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“Ceo confidential”, le risposte dei leader ai dilemmi del nostro tempo

Una serie di video interviste con i CEO sui dilemmi del nostro tempo che comincia con la voce di Rita McGrath, tra i migliori 50 esperti di strategia al mondo che insegna alla Columbia Business School di New York

di Pier Angelo Soldavini e Frank Pagano

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Una serie di video interviste con i CEO sui dilemmi del nostro tempo che comincia con la voce di Rita McGrath, tra i migliori 50 esperti di strategia al mondo che insegna alla Columbia Business School di New York


3' di lettura

Che cos'è CEO Confidential? È uno spazio aperto, dove riflettere sui grandi dilemmi del nostro tempo: nuove tecnologie, sostenibilità, il futuro del marketing e, soprattutto, il futuro della leadership.

Nasce così la serie di video interviste con i CEO di oggi curata da Pierangelo Soldavini e da Frank Pagano che comincia con la voce di Rita McGrath, tra i migliori 50 esperti di strategia al mondo che insegna alla Columbia Business School di New York.

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I personaggi scelti sono distintivi del nostro tempo per un confronto con quelli che sono dei veri e propri dilemmi che abbiamo di fronte. Per esempio, non c'è una facile soluzione all'adozione e applicazione universale di tecnologie chiave come l'intelligenza artificiale (AI) o la blockchain, oppure al sogno di una via di mezzo sulla sostenibilità, che faccia bene al pianeta senza alterare i modelli economici.

Quando ci si trova di fronte a un dilemma, la risposta non è mai banale o populista.

Lo scopo di questa serie di video interviste è perciò di discutere dei dilemmi di oggi assieme a voci forti del nostro tempo, assieme a persone che hanno un'opinione chiara e che possono aiutare a valutare tutte le opzioni che abbiamo davanti.

Vediamo allora i quattro dilemma sui quali abbiamo intervistato personaggi di primo piano a livello nazionale e internazionale.

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Un dilemma chiamato nuove tecnologie

Le tecnologie esponenziali (come blockchain, intelligenza artificiale, Internet of Things, biotecnologie) non sono soltanto il motore della crescita per il futuro, ma rappresentano il ponte stesso che ci porterà ad un mondo del tutto diverso. Ecco il primo bivio. Chi ignora le nuove tecnologie, scomparirà. Quindi, occorre capirle ed abbracciarle. Le nuove tecnologie risolveranno problemi reali nella vita di tutti i giorni, e produrranno benefici di produttività immensi. Allo stesso tempo, devono essere setacciate attraverso il filtro degli interessi pubblici, di considerazioni etiche e morali, e di tutti gli effetti collaterali che ne potranno derivare. C'è sempre un prezzo da pagare.

Un dilemma chiamato sostenibilità

Il modello economico lineare di produzione – consumo – scarto è divenuto del tutto obsoleto. Questo modello lineare farà collassare la maggioranza delle aziende nel giro di una decina d'anni, assieme a molte comunità nazionali ed internazionali. Stiamo esaurendo la capacità del nostro sistema di reggere al peso del capitalismo creato nel secondo dopoguerra. Un nuovo modello circolare, che abbia come obiettivo di prendersi la responsabilità di dove ogni prodotto va a finire dopo il suo consumo, fin dalla fase di ideazione e design, è disperatamente necessario. Le aziende che cercheranno di adottare un modello circolare di produzione, distribuzione e riutilizzo dovranno ripensare l'intera filiera ed il marketing, scuotendo le fondamenta stesse del loro fatturato. Sfortunatamente, la maggioranza di queste aziende non reggeranno durante la transizione.

Un dilemma chiamato marketing

Le marche moderne hanno democratizzato la qualità, grazie alla standardizzazione dei processi produttivi industriali, al potere della grande distribuzione e allo strapotere dei mass media. Il modello lineare ha reso i prodotti moderni accessibili, convenienti e enormemente profittevoli per le aziende.

Il futuro costringerà le marche a passare la mano a vantaggio dei consumatori, dei loro fans, e a ripensare completamente la filiera produttiva e distributiva. Il futuro costringerà le marche a raccontare tutta la loro verità, aprendo la porta allo scrutinio del pubblico.

La maggioranza delle marche falliranno in questa transizione, perché non potranno difendere la loro mancanza di sostanza attraverso una distribuzione e comunicazione concentrata e monopolistica, che non esistono più con l'avvento di internet. Le marche che sopravvivranno dovranno essere sostenibili e completamente aperte a dialogo e co-creazione con il mondo, senza diventare accessibili solo alla nicchia dei più ricchi e potenti. La sostenibilità non può diventare il nuovo lusso.

Un dilemma chiamato leadership

E veniamo al quarto dei nostri dilemmi. Le tre sfide individuate non potranno essere superate senza nuovi codici di comportamento, e senza una leadership, per usare il termine inglese, diversa da quella attuale. È forse proprio questo l'aspetto più urgente ed affascinante di questa serie di dialoghi con i CEO di oggi. Come formare le nuove generazioni di CEO, uomini o donne, che possano risolvere i temi più scottanti del nostro tempo?

Ecco intorno a queste domande, con un tono di conversazione confidenziale - e da qui il titolo della serie - escono le interviste. Ne esce un quadro dinamico, dove CEO giovani e meno giovani mostrano quello che stanno facendo per prepararsi al futuro, mostrando apertamente successi e aree di miglioramento.

La situazione non è affatto statica. Talento, idee e determinazione non mancano.

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