Inchiesta

Cepu E-Campus sotto inchiesta per bancarotta ed evasione: due arresti e sequestri per 28 milioni

L’accusa riguarda anche il fondatore: Franco Polidori. Ipotesi di reato: bancarotta fraudolenta, auto-riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

di Ivan Cimmarusti

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2' di lettura

Il Gruppo Cepu E-Campus finisce sotto inchiesta per presunta sottrazione fraudolenta di imposte. Due gli arresti, tra i quali il fondatore di Cepu Franco Polidori, e sequestri per 28 milioni di euro.

L’inchiesta è dei pm di Roma e dei finanzieri del Nucleo speciale di polizia Valutaria, che sta dando esecuzione ad una «ordinanza in materia di misure cautelari personali e decreto di sequestro preventivo», nei confronti di un noto imprenditore, dominus del gruppo operante nel settore dell’istruzione e formazione universitaria (gruppo che ha avuto Cepu tanti testimonial famosi, tra i quali il calciatore Cristiano Ronaldo) e di un suo stretto collaboratore.

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Bancarotta e auto-riciclaggio

L’accusa riguarda sei persone ed è per bancarotta fraudolenta, auto-riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Le indagini riguardano i fallimenti di 2 importanti società - vere e proprie «bare fiscali» che sono state portate a decozione con un passivo complessivo di oltre 180 milioni di euro - attraverso le quali, negli anni, il predetto imprenditore, oggi tratto in arresto, ha distratto asset dalle società e sfruttato importanti marchi del comparto dei servizi di istruzione e formazione, eludendo il versamento di ingenti imposte dovute all’Erario.

Scatole cinesi

In particolare, le investigazioni hanno consentito di rilevare che gli indagati - ricorrendo a vere e proprie società qualificabili come «scatole cinesi», anche di diritto estero - hanno ideato e realizzato una serie di complesse operazioni societarie, commerciali e finanziarie tra le quali spiccano:
a.
la creazione di una società fiduciaria in Lussemburgo, intestata a terzi ma, di fatto, riconducibile agli indagati, mediante la quale è stata dissimulata la reale proprietà dei beni immobili e marchi, sottratti alle imprese fallite e fatti confluire in un'ulteriore società creata ad hoc, oggi sottoposta a sequestro;
b.
la distrazione di ingenti risorse finanziarie destinate a società controllate e collegate attraverso l'appostazione di partecipazioni (poi svalutate) e la concessione di plurimi finanziamenti e prestiti allo stesso dominus, a suoi familiari ed a persone a lui vicine, nella realtà mai restituiti.

Arresti e interdittiva

Le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione a 2 misure cautelari personali: arresti domiciliari per il dominus del gruppo imprenditoriale e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa per un anno nei confronti di un suo collaboratore risultato essere il depositario delle scritture contabili nonché incaricato della gestione finanziaria di alcune aziende del gruppo.

Sono state, altresì, sottoposte a sequestro le quote societarie di un'importante società tuttora attiva nel settore dell'istruzione, disponibilità finanziarie e immobili - tra cui lo stabile ove ha sede una primaria università telematica - per un valore complessivo di circa 28 milioni di euro.

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