori del reddito di cittadinanza giudicati “occupabili”. La scadenza del 30 giugno per la pubblicazione dei bandi regionali molto difficilmente potrà essere rispettata, poiché dopo la firma (in ritardo) del decreto da parte del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che assegna le risorse, il testo è ancora fermo alla Corte dei Conti. Il risultato è che l’avvio delle selezioni resta in standby.

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Bocciata la possibilità di attingere alle graduatorie per le assunzioni
A rendere più complesso il quadro, il fatto che alla Camera, nel corso dell’esame del Dl crescita sia stato giudicato inammissibile un emendamento dei relatori fortemente voluto dalle regioni, che estendeva dal 30 giugno al 31 agosto la deroga alla legge di Bilancio per l’utilizzo delle graduatorie a scorrimento per effettuare le assunzioni a copertura dei posti liberi. In assenza di un’estensione della deroga, ogni regione dovrà effettuare nuovi concorsi per ogni nuova posizione che si libererà, per effetto del turn over, con un aggravio di costi e di tempi. Il combinato disposto del ritardo nell’operatività del decreto con le risorse e della mancata deroga - spiegano i tecnici delle regioni - rischia di allungare i tempi necessari per il rafforzamento degli organici dei centri per l’impiego.

In arrivo 4mila assunzioni stabili e 1.600 a tempo
Nel merito, sono 4mila le assunzioni a tempo indeterminato finanziate dalla legge di Bilancio con uno stanziamento stabile di 160 milioni annui (ridotti per quest’anno a 120 milioni) , in prevalenza per la figura di specialista del mercato del lavoro e di operatore del centro per l’impiego. A queste si aggiungono altre 1.600 assunzioni a tempo determinato, frutto dell’intesa con l'ex ministro Poletti recepita nella conferenza Unificata di fine 2017. Per un totale di 5.600 assunzioni.

Nella distribuzione territoriale il maggior numero di ingressi è previsto in Campania con 641 assunzioni a tempo indeterminato e 257 a tempo determinato, segue la Lombardia con 514 assunzioni a tempo indeterminato e 206 a tempo determinato, la Puglia con 452 assunzioni stabili e 181 a tempo determinato, il Lazio con 417 assunzioni a tempo indeterminato e 167 a tempo determinato.In assenza di incidenti di percorso, secondo le regioni i nuovi operatori potranno entrare in servizio all’incirca dopo 6 mesi dalla pubblicazione del bando.

Entro il 2021 si ridurrà il gap con l’Europa per gli organici dei Cpi
Considerando che sono previste ulteriori 6mila assunzioni a tempo indeterminato entro il 2021, rispetto agli attuali 8mila operatori dei centri per l’impiego, nei prossimi anni verrà ridotto il forte divario esistente rispetto agli organici degli altri Paesi. Basti pensare che in Germania ci sono circa 99mila operatori, in Francia 54mila, nel Regno Unito 74mila. Ma accanto al potenziamento quantitativo, serve un grosso investimento qualitativo sulla formazione dei dipendenti, finora in prevalenza utilizzati per compiti amministrativi, per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.


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