ITS e imprese

Ceramica, il distretto crea un Its: «Formazione 4.0 e assunzioni»

di Ilaria Vesentini

3' di lettura

Nasce nel distretto di Sassuolo il primo Its per la ceramica industriale, un nuovo tassello nel panorama nazionale della formazione terziaria professionalizzante che risponde alla fame di talenti tecnici di una delle più importanti filiere manifatturiere italiane, leader nel mondo con le sue 271 aziende produttrici di piastrelle, sanitari, stoviglie, refrattari (6,2 miliardi di euro di fatturato e 26.750 addetti), i 139 costruttori di tecnologie ceramiche (quasi 7mila dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato) e la nicchia dei 15 colorifici (1.500 lavoratori e 400 milioni di ricavi). Tre anelli di una filiera, rappresentati rispettivamente da Confindustria Ceramica, Acimac e Federchimica-Ceramicolor, che hanno messo a fattor comune esigenze e risorse aziendali per lanciare il nuovo percorso di formazione biennale post-diploma (non universitaria, ma riconosce crediti accademici) realizzato dalla Fondazione Its Maker, uno dei più grandi Its del Paese dedicato alla meccanica avanzata.

Il corso in “Tecnico superiore per la gestione di processi e impianti ceramici” è un unicum in Italia (il 35° Its in Emilia-Romagna, terra apripista dei percorsi post diploma tanto da diventare il modello nel Pnrr) e mira a formare figure specializzate nel controllo e nell'ottimizzazione del processo produttivo di ceramiche su impianti automatizzati, capaci di destreggiarsi tra sistemi digitali di produzione e di controllo e nozioni di meccanica, chimica e management. Prenderà il via questo autunno all’Istituto Volta di Sassuolo, epicentro del polo emiliano delle piastrelle, dove è in programma la presentazione ufficiale a studenti e famiglie il prossimo 18 settembre. Mentre il distretto della ceramica è in crescita rispetto al periodo pre covid, arriva dunque un percorso di formazione che consentirà alle imprese del territorio di trovare i dipendenti del futuro.

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Il corso si svolgerà in due anni a tempo pieno, con 1.000 ore l’anno di formazione, di cui il 60% di attività in aula e laboratori didattici e il 40% in stage presso le aziende partner. I docenti saranno per metà del mondo scolastico e per l’altro 50% arriveranno dalle imprese, che metteranno a disposizione esperti e dotazioni tecnologiche.

«È un momento importante – sottolinea il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani, presentando l’Its per la ceramica industriale - perché è la fine di un lavoro durato tre anni tra noi associazioni della filiera per colmare un gap formativo penalizzante ed è anche l’inizio di un nuovo percorso che rappresenta una soluzione moderna, ancorché poco conosciuta, per far entrare i ragazzi in azienda con una formazione medio-alta e ottime prospettive di carriera. L’evoluzione tecnologica è oggi talmente veloce che la scuola non riesce a tenere il passo ed è per questo che le aziende, con i loro laboratori e i loro manager, giocano un ruolo chiave nel percorso formativo».

Non c'è futuro per l'industria e per il Paese se non si investe sui giovani e non si valorizza la cultura del lavoro, rimarca il presidente di Acimac, Paolo Mongardi: «Una volta bastava il titolo delle scuole medie per lavorare sulle nostre macchine, oggi non più, nella meccanica come nella ceramica e nella chimica domina la digitalizzazione; gli ITS sono la via maestra per permettere ai ragazzi di sviluppare competenze». E Pierluigi Ghirelli, presidente di Ceramicolor aggiunge: «Due parole mi vengono in mente parlando di formazione e ITS: attenzione e sensibilità. Attenzione verso la crescita equilibrata dei giovani e delle aziende e sensibilità per le risorse umane e le esigenze del territorio. La formazione terziaria professionalizzante è la risposta alla necessità della comunità di ridurre la disoccupazione giovanile (ricordo che in Germania è inferiore all'8% grazie al sistema duale) e all'esigenza delle imprese di formarsi e aggiudicarsi i talenti tecnici migliori, accorciando la distanza tra scuola e azienda in un processo di interscambio continuo».

«Puntiamo a partire con una trentina di ragazzi per avere una selezione adeguata, ma c'è bisogno di più impegno – ribadisce Ormes Corradini, presidente di ITS Maker – per diffondere la conoscenza degli ITS».

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