italia fase 3

Ceramica, già persi 350milioni: settore in attesa del superbonus

Quasi 350 milioni di euro: è il fatturato andato in fumo tra marzo e aprile per il lockdown nel distretto ceramico di Sassuolo

di Ilaria Vesentini

default onloading pic

Quasi 350 milioni di euro: è il fatturato andato in fumo tra marzo e aprile per il lockdown nel distretto ceramico di Sassuolo


4' di lettura

Quasi 350 milioni di euro: è il fatturato andato in fumo tra marzo e aprile per il lockdown nel distretto ceramico di Sassuolo, hub baricentrico lungo la via Emilia (la seconda regione d’Italia più colpita dall’emergenza Covid-19) ma anche uno dei primi cluster manifatturieri a riaprire dopo il lockdown per l’esigenza di arginare il vantaggio dei competitor spagnoli, che hanno chiuso le fabbriche appena un paio di settimane e non hanno mai interrotto le consegne sulle piazze globali. È questo il primo bilancio degli effetti economici della pandemia che il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani, traccia in occasione dell’assemblea annuale 2020, che ieri lo ha riconfermato all’unanimità alla guida dell’associazione per il prossimo biennio.

Nella settecentesca Palazzina Ducale di Casiglia i rappresentanti delle 279 imprese del settore - tra produttori di piastrelle, ceramiche sanitarie, stoviglieria, materiali refrattari e laterizi – sono tornati a confrontarsi anche de visu per cercare di capire se e quando potrà tornare a circolare la brezza positiva che soffiava a inizio 2020, dopo un 2019 sotto le attese.

«Fare previsioni per l’anno in corso è praticamente impossibile – rimarca Savorani – perché oggi il mercato domestico è fermo e perché la pandemia, sviluppandosi velocemente e in modo asincrono in quasi tutti i mercati esteri, rende impossibile stimare i suoi effetti sulle nostre esportazioni. Quel che è certo è che l’agevolazione fiscale del 110% prevista nel decreto Rilancio, e di cui aspettiamo di capire gli ambiti di applicazione, può rappresentare un volano straordinario per la ripresa dell’edilizia e, quindi, a cascata del nostro comparto».

Per ora i 224 stabilimenti in giro per lo Stivale stanno lavorando a un 50% della loro capacità produttiva. Mentre le nove settimane di Cig non basteranno a tutelare tutti i 27.600 posti di lavoro dell’industria ceramica italiana. «Gli ammortizzatori sociali potrebbero essere necessari almeno fino a Natale», prevede il presidente, ribadendo che «l’occupazione non si crea né protegge con decreti legge ma andando a conquistare i mercati. Quando si perdono commesse a perdere sono sia le aziende che i lavoratori, giocoforza. Non c'è futuro per un Paese che pensi di salvare il Pil attraverso norme e non attraverso investimenti, semplificazioni amministrative e rilancio delle attività produttive».

Il consuntivo

La Fase 3 dell'industria ceramica deve fare i conti innanzitutto con un 2019 chiuso al di sotto della aspettative, come fotografa la 40esima indagine statistica presentata ieri, soprattutto a scapito dei produttori di piastrelle, concentrati per oltre il 90% lungo la via Emilia, e finora leader degli interscambi mondiali. Le 135 aziende (per oltre 19.300 occupati e 5,34 miliardi di euro di fatturato, di cui 4,5 miliardi di export) hanno perso il 3,5% dei volumi produttivi rispetto all’anno prima, pur restando sopra la soglia psicologica dei 400 milioni di metri quadrati. «A farci ben sperare è il dato degli investimenti, che hanno superato lo scorso anno i 373 milioni di euro, pari a circa il 7% del fatturato complessivo – rimarca Savorani –. Per quanto sia un valore in calo di 26 punti rispetto al 2018, segue due anni record dove la spesa in beni capitali è arrivata al 10% dei ricavi grazie alla spinta degli incentivi fiscali 4.0 e conferma la fiducia dei nostri imprenditori nel futuro. Il Coronavirus sta accelerando processi e soluzioni digitali che sempre più si sposteranno dai reparti dentro le fabbriche a logistica, distribuzione, uffici vendite».

Se il mercato interno aspetta l’iniezione ricostituente del superbonus del 110% su efficienza energetica e sismica per rimettersi in moto, sui mercati esteri si parte da un consuntivo 2019 fiacco (-0,83% l’export in valore) ma con il viatico positivo di inizio 2020: +1,8% le esportazioni nei primi due mesi dell’anno con un trend del +11% negli Stati Uniti, in virtù del crollo delle importazioni dalla Cina. In un mercato dove a soffrire sono tutti i grandi player mondiali di ceramica (le trimestrali delle quotate, da Mohawk in Usa a Scg in Thailandia a Lamosa in Messico sono tutte in netto calo) a preoccupare il made in Italy resta però concorrenza sempre più affilata dei produttori spagnoli, che vendono ceramiche di buona qualità a metà del nostro prezzo.

Ripresa tra sanitari e stoviglie

«La fase 3 prenderà davvero forma solo nel momento in cui ci sarà una vera sburocratizzazione del Paese. Non servono incentivi e bonus se per ritirare una licenza edilizia ci vogliono sempre tre anni», afferma il vicepresidente Luigi Di Carlantonio, alla guida di Andil, l’associazione dell’industria dei laterizi, confluita lo scorso anno all’interno di Confindustria Ceramica. Un comparto – 72 imprese, 3.200 addetti - prostrato dalla crisi dell'edilizia dell'ultimo decennio ben prima che dal Covid-19, che lo scorso anno lavorava al 50% della capacità e dopo il lockdown sta risalendo al 70%. «Dal 2009 a oggi abbiamo perso il 79% della produzione. La speranza è che dopo un'emergenza straordinaria ci sia una risposta altrettanto straordinaria per rilanciare l’economia. I nostri peggiori nemici non sono i competitor stranieri bensì le Asl, i Vigili del fuoco, le Province sotto casa. Il nostro vantaggio è che in questo decennio di debacle ci siamo attrezzati a suon di ricerca per essere campioni di soluzioni smart ed ecosostenibili». E nelle ultime due settimane stanno notando una cauta ripresa di ordini le 30 industrie di ceramiche sanitarie concentrate nel distretto di Civita Castellana, che confidano nel bonus per incentivare il risparmio idrico. Così come sono tornati a squillare i telefoni delle aziende di porcellane e ceramiche da tavola.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti