Risorse e sviluppo

Centro Italia, 700 milioni per il rilancio economico dell’area colpita dal sisma

Ieri a L’Aquila il confronto tra Regioni e i Giovani imprenditori Confindustria

di Michele Romano

(Archivio Ansa)

2' di lettura

Fare squadra: la metafora dello sport italiano per recuperare un’identità e agganciare la ripresa. Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria sono pronte a ripensare un nuovo modello di business: i Giovani Imprenditori di Confindustria, attraverso l’Interregionale del Centro, hanno ispirato l’evento di ieri a L’Aquila, dal tema emblematico: «L’Italia che fa Centro».

«Il Centro Italia nella disputa geopolitica di oggi finisce per essere solo una cerniera. Invece, il paradigma andrebbe rovesciato - osserva Stefano Panella, imprenditore abruzzese e presidente dell’Interregionale Centro -: non siamo privi di specificità, non siamo il “non nord” o il “non sud”, non siamo un luogo senza carattere.

Loading...

Un territorio, però, che oggi pare incapace di valorizzare al meglio e preservare quella ricchezza e quel saper fare che porta con sé da secoli, sin da quando attorno al borgo nascevano e si sviluppavano tutte le attività».

Oggi c’è un acceleratore economico straordinario, con risorse mai viste prima che dovranno essere velocemente scaricate a terra: i fondi strutturali 2021-2027, il CIS sisma, il Pnrr e il fondo complementare al Piano, che porta in dote 1,7 miliardi ai due crateri (L’Aquila 2009 e Italia Centrale 2016-2017, ndr) e, in particolare, mette a disposizione 700 milioni per il rilancio economico e sociale di quelle aree.

«Il rischio è che ora manchino i progetti» è l’allarme di Marco Fracassi, presidente di Confindustria Abruzzo, e «la mancanza di capacità attuativa» aggiunge Giovanni Legnini, commissario straordinario al sisma: «Ciò che c’è da fare è molto di più di ciò che è stato fatto».

Il Pnrr sisma, del resto, è l’unico intervento territoriale del Piano, perché l’Appennino Centrale ha problemi specifici che finalmente vengono riconosciuti. «Ricostruzione fisica e sviluppo economico e sociale devono incrociarsi», conclude Legnini che ha in mente un modello attuativo nel quale accanto a Pubblica amministrazione, mondo delle professioni e imprese, «ci può essere la leva delle società pubbliche, alcune delle quali leader globali, ad esempio nei settori della digitalizzazione e dell’energia».

I terremoti del Centro Italia restano ferite ancora aperte, il Pnrr diventa la grande occasione, «ma non la panacea di tutti i mali» ricorda Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria. «Mettere tutti insieme non è facile - osserva Maurizio Stirpe,vicepresidente Confindustria con delega al lavoro -, ma intanto proviamo a mettere insieme tutti i pezzi che possano andare d’accordo». Nella squadra vincente che dovrà sfruttare il Pnrr entra a pieno titolo anche il sistema bancario. Come sottolinea Marco Moreschi, direttore Banco Marchigiano, «il sistema delle reti non dev’essere uno slogan», l’istituto di credito del territorio ha «un ruolo strategico nel favorire la creazione delle sinergie di processo tra le imprese».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti