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Centrosinistra, Pisapia: Mdp e altri ci ripensino. Ma Bersani si sfila

di Nicola Barone

(ANSA)

4' di lettura

Pisapia non si dà per vinto. Ora che la ricomposizione, almeno di parte del fronte, è più che avviata sotto lo sguardo protettivo e partecipe di Romano Prodi il messaggio in extremis è che Mdp e gli altri «ci ripensino». Ossia «trovino o troviamo insieme il modo di non regalare il nostro Paese a chi l'ha rovinato tante volte». Il leader di Campo progressista rivolge un «richiamo affettuoso di amicizia, gentile e non polemico e senza entrare nelle scelte degli altri. Perché in questo momento storico, si trovi il modo di fare, magari non tutta la marcia, ma almeno un pezzo di strada insieme». Sulla possibilità di una coalizione di centrosinistra per l’ex sindaco di Milano c'è stata «troppa irrisione, il pensare che non fosse più possibile, divisioni che erano considerate insanabili. Ma se il punto fondamentale è il bene del Paese, le divisioni che ci sono per motivi politici ma anche per motivi personali, vanno superate. Soprattutto nel nostro campo. E questo è quello che possiamo ancora fare».

Bersani: andiamo avanti, col Pd discuteremo poi
L'idea di uno spazio del centrosinistra più largo possibile, emersa a Bologna dall'incontro a cui ha partecipato tra gli altri Giuliano Pisapia, è in sintonia con il pensiero di Romano Prodi. Questa mattina l'ex presidente del Consiglio era in viaggio per Washington e quindi assente all'appuntamento bolognese dove erano invece presenti molte personalità che hanno accompagnato la storia politica di Prodi e dell'Ulivo come l'ex ministro Giulio Santagata o il senatore Franco Monaco. Ma dopo il «lungo e cordiale colloquio» tra Matteo Renzi e Prodi (anche se non vi sarà nessuna lista intestata all’ex premier o all'Ulivo) e l'incontro tra Piero Fassino e Pisapia di ieri che ha avviato un «percorso politico e programmatico per una nuova stagione del centrosinistra», a sbarrare la strada verso un percorso di riavvicinamento è l'assemblea di oggi di Mdp. Con Speranza contro Renzi, «un nome del passato non del futuro». I bersaniani puntano piuttosto a qualcosa di alternativo sintetizzabile nella formula di «una lista aperta con tutte le forze progressiste, civiche e di sinistra». Diversamente, «se non si vuole cambiare davvero con una nuova coraggiosa piattaforma, noi non ci siamo» dice chiaro e tondo Speranza. Detto in altre parole da Bersani l’altolà suona così: «Noi andiamo avanti, siamo aperti, siamo una sinistra plurale. Chi è disposto a discutere venga», poi «il giorno dopo in Parlamento discuteremo con il Pd».

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Pisapia verso l’accordo col Pd dopo l’ok di Prodi
Ormai tra Giuliano Pisapia e il Pd, il dado per stringersi assieme in coalizione alle legislative ormai è tratto. Questa nuova fase vede in Prodi un attore defilato ma naturalmente essenziale nella funzione di cerniera («come garante della possibile coalizione di centrosinistra? Ho letto che hanno accreditato, addebitato a me questa proposta. Il professor Prodi è una persona di tale saggezza e di tale coraggio e capacità che sarà lui a valutare», annota Pisapia). Vede di buon occhio la cosa il ministro della Giustizia e capo della minoranza dem Andrea Orlando. «Credo che sia ha persona giusta per sbloccare una situazione da troppo tempo bloccata». L’ex premier si è speso in prima persona con Pisapia incoraggiandolo ad «andare avanti nel tentativo di ricostruire il centrosinistra», poi in serata la telefonata tra lui e Matteo Renzi. Un colloquio al termine del quale il leader dem ha scritto parole esplicite ai potenziali alleati («la coalizione di centrosinistra alla quale stiamo lavorando - con il generoso contributo di tutti - dovrà garantire eguale dignità a tutti i componenti. Avremo una coalizione di qualità, con presenze significative sia alla nostra sinistra che al centro e che saremo competitivi praticamente in tutti i collegi. Metteremo in campo i migliori candidati e le migliori idee»).

Per Fassina (Si) unica strada è lista unitaria della sinistra
Dalla sua visuale Nichi Vendola all'assemblea di Sinistra Italiana vede il discorso giù chiuso. «Torna come in una seduta spiritica Romano Prodi e le sue chiamate. Ma stiamo parlando di un evo che non ha più nessuna alcuna relazione con la vita concreta e materiale delle giovani generazioni che dovrebbero essere il nostro principale interlocutore». Per Stefano Fassina chi riesce a guardare fuori dal Palazzo riconosce «che è una lista unitaria, alternativa al Pd, impegnata a ridare valore al lavoro e alla giustizia ambientale, l'unica strada per evitare che altre fasce di popolo vadano a destra o con il M5S o rimangano sempre più numerosi a casa».

Mdp-Si-Possibile da Fassino a inizio settimana
Si terrà nei primi giorni di questa settimana l'incontro tra Piero Fassino, mediatore Pd con i partiti della sinistra, e una delegazione unitaria composta da Mdp, Si e Possibile. Dopo la telefonata di questo pomeriggio a Roberto Speranza, Fassino ha ricevuto l'assicurazione che l'incontro, che non era ancora programmato, ci sarà. La delegazione dei partiti della sinistra dovrebbe essere composta dai capigruppo e non dai segretari. Ma una decisione al riguardo verrà presa con ogni probabilità domani.

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